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«No al neocolonialismo eurocentrico, qui serve un Recovery “Planet”». Le associazioni in piazza Aranci

Manifestazione nel centro di Massa dei gruppi locali che hanno aderito al movimento nazionale "Società della cura"

MASSA – «È ora di ammettere, dopo quasi trent’anni di privatizzazioni, esternalizzazioni, competizione sfrenata, regressione sociale, attacco alla Costituzione, feroci tagli allo stato sociale, soppressione di diritti conquistati a caro prezzo dai lavoratori e dalle lavoratrici, neocolonialismo eurocentrico e devastazione ambientale forsennata, che questo paradigma produttivo e sociale è fallimentare, distruttivo, da rigettare subito, in nome non solo della sopravvivenza del pianeta, ma di una vita che non coincida con una miserevole sopravvivenza». Sono queste le ragioni che hanno fatto scendere in piazza, ieri pomeriggio, diverse associazioni della provincia di Massa-Carrara che hanno aderito al movimento nazionale “Società della cura”.

L’evento si è svolto in piazza Aranci e ha visto la partecipazione di rappresentanti di Arci, Cobas Massa-Carrara, Coordinamento Scuola Massa-Carrara, L’acqua di tutti Massa, Rifondazione Comunista Massa, Sinistra Anticapitalista Massa-Carrara, Accademia Apuana della Pace, Fosdinovo Bene Comune, Il Sindacato è un altra cosa Massa-Carrara, Movimento Blu e il Partito dei Carc Massa.

«Il Recovery Plan – affermano le associazioni – è il piano redatto dai signori della guerra e del profitto su come  utilizzare il  finanziamento straordinario per portare le nazioni europee fuori da un’interminabile e drammatica crisi, acuita dall’emergenza pandemica da Covid-19 ma iniziata almeno un ventennio prima. Ma alla “loro” lista dei profitti, abilmente mascherata da “transizione ecologica e digitale” più di 1800 tra soggettività associative e singole dell’attivismo nazionale si sono perciò messe in rete per proporre un piano alternativo: è il Recovery PlanET  (consultabile a questo link: https://bit.ly/3rqxady), un dettagliato, meditato prospetto collegialmente elaborato di soluzioni operative, interventi immediati e a lungo termine, politiche sociali concrete, documentate e motivate».

«È la nostra alternativa, quella di una Società della Cura, appunto, e non una società della paura, suscitata o strumentalizzata allo scopo di mantenere inalterati i rapporti di forza e le inaccettabili disuguaglianze su cui si fonda l’assetto attuale del mondo. Oggi (ieri, ndr), a Montecitorio e in decine di piazze italiane si tengono iniziative per contrapporre alla “loro” lista dei profitti, abilmente mascherata da “transizione ecologica e digitale” la nostra “carta dei diritti” finora (rin)negati».