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«Covid, dipendenti dei supermercati dimenticati. In prima fila, esposti al virus senza vaccino»

L'appello di Confartigianato alla Regione: «Eroi della prima ondata Covid quasi come gli infermieri, e nessuna corsia preferenziale per loro»

MASSA-CARRARA – “Ci sono settori che non si sono mai fermati, lavoratori che sono in prima fila a garantire servizi essenziali sin dall’inizio della pandemia, mettendo a rischio la loro stessa salute. Sono i dipendenti dei supermercati: per loro, però, eroi della prima ondata Covid quasi come gli infermieri, nessuna corsia preferenziale per potersi vaccinare. Devono continuare ad affrontare il rischio del contagio con mascherine e igienizzanti. E oggi ci chiediamo quale sia il motivo che abbia portato a escludere loro a favore di altre categorie, che sicuramente hanno magari le spalle coperte da importanti ordini professionali”. A farsi portavoce del malcontento di centinaia di lavoratori anche nella provincia apuana è la dirigenza della Confartigianato Massa-Carrara, che chiede a chiare lettere alla Regione Toscana di fare chiarezza.

“Quali sono le motivazioni scientifiche che hanno portato, in merito alla campagna vaccinale,  a includere fra le categorie prioritarie gli avvocati, militari, forze dell’ordine, gli uffici amministrativi delle forze dell’ordine e delle Asl, ma non i lavoratori dei supermercati? Stiamo parlando di un settore completamente dimenticato che invece non ha mai conosciuto sosta, neppure nei momenti più difficili e bui. Attività ritenute essenziali perché forniscono beni di prima necessità. Supermercati sempre aperti, in zona gialla come in zona rossa, senza sosta. Ed è chiaro che l’emergenza espone, di fatto, tutti i lavoratori al rischio di contagio. Non bastano certo mascherine e igienizzanti per fermare il virus, benché precauzioni sempre essenziali. Servono però i vaccini in un settore indispensabile per il benessere di tutta la comunità.

“Crediamo che le persone che lavorano nei supermercati dovevano essere vaccinate prima di altre – insiste Confartigianato -, quei lavoratori hanno rapporti diretti con la clientela, stanno rischiando dall’inizio della pandemia e, nonostante i contagi e le vittime registrate, continuano ad essere invisibili agli occhi di chi decide che ha preferito dare la priorità a chi si trova in smart working da mesi. Si parla tanto di salute e sicurezza sul lavoro poi non si fa nulla per proteggere i lavoratori dei supermercati”. Confartigianato chiede un deciso cambio di rotta: “Dopo anziani, pazienti fragili, personale sanitario e forze dell’ordine, siano inseriti anche i lavoratori dei supermercati tra le categorie prioritarie nella somministrazione del vaccino. E chiediamo ai responsabili delle catene di spingere in questa direzione al nostro fianco”.