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«Recovery plan, bonifiche tra le grandi questioni della Toscana. Ma nel piano non compaiono»

Lo ha detto il consigliere regionale Giovanni Anselmi: «Il tema ora è spingere le amministrazioni a progettare»

TOSCANA – Alcuni temi caldi riguardanti i territori della costa toscana non figurano nel Recovery Plan. Tra questi, ci sarebbe anche la questione relativa alle bonifiche della zona industriale apuana. A sostenerlo è il consigliere regionale Gianni Anselmi, che due giorni fa, lunedì, ha parlato del “cambio di passo” nel rapporto tra il Governo e le Regioni nella fase di definizione del Piano nazionale per l’accesso alle risorse del Recovery Fund.

Anselmi ha informato degli ultimi sviluppi, in ragione “dell’incarico informale” che svolge come consigliere delegato dal presidente Giani e a seguito dei più recenti incontri con il presidente del Consiglio Draghi e alcuni ministri, nei quali, spiega, “il cambio di passo è finalmente avvenuto”. “Sarà strutturata una cabina di regia presso il Mef, una struttura di monitoraggio dell’attuazione del Recovery Plan, un comitato di ministri del quale non si conosce ancora la composizione e una task force che dovrebbe accompagnare il sistema degli Enti locali nella realizzazione degli interventi con strumenti di supporto, immagino anche amministrativi”. Non ci sono documenti né atti formali che precisino questa strutturazione, avverte Anselmi, che riporta però “quanto ci è stato comunicato”.

Si è infine parlato del ruolo degli enti locali, che era un po’ il mistero nel quale era rimasto avvolto il Recovery Plan. Della funzione delle Regioni, così come dei Comuni. Lo scopo “è quello di ridurre al massimo i passaggi intermedi nel trasferimento delle risorse, per far arrivare i soldi dove servono”. Il lavoro della Regione non sarà quello, ipotizzato inizialmente, “di svolgere il ruolo di stazione appaltante, che intercetta le risorse e fa i bandi: questo non sembra sia previsto, se non per le funzioni più strettamente regionali, come difesa del suolo, tutela della risorsa idrica, così come tutta la parte che fa riferimento alla sanità”. Altre “schede” previste dalle sei missioni del Recovery avranno “catene di comando” differenti e non coinvolgeranno né le Regioni, né i Comuni, “come il sostegno alle imprese, che è lecito supporre passerà attraverso bandi di carattere nazionale”, o come la digitalizzazione della pubblica amministrazione, “che solo in parte vedrà una interlocuzione con le Regioni e i Comuni”. In altre ancora, “saranno esclusivamente i Comuni a essere chiamati direttamente in causa: turismo, piccoli borghi, rigenerazione urbana, forestazione. E questo ai Comuni non dispiace”, osserva Anselmi.

Servirà però una “coerenza programmatica generale” sulla quale “il presidente Draghi è stato abbastanza esplicito”. Dunque, le Regioni “dovrebbero essere chiamate in causa per una sorta di coordinamento progettuale e di verifica della coerenza degli interventi comunali con l’impalcatura programmatica regionale sancita in appositi accordi di programma per l’attuazione degli interventi”. Ed è su questo lavoro di allineamento dei livelli di programmazione, includendo anche il Piano regionale di sviluppo e la parte della programmazione per l’accesso alle risorse strutturali europee 2021-2027 (“le stime ci parlano di poco più di un miliardo di risorse e non sono poche”), che la Regione sarà chiamata a svolgere un compito strategico. “La coerenza dovrà essere massima – dichiara Anselmi – e per questo non si potrà rinunciare a un approccio strategico sovracomunale.

“Sul piano operativo – sostiene il consigliere – l’amministrazione regionale dovrebbe promuovere incontri nei territori. Anselmi conferma di aver proposto al presidente di sistematizzare l’esperienza di Livorno, che è stata illustrata anche alla commissione Europea dal sindaco Salvetti. “Il tema ora è progettare. Spingere le amministrazioni a progettare e raccogliere i progetti. L’accordo con Anci e Upi dovrebbe vertere sull’istituzione di una cabina di regia e capire come si sostengono le amministrazioni durante l’attività di progettazione”.

Quanto a temi specifici, Anselmi richiama alcune grandi questioni che riguardano la Toscana della costa e che non figurano al momento nel Recovery Plan, come la Darsena Europa nel porto di Livorno, che è considerata già finanziata. “Ma c’è il modo e il tempo per negoziare con il Governo le opere previste negli strumenti di programmazione e che è indispensabile realizzare”. E c’è poi un “convitato di pietra”, le bonifiche: “Carrara, Piombino, Livorno hanno bisogno di interventi di bonifica delle aree rimesse in gioco”.