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I ristoratori apuani chiedono aiuto ai Comuni: «Tari e suolo pubblico, ora vogliamo le soluzioni» foto sondaggio

L'incontro, organizzato dall'associazione nazionale Tni Italia, ha permesso il confronto con i rappresentanti istituzionali dei tre comuni di costa in vista delle sfide delle prossime settimane

MASSA – Sono una trentina, seduti e distanziati nella sala esterna del ristorante Il Baraccone, a Massa. Sono lì per far sentire le loro voci, ma soprattutto per ascoltare le soluzioni. Gli imprenditori del mondo Horeca (ristoratori e baristi, ma non solo) di Massa, Carrara e Montignoso si sono riuniti oggi, su iniziativa dell’associazione nazionale Tni Italia, per affrontare insieme ai rappresentanti istituzionali dei tre comuni di costa, la sfida delle prossime settimane. Con la ripresa – seppur parziale – dell’attività di ristorazione a partire dal 26 aprile, restano infatti da sciogliere i nodi relativi all’utilizzo degli spazi esterni, unica possibilità, per il momento, per effettuare il servizio al pubblico. E poi ci sono tutti i problemi sorti nell’ultimo anno, a cominciare dalle tasse, come la Tari, che continuano a gravare su attività rimaste chiuse per mesi senza produrre. “Lo scopo – spiega Alessandro Costa di Tni Italia che, tiene a precisare, parla a nome di tutti i rappresentanti dell’associazione – è cercare di capire cosa sono disposti a concedere i tre comuni per cercare di far lavorare in sicurezza e, al tempo stesso, dare una mano sul fronte delle tasse comunali, in particolare Tari, Cosap e Tosap”.

Seduti di fronte ai tanti rappresentanti del mondo Horeca, c’erano il vice sindaco di Massa Andrea Cella e l’assessore alle attività produttive Paolo Balloni, il capogruppo del Movimento 5 Stelle a Carrara Daniele Del Nero, l’assessora al commercio del Comune di Montignoso Eleonora Petracci e il consigliere regionale del Pd Giacomo Bugliani. L’occasione, per loro, è stata anche quella di ribadire quanto fatto dalle rispettive amministrazioni in questo anno di pandemia. Per Montignoso, la novità più recente riguarda l’estensione del suolo pubblico gratuito fino al 31 dicembre. “Chiuderemo viale Gramsci – ha annunciato l’assessora Petracci – dando così la possibilità agli esercenti, che hanno bisogno di organizzarsi per tempo, di apparecchiare fuori i loro tavoli. Per quanto riguarda la Tari, stiamo ragionando per capire come agire. Al momento, non posso fare grosse promesse correndo il rischio di non poterle mantenere. Assicuro soltanto la piena disponibilità del nostro Comune a portare avanti questa battaglia”.

Stessa intenzione quella del Comune di Massa, rappresentato dal vice sindaco di Massa Andrea Cella e dall’assessore Paolo Balloni. Dopo un riepilogo degli interventi portati avanti negli ultimi mesi dall’amministrazione Persiani, Cella ha annunciato che nei prossimi giorni verranno comunicate ulteriori iniziative a sostegno della categoria. “In questi mesi Massa ha fatto la sua parte, con la rimozione della tassa sulle insegne e con un bando per dare agevolazioni sulla quota variabile della Tari, concedendo un contributo in base ai giorni di chiusura dell’attività e alla superficie. Abbiamo approvato anche il regolamento del commercio, che va sempre nella direzione di tutelare le attività locali”. Per quanto riguarda il suolo pubblico, che rappresenta uno dei temi più caldi in questo momento, questo sarà oggetto di studio nei prossimi giorni. “Ci sono tanti casi particolari. Alcuni titolari possono recuperare spazio in più all’aperto, ma ci sono anche commercianti che non ne hanno possibilità. Ce ne occuperemo, e credo che a breve ci saranno novità”.

Daniele Del Nero, capogruppo del M5s e presidente della Commissione Bilancio a Carrara, ha chiarito fin da subito di non poter “prendere impegni di alcun genere”, data la sua posizione, ma di essere venuto per “ascoltare e riportare”. “In ogni caso – ha detto – posso certamente fare un quadro della situazione del nostro comune. Sul suolo pubblico l’attenzione è alta, così come su altri interventi a sostegno delle persone più colpite dall’emergenza, come quello sul versante dei buoni spesa. La Tari – ha aggiunto – purtroppo ha le sue rigidità. I comuni sono liberi solo fino a un certo punto nella definizione delle modalità con cui viene applicata l’imposta. Il problema di fondo è quello della struttura del bilancio: la libertà di fare tutto quello che a prima vista sembrerebbe giusto e opportuno, in realtà non c’è. Non sono qui per dare soluzioni, ma per ascoltare proposte, che mi prendo l’impegno di riportare al Sindaco e alla giunta”.

Parole, queste, che hanno fatto infuriare Dino Ricci, del direttivo regionale di Tni Italia: “Le proposte – ha detto rivolgendosi alle autorità presenti – devono arrivare da voi, in base a quelle che sono le capacità dei Comuni. Le persone vogliono le soluzioni: ci sono imprenditori che hanno perso l’80% del loro fatturato. Come possiamo chiedere loro di pagare? Per chi non ha lavorato e non ha prodotto rifiuti, togliere due mesi di Tari non è una soluzione”.

Insomma, tante domande e tante questioni su cui soltanto nelle prossime settimane sarà fatta maggiore chiarezza. Di risposte e di soluzioni, per il momento non ce ne sono. C’è però l’impegno, da parte delle amministrazioni locali, a fare quanto possibile, nei limiti del loro margine di manovra, per far lavorare più serenamente una categoria che si accinge a ripartire dopo mesi di stop.

In ogni caso, la battaglia di Tni Italia, non finirà una volta che si chiuderà il capitolo covid. Lo ha fatto capire chiaramente il vice presidente nazionale dell’associazione Raffaele Madeo: “Il nostro settore è stato martoriato ben prima della pandemia, a partire dalla legge Bersani. La nostra intenzione è quella di fare sindacato, di “disturbare” la politica e le istituzioni per far valere i nostri interessi. Fare lobby, ma in senso positivo. L’augurio è che ci siano altre riunioni post-covid così numerose. L’unità è l’unica vera forza che ci rimane”.

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