Quantcast
LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

«Troppi marciapiedi adibiti a parcheggi: caro sindaco, a Carrara serve un gestore del traffico» foto

La richiesta dalla sezione apuo-lunense dell'associazione Italia Nostra: «La legge prevede la figura del mobility manager. In altre città ha dimostrato di migliorare la qualità della vita con costi contenuti»

CARRARA – Troppo traffico, marciapiedi adibiti a parcheggi di auto, inquinamento atmosferico e stress per pedoni, ciclisti e automobilisti. Per la sezione apuo-lunense L.Bisio di “Italia Nostra”, la situazione a Carrara è diventata insostenibile. Così l’associazione, attraverso una lettera al sindaco Francesco De Pasquale firmata dalla presidente Emanuela Biso, chiede l’istituzione di un mobility manager: una figura che, in sostanza, si occupi di alleggerire il traffico.

“Gentile Sindaco, come ben sa, nel nostro Comune decine di marciapiedi non sono adibiti all’uso che è loro proprio, ma come parcheggio permanente di auto”. Così inizia la lettera. “Le conseguenze, definite anche costi esterni, sono evidenti: complessivo abbassamento della qualità della vita per l’aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico, maggior consumo energetico, stress per pedoni, ciclisti e gli stessi automobilisti, costi maggiori per il Comune per il dissesto dei marciapiedi. Eppure, la legge dello Stato, Decreto 27 marzo 1998 – Mobilità sostenibile nelle aree urbane, e successive, ha introdotto, per la prima volta in Europa, la figura professionale del mobility manager (o responsabile della mobilità). Nonostante numerosi solleciti anche ai Suoi predecessori, nessuno si è adoperato affinché il Comune e tutte le aziende, private e pubbliche, del territorio designassero questa importante figura. Rispetto a mirabolanti, costose quanto erronee scelte prettamente tecnologiche, il mobility management, nelle centinaia di realtà in cui è stato attuato, ha dimostrato di ridurre notevolmente il traffico e di migliorare la qualità della vita con costi contenuti, puntando sulla contestuale educazione e senso civico dei cittadini”.

“La politica del mobility management – spiegano da Italia Nostra – produce un reale cambiamento culturale: le strategie più funzionali non sono solo di natura impositiva ma persuasiva, creando, attraverso interventi formativi ed informativi articolati in ‘piani di comunicazione’, la consapevolezza del problema, inducendo in tal modo un cambiamento nella scelta modale. A tali interventi vengono affiancate le azioni volte a incrementare l’offerta di trasporto collettivo e la mobilità sostenibile, a promuovere l’uso di mezzi pubblici esistenti attraverso la realizzazione di servizi innovativi come car pooling, car sharing, taxi collettivo, servizi a chiamata, promozione di spostamenti intermodali. Per incrementare l’efficacia dell’azione nel suo complesso, vengono programmate azioni restrittive per disincentivare l’uso dell’auto privata, prevedendo limitazioni della sosta, park, road pricing e istituendo zone a traffico limitato. Non sono certamente sufficienti singole ed episodiche misure come il bike sharing, adottato dal Suo predecessore e miseramente fallito. Simili iniziative hanno successo se inserite in un quadro organico e programmato. Nelle aree soggette a forti flussi di traffico e, quindi, a rischio di inquinamento atmosferico (Massa e Carrara vi rientrano), fino a pochi giorni fa, tutte le aziende con più di 300 dipendenti per unità locale – oppure con un numero complessivo di 800 dipendenti distribuiti in sedi diverse, o ancora il raggruppamento di aziende più piccole, di gruppi scolastici e di poli ospedalieri – avevano l’obbligo di nominare il mobility manager aziendale. Dall’11 maggio 2021, giorno in cui è stato firmato un nuovo decreto dai Ministri delle Infrastrutture e della Transizione Ecologica, il M.M. sarà obbligatorio per le aziende e le istituzioni con oltre 100 addetti nei Comuni con oltre 50.000 abitanti. Tale figura, se applicata nel nostro territorio, offre l’opportunità di ripensare i tempi della città, i tempi del movimento delle scuole, delle persone, non inseguendo i cambiamenti ma gestendo meglio la mobilità privata che incide moltissimo sulla qualità della vita di tutti noi”.

“Augurandoci quindi – concludono dall’associazione – che il Comune di Carrara nomini al più presto il suo mobility manager aziendale, sarebbe urgente individuare, da parte del Comune, anche un mobility manager di area che coordini i M.M. aziendali del territorio, a cominciare dai Nuovi Cantieri Apuania e da Baker Hughes. È infatti inaccettabile che per otto ore al giorno centinaia di auto stazionino sul marciapiede della pineta di viale Colombo (peraltro con un parcheggio vicino a disposizione) e sui marciapiedi di viale Zaccagna, ormai invasi (vedi foto allegate). La nomina del M.M. in queste aziende, ad esempio, potrebbe favorire l’utilizzo del car pooling e del trasporto pubblico all’uopo organizzato. Sono passati già 23 anni e Carrara, compresi i suoi 4 anni di amministrazione, contrariamente a molte città italiane anche vicine, non ha dato alcun segno positivo e sostenibile di inversione nella mobilità. Come Italia Nostra, restiamo a disposizione per ulteriori proposte operative”.