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«Altro che riaperture, abbiamo fatto un passo indietro». La rabbia di Fiepet Confesercenti

«Gli spazi all’aperto valgono, in media, appena il 20% della capienza complessiva dei locali. Le soluzioni per il consumo al chiuso ci sono»

MASSA-CARRARA – “Altro che riaperture. Abbiamo addirittura fatto un passo indietro rispetto a quanto era permesso in zona gialla fino a giugno”. Ha parlato così il presidente di Fiepet Nord Massa-Carrara, il sindacato dei pubblici esercizi di Confesercenti, Francesco Bennati, a nome dei tanti baristi e ristoratori che, nonostante gli spiragli che si travedono all’orizzonte, non possono ritenersi soddisfatti delle misure stabilite a partire dal 26 aprile. “Dopo sei mesi di chiusura forzata a cena, di cui quasi quattro in zona rossa, la maggioranza assoluta delle imprese vede di nuovo slittare le prospettive di poter tornare a servire all’interno dei locali e solo a pranzo non prima del prossimo primo giugno”.

“Alla luce delle anticipazioni sul nuovo decreto del governo – spiega Bennati – possiamo senza dubbio parlare dell’ennesimo provvedimento parziale e contraddittorio. Rimangono storture evidenti rispetto alla somministrazione al chiuso ancora vietata, come la possibilità di consumare al tavolo nelle stazioni di servizio stradali. L’apertura solo all’aperto dal 26 aprile al 1° giugno genera poi non solo distorsioni concorrenziali tra chi ha e chi non ha dehors, ma anche nuove incertezze: come si fronteggeranno le avversità climatiche? Soprattutto, ci chiediamo come si farà a sostenere l’attività anche nei pubblici esercizi che potranno riaprire il servizio al tavolo, visto che gli spazi all’aperto valgono, in media, appena il 20% della capienza complessiva dei locali. E con tanti Comuni che ad oggi non hanno ancora previsto il raddoppio gratuito del suolo pubblico”.

“Bisogna trovare soluzioni immediate che tengano conto delle specificità dei locali – conclude il presidente di Fiepet Massa-Carrara, che propone alcune modifiche al provvedimento che il governo sta per varare -: ad esempio la possibilità effettiva di areazione, e che prevedano la possibilità per le Regioni di gestire in autonomia e con specifici accordi le deroghe. Ma dobbiamo pensare anche ad un modo per utilizzare il pass vaccinale non solo per gli spostamenti: limitando la possibilità di consumo al chiuso a chi ne dispone, potremmo permettere ai locali senza spazi all’esterno di ripartire come pubblici esercizi covid-free”.