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«Divieti di balneazione sul litorale apuano: situazione non più tollerabile»

L'ira di Cca, Federalberghi e del Forum italiano dei movimenti per l'acqua: «Danno enorme in termini di immagine e per l’economia turistica. E nessuno paga per i propri errori»

MASSA-CARRARA – Tornano i divieti di balneazione sul litorale apuano a seguito delle ultime analisi di Arpat sulla qualità delle acque. A Carrara, il sindaco Francesco De Pasquale ha firmato due ordinanze con cui vieta temporaneamente il bagno nei tratto di mare compresi tra gli stabilimenti Stella del Mare e Principe e tra la foce del Parmignola e la Fossa Maestra. Stessi divieti anche nelle aree di Ronchi Ponente, Ronchi Levante e sud est della foce del Magliano.

Una situazione che si ripete, e che ha scatenato l’ira del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico (Cca), di Federalberghi Costa Apuana e Versilia e del Forum Italiano dei movimenti per l’acqua. “Quest’anno – si legge nel loro comunicato – ancor prima dell’avvio della stagione turistica, immancabilmente sono arrivati i risultati delle analisi dell’Arpat in cui vengono trovati batteri fecali che superano i limiti soglia consentiti. I cittadini e le categorie economiche non sono più disponibili a sopportare una situazione del genere. Non è possibile che si contravvenga al diritto alla salute e alla sicurezza per l’ambiente con un danno enorme in termini di immagine e quindi per l’economia turistica, senza che nessuno paghi per i propri errori. Ad ora a pagare sono solo i cittadini e le imprese che si vedono arrivare bollette da capogiro. A nemmeno una settimana dal convegno nazionale organizzato dal Cca dbr, da Federalberghi Costa Apuana e Versilia e dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua, per presentare i risultati di una ricerca sulle tariffe idriche di Gaia e degli altri gestori dei servizi idrici integrati della Toscana, comparati con quelli di altri gestori a livello nazionale, Gaia  è in assoluto quello che eroga la tariffa di depurazione più alta d’Italia. Sono anni che si parla di potenziamento degli impianti di depurazione e si sono spesi milioni di euro. A cosa sono serviti? Come è stato ribadito anche al convegno dagli organizzatori, i sindaci azionisti di Gaia, in caso di inadempienze o carenze specifiche  da parte del gestore del servizio idrico integrato, essi sono i primi responsabili”.

“Allora – si chiude la nota – i cittadini e le imprese chiedono ancora una volta, ai sindaci, cosa aspettano a trasformare questa società che afferisce ad diritto privato, in Azienda Speciale Consortile pubblica che non sia, come dimostrano i fatti, fuori dal loro controllo e con tariffe di depurazione che sono le più alte d’Italia?”