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«Ministro, troppi veleni nella zona industriale apuana: le bonifiche sono urgenti»

Il Coordinamento dei comitati per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico, insieme a Federalberghi e al Forum italiano dei movimenti per l'acqua scrivono al ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani

MASSA-CARRARA – Le bonifiche nella zona industriale di Massa-Carrara sono urgenti. Il Coordinamento dei comitati per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico, insieme a Federalberghi e al Forum italiano dei movimenti per l’acqua scrivono al ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani.  «In questi giorni – affermano le associazioni – molti sono stati gli appelli a mezzo stampa dei diversi soggetti che a vario titolo (vedi Confindustria apuana, sindacati, parlamentari) hanno chiesto l’avvio delle bonifiche del Sin (Sito di Interesse Nazionale) di Massa-Carrara, definendo questo gravissimo problema, mai risolto, un “nodo da sciogliere”.
Dopo 33 anni di dichiarazioni e di promesse mancate, i cittadini e gli imprenditori (come quelli afferenti a Federalberghi che rappresentano la quasi totalità della categoria nel territorio apuoversiliese) con un anno e mezzo di pandemia non ancora alle spalle e che ha messo in ginocchio le loro strutture ricettive e il Paese, non sono più disponibili a tollerare le parole, ma vogliono vedere dei fatti».

«Questa pandemia, ha fatto emergere davvero le criticità di un sistema che da tanto tempo già non funzionava – dichiarano i rappresentanti del Cca dbr – e questi ‘nodi’ sono stati voluti ‘ad arte’ da  chi negli anni in maniera sistemica li ha voluti ingarbugliare per tentare di rendere meno chiare ai più, le logiche della convenienza, che a vari livelli hanno investito i gangli del sistema politico asservito alle lobby». Per questo il Cca dbr insieme a Federalberghi e al Forum Italiano dei movimenti per l’acqua chiedono che si metta subito mano alle bonifiche mettendo da parte le promesse.  Così hanno scritto una lettera anche al ministro e agli altri organismi competenti, per rappresentare le loro preoccupazioni che derivano dalla lettura concreta dei fatti che hanno portato Massa-Carrara ad essere una zona a più alto indice di tumori d’Italia e con una bassissima occupazione».

«Si ricorda che l’ex ministero dell’Ambiente ha destinato complessivamente ai Sin (che in Italia sono una quarantina) oltre tre miliardi di euro per le bonifiche. Per quanto riguarda quello di Massa-Carrara sono stati stanziati 25,5 milioni di euro.  I firmatari della lettera hanno chiesto al Ministro se gli stanziamenti destinati alle operazioni di bonifica dell’area hanno una scadenza illimitata, oppure, nel caso in cui non si sia provveduto ad utilizzarli, dopo un certo periodo di tempo vanno in perenzione. Hanno rinnovato al ministro la richiesta della messa in sicurezza d’emergenza dell’area ex Ferroleghe (uno stabilimento che produceva ferrocromo), attraverso la rimozione, da attuare con la massima urgenza, della sorgente di contaminazione attiva riconducibile dell’enorme cumulo di detriti e materiali rilevati durante le operazioni di monitoraggio dalla stessa società Sogesid Spa (che opera per conto del ministero). Il cumulo, come si rileva dallo studio Sogesid Spa, comprende una superficie di 12mila metri quadrati per un’altezza di circa 18 metri, complessivamente sono stati stimati circa 113.800 metri cubi di materiale (227.600 tonnellate)».

«Ciò per evitare che l’enorme peso di questi materiali (blocchi di marmo e granito, pezzame lapideo e terre sabbiose, fanghi solidificati, marmettola ecc.) continuino a gravare, sulle due sottostanti vasche di lagunaggio (cariche di veleni), spingendo il cromo totale, quello esavalente e le altre sostanze chimiche nella falda, di cui costituiscono una fonte di inquinamento primario (zona residenziale Murlungo) e la cui massima pericolosità è di evidenza scientifica certa e nota a tutte le cronache. È stato inoltre richiesto al ministro quando sarà concluso lo studio epidemiologico di coorte dell’area Sin e l’attivazione del Registro Tumori accreditato dall’Airtum per la provincia di Massa-Carrara così da correlare meglio le patologie presenti nel territorio alle loro cause».