Quantcast
LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

«Basta coi tagli alla scuola, la nostra provincia ha già pagato. I sindaci si oppongano» foto

L'intervento di Fiorella Fambrini, ex dirigente scolastico di varie scuole della zona apuana e membro della Consulta provinciale disabilità

Più informazioni su

MASSA-CARRARA – Riceviamo e pubblichiamo l’appello lanciato da Fiorella Fambrini, ex dirigente scolastico di varie scuole della zona apuana e membro della Consulta disabilità della Provincia di Massa-Carrara.

«Stiamo seguendo giorno dopo giorno l’andamento della pandemia e nel contempo la tempistica della campagna vaccinale, indispensabile a nostro giudizio per seguire un percorso che ci riconduca alla Normalità. Una Normalità diversa, però, da quella vissuta in precedenza, dove i pilastri della società siano resi più stabili, usando tutto quel che serve, tanto per usare una frase dell’attuale presidente del Consiglio Mario Draghi. Tutto quel che serve nell’istruzione e nella sanità, evitando di depotenziarle, continuando di fatto a dare poche risorse, economiche e umane, come costantemente fatto sino ad oggi».

«Abbiamo visto come il coronavirus abbia evidenziato le fragilità del sistema Italia, drammatizzandone le debolezze causate dalla politica del risparmio a tutti i costi, recidiva nel far (mal) funzionare, con la mentalità di meri e ottusi burocrati, istruzione e sanità. Per i problemi della scuola aggredita dal Covid la panacea era stata individuata nei banchi a rotelle, che hanno attirato l’ironia e il sarcasmo, purtroppo giustificati, laddove servivano (e servono) spazi ampi e organici adeguati: personale docente e Ata che permettessero le attività didattiche in classi con numero limitato di alunni, ovviamente in presenza per tutti, “normodotati” e soggetti più fragili. Ho virgolettato il termine normodotati, perché anche gli alunni e le alunne senza problematiche certificate durante la pandemia hanno vissuto un’esperienza sconvolgente che ha sovvertito i ritmi della loro vita e l’idea di socialità. La vicinanza è diventata un pericolo, il gruppo un assembramento da evitare!».

«Cos’altro dobbiamo dire? Intanto i più fragili sono stati resi ancora più fragili e soli… l’inclusione un valore solo narrato, ma immiserito dai fatti e da una realtà sempre più dura. Tutto questo mentre il precariato diviene più precario e rende la stabilità sociale del Paese un’illusione… in “un’Italia che non è quella che dovrebbe essere l’Italia, in un’Europa che non è quella che dovrebbe essere l’Europa”. Pensando a tutto questo, vedendo come nella pandemia i più fragili per età, situazione economica, sociale, patologia, siano resi ancora più in deboli, ancora più soli, ancora più…ultimi fra gli ultimi, sta alle istituzioni decidere di cambiare… e voltar pagina con decisione, cercando quello che unisce non quello che divide a livello politico».

«Per insistere sul tema della scuola, ci attendiamo nella nostra provincia, già tanto debole prima della pandemia, non vengano più fatti tagli di organici scolastici e che i sindaci con le loro Consulte comunali ad essi si oppongano con tutta la loro forza, dando voce anche allo smarrimento, alla sofferenza e alla rabbia di tanti che chiedono di poter vivere una vita decente. Senza che costoro siano costretti a inviare, nella migliore delle ipotesi, una lettera ai quotidiani, per richiamare sul caso concreto, quello sofferto quotidianamente senza un’uscita dal disagio. Perché i diritti non si concedono, bensì si riconoscono in tempo utile, come dovrebbe essere in un Paese civile e democratico.
Dedico queste mie poche righe di appello ai sindaci e alle istituzioni a tutti coloro che hanno sofferto e soffrono, cercando certezze nel lavoro, nella sanità, nella scuola, nell’inclusione. Pensando proprio al tema dell’inclusione, chiudo questo breve appello, dedicandolo a un amico: a Nicola Codega, che dei valori della società civile e inclusiva ha fatto la missione della sua vita. A Nicola, forte e sensibile, che ha perso da poco, e drammaticamente, la sua adorata madre, ma che, ne sono certa, avrà la forza per continuare il suo impegno per l’affermazione dei diritti in una società migliore».

Più informazioni su