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Il primario di psichiatria del Noa a “Mi manda Rai Tre”: «Il lockdown ha esasperato i conflitti famigliari»

Angelo Cerù, undici giorni dopo l'intervista rilasciata a La Voce Apuana, è tornato a parlare delle conseguenze della pandemia sulla salute mentale della popolazione

MASSA-CARRARA – Covid e disturbi psichiatrici: attenzione ai giovani. Angelo Cerù, primario di psichiatria del Noa, aveva già lanciato l’allarme lo scorso 9 aprile quando, intervistato da La Voce Apuana, aveva parlato delle conseguenze della pandemia e del lockdown sulla salute mentale della popolazione (qui). Neanche due settimane dopo, il medico dell’Ospedale Apuane è intervenuto ai microfoni di “Mi manda Rai tre”, nella puntata del 22 aprile incentrata proprio su questi temi.

“Nella prima fase di lockdown – ha ribadito Cerù –  c’è stato un crollo dei ricoveri, soprattutto a livello ospedaliero. Contemporaneamente il servizio salute mentale ha retto bene, proprio perché la nostra filosofia di intervento si basa molto sulla presa in carico globale del paziente. Naturalmente il sistema è stato un poco rivoluzionato, con la chiusura, ad esempio delle attività riabilitative e dei centri diurni”.

Per quel che riguarda la situazione attuale, il primario di psichiatria ha sottolineato ancora una volta le preoccupazioni legate all’aumento di richiesta di intervento da parte della popolazione più giovane. “In questo momento – ha detto – si stanno rivolgendo a noi prevalentemente giovani e giovani adulti. E soprattutto per episodi di violenza famigliare”.

Infatti – ha sottolineato il medico – se da una parte il lockdown, quello duro ed estremo della scorsa primavera, ha avuto l’effetto positivo di rallentare drasticamente la diffusione del contagio, dall’altra ha portato a una esasperazione dei conflitti famigliari, con situazioni di aggressività famigliare e fenomeni di autolesionismo fra i giovani sempre più marcati.