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«Riapertura ristoranti, ora i Comuni facciano la loro parte per consentire di lavorare all’aperto»

L'appello di Confcommercio: «Favorire la concessione di suolo pubblico gratuito e laddove possibile esteso rispetto alle superficie attuali». Il ristoratore Diego Crocetti: «Il Comune di Carrara provveda per tempo a chiudere le strade»

MASSA-CARRARA – Manca poco più di una settimana alla ripartenza, sebbene parziale, della ristorazione. Dopo mesi di solo asporto e consegne a domicilio, a partire dal 26 aprile, nelle zone gialle, si potrà tornare a pranzo e a cena fuori. Ma con due limiti: si potrà mangiare soltanto all’aperto e non oltre le 22, orario del coprifuoco che per il momento resta invariato. Regole, queste, che hanno fatto emergere nuove richieste da parte dei ristoratori e, da parte di alcuni, anche qualche perplessità. “Avere delle date concrete su cui ragionare è un segnale che ci va nella direzione giusta e da noi auspicata e chiesta con forza a lungo – affermano da Confcommercio Imprese per l’Italia – Province di Lucca e Massa-Carrara – ma siamo ancora ben lontani dal poterci ritenere soddisfatti: dal Governo ci aspettavamo misure più incisive che invece non sono arrivate”.

“Prendiamo il caso dei ristoranti – analizza Confcommercio -, a cui viene consentito di riaprire dal 26 aprile sia a pranzo che a cena, ma solo in zona gialla e solo in spazi all’aperto. Primo, grande problema: chi non ha tavoli all’aperto resta tagliato fuori. E sono tanti i locali a non poter disporre del suolo pubblico. Secondo aspetto: la sera è ancora presto per poter pensare di far cenare le persone soltanto all’aperto, specie nelle località collinari e montane dove le temperature sono mediamente più basse rispetto a quelle di una località di pianura o di mare. Terzo aspetto: il coprifuoco confermato alle 22. Questo orario costringerà le persone ad andare a cena a orari improbabili, specie nei giorni feriali quando lavorano e staccano magari solo nel tardo pomeriggio. Per questa ragione avanziamo sin da ora la proposta di spostare questo orario quantomeno alle 23. Quarto punto: riceviamo segnali di grande preoccupazione per il distanziamento fra i tavoli a 2 metri, che comporterà la perdita di altri coperti in locali già oltremodo sacrificati”.

“La richiesta forte che rivolgiamo al Governo – insiste Confcommercio – è quella di definire da subito una road map molto precisa che indichi come e quando le riaperture potranno coinvolgere, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, anche tutti quei locali che hanno a disposizione solo spazi interni. Parallelamente invitiamo tutti i Comuni a fare quanto in loro potere per favorire la concessione di suolo pubblico gratuito e laddove possibile esteso rispetto alle superficie attuali, prevedendo sgravi fiscali a compensazione per tutti coloro che invece del suolo pubblico non possono usufruire per ragioni di spazio”.

Su questo punto è intervenuto anche il ristoratore di Carrara, titolare de La Maison di via Rinchiosa, Diego Crocetti. Il suo è un appello all’amministrazione comunale affinché provveda per tempo alla chiusura di quelle strade dove si concentrano ristoranti e piccoli esercizi: “In questo momento molti ristoratori non hanno lo spazio all’esterno – spiega – e di conseguenza risultano estremamente penalizzati. Sarebbe un bel segnale da parte dell’amministrazione comunale attivarsi per tempo per la chiusura delle strade, e per permettere ai gestori dei locali di mettere i loro tavoli all’esterno”.