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Fosso Lavello, scintille fra i sindaci. Persiani: «Nessuna soluzione se manca la volontà politica»

Rifondazione all'attacco: «Ambientalismo classista da parte dell'amministrazione Persiani». Bernardi (Alternativa per Carrara): «De Pasquale sta prendendo in giro i cittadini»

MASSA – Scintille tra i sindaci di Massa e Carrara a proposito della questione Lavello. La lunga operazione di monitoraggio portata avanti negli ultimi mesi dall’amministrazione massese ha identificato come responsabile dell’inquinamento il campo Rom situato lato Carrara. Adesso – hanno chiarito nei giorni scorsi il sindaco di Massa Francesco Persiani e l’assessore all’ambiente Paolo Balloni – è l’ora di passare ai fatti e alle soluzioni. E per questi è necessario che i due comuni collaborino. Ma dall’altra parte, il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale non ha gradito i metodi né gli argomenti con i quali la giunta Persiani ha trattato il tema. In particolare, il primo cittadino di Carrara auspica che le prove schiaccianti ottenute dal monitoraggio vengano portate avanti e che scatti la punizione verso i responsabili. In caso contrario, sostiene, “avremmo assistito alla solita farsa da clima elettorale”.

Inevitabile la replica del sindaco Persiani, che in un post su Facebook scrive: “C’era da aspettarselo che da Carrara giungesse una risposta piccata da parte dell’amministrazione pentastellata: a nessuno fa piacere che vengano sottolineate le problematiche dei propri territori. A maggior ragione se provengono da un’amministrazione di diverso colore politico (…). Farò finta di non aver letto affermazioni del tipo “farsa da campagna elettorale”. Voglio invece ribadire al collega d’oltre foce alcuni concetti che forse gli sono sfuggiti. Per prima cosa, che da Massa non c’è alcuna volontà di attaccare la sua amministrazione ma, al contrario, di collaborare con Carrara per la definitiva risoluzione del problema Lavello. Secondariamente, che ci rendiamo conto che la soluzione non sia facile ma è evidente che nemmeno sarà mai trovata se manca la volontà politica”.

“E’ giusto denunciare i reati ambientali commessi dai singoli – continua Persiani – ma finché non si troverà una sistemazione alternativa all’insediamento Rom, che trovandosi sul territorio carrarese non può che partire da chi ha il potere di farlo, il problema resterà irrisolto per altri vent’anni. Terzo, che è giunto il momento di unire le forze, coinvolgendo tutti gli enti ad iniziare dalla Regione e dalla Provincia, per porre rimedio ad un danno ambientale non più tollerabile. Proprio perché il Lavello è un tema delicato e complesso mi aspetto da Carrara lo stesso atteggiamento propositivo e costruttivo. Nei prossimi giorni trasmetteremo al Comune di Carrara i risultati dei nostri accertamenti. Attenderemo quindi fiduciosi la convocazione di un tavolo istituzionale per avviare il confronto”.

Nel frattempo il consigliere Massimiliano Bernardi di ‘Alternativa per Carrara’ non le manda a dire all’amministrazione pentastellata. “Le parole del sindaco De Pasquale ‘buono solo con i Rom’ sono quelle di un barricadero riciclatosi nelle file del grillismo: praticamente è la copia della Boldrini. Per capirlo basta leggere la difesa a tutto campo nei confronti dei Rom, nonostante il grave danno ambientale e l’inquinamento delle acque il Lavello provocato dai nomadi di Avenza. È evidente che il campo Rom usa la sponda lato Carrara del fosso come una discarica a cielo aperto e che diventa “danno ambientale” per il Comune di Massa. Olio di motori, pezzi di motorini scheletri di lavatrici fusti di plastica copertoni e fili elettrici, nonostante ciò la risposta da “furbetto del quartierino” De Pasquale basa la sua convinzione sull’art. 18 della Legge ambientale n. 349/ 96 e sul principio comunitario che “chi inquina paga”. Secondo il nostro sindaco, quindi, i costi dell’inquinamento devono essere sostenuti dai nomadi del campo per l’obbligo di risarcire il danno cagionato all’ambiente previsto dalla normativa. Poter solo pensare che i Rom rispondano al danno causato e riconoscano un qualche risarcimento è la rappresentazione plastica di come De Pasquale prenda in giro i cittadini, il che implicherebbe un meccanismo elementare nella deontologia politica: quello delle dimissioni, per due ordini di motivi : il menefreghismo sui temi ambientali e il menefreghismo verso i numerosi minori del campo che vivono in un ambiente socio sanitario da paura”.

“Chiedo che l’amministrazione 5 stelle si rimangi le esternazioni scellerate uscite dalla bocca del primo cittadino su una tematica seria come quella del Lavello – chiude Bernardi – e che l’ amministrazione si sieda al tavolo invocato dal sindaco Persiani per risolvere il problema senza se e senza ma”.

Infine, sulla questione è intervenuto anche il partito di Rifondazione Comunista. “La conferenza in pompa magna dell’amministrazione comunale sull’esito delle indagini che hanno portato alla individuazione dell’origine dell’inquinamento da rifiuti nel Lavello – si legge in una nota del partito  – conferma la coerenza dell’amministrazione ai principi classisti e discriminanti a cui si ispira. Pare che le indagini abbiano individuato sia il luogo di provenienza dell’inquinamento da rifiuti che il danno economico per la cittadinanza, quantificato in circa 20 mila euro l’anno come aggravio della Tari. Se l’amministrazione avesse avuto la volontà di guardare 10 km più a monte rispetto al Lavello, avrebbe potuto constatare l’inquinamento del fiume Frigido da marmettola, inquinamento certificato da Arpat. Se avesse avuto la volontà avrebbe potuto leggere una relazione del Cnr di Pisa, documento che fa parte della documentazione sui Piani attuativi di Bacino Estrattivo del 2019, che certifica i luoghi di provenienza dell’inquinamento, cioè le cave del Sagro e la cava della Rocchetta. Se avesse avuto la volontà, avrebbe potuto leggere la relazione di Gaia in merito al costo della depurazione dell’impianto del Cartaro, costo necessario per rendere potabile l’acqua inquinata dalla marmettola e altri residui di lavorazione delle cave: costo che è oltre 10 volte quello registrato sul Lavello”.

“Se avesse voluto – continuano da Rifondazione – avrebbe potuto così fare una conferenza stampa in pompa magna in cui individuava le cave come luogo di provenienza dell’inquinamento, avrebbe indicato il danno economico per la cittadinanza, pagato nelle bollette di Gaia, avrebbe fatto appello agli altri enti affinchè termini l’inquinamento. Se avesse voluto. Due inquinamenti, due situazioni simili, due danni economici che dovrebbero essere trattati nella solita maniera. Invece la coerenza porta l’amministrazione a fregiarsi di un ambientalismo di destra, strumentalizzato per colpire un’etnia e per fare compagna elettorale nel comune di Carrara”.

“La solita coerenza amministrativa – concludono dal partito – che li porta ad essere vicini ai capitalisti del marmo tanto da prevedere nuova escavazione distruttiva in aree quasi totalmente rinaturalizzate e a girarsi dall’altra parte per l’inquinamento proveniente dai siti di estrazione. La solita coerenza della destra più vigliacca che porta questa amministrazione ad essere forte con i deboli e deboli con i forti, magari con qualche pizzico di xenofobia, che non fa mai male”.