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«Sanac, il Governo è il grande assente. Non si può restare in bilico per sempre»

Massimo Graziani, segretario Uiltec Toscana nord, torna a riaccendere i riflettori sulla vicenda, una settimana dopo l'ennesima proroga della fideiussione sull'acquisto da parte di Arcelor Mittal, fissata stavolta alla fine di maggio

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MASSA – “Dispiace dirlo, ma chi continua a essere assente nella vicenda di Sanac è il Governo: e di maggioranze ormai ne son cambiate pure troppe. Passerelle e promesse tante, di fatti concreti pochi. Intanto la vendita viene rimandata di due mesi in due mesi, così come l’ingresso dello Stato nell’ex Ilva assieme ad Arcelor Mittal. Ci domandiamo se questa operazione avrà mai una data di scadenza, perché non si può restare in bilico per sempre”. Massimo Graziani, segretario Uiltec Toscana nord, torna a riaccendere i riflettori su Sanac, una settimana dopo l’ennesima proroga della fideiussione sull’acquisto da parte di Arcelor Mittal, fissata stavolta alla fine di maggio. “Commentiamo con costanza quelle che sono le buone notizie per il gruppo Sanac e lo stabilimento di Massa. Ci sono nuove commesse, la produzione è quasi completamente a regime, l’azienda sta marciando sulle sue gambe e ha pure previsto ulteriori investimento, con qualche assunzione a tempo determinato pure sul nostro territorio. Ma se continuiamo a guardare l’albero che abbiamo davanti perdiamo di vista la foresta che intanto si sta diradando sempre più”.

Il riferimento di Graziani è rivolto alla situazione dell’ex Ilva di Taranto, che sembra non riuscire a chiudere il cerchio dell’acquisizione da parte di Arcelor Mittal, neppure con la partecipazione importantissima dello Stato. Guai giudiziari e tegole operative sembrano minare mese dopo mese il cammino. “Le ultime notizie in ordine di tempo raccontano di un’esplosione con successivo incendio e getto incandescente di acciaio fuso, spruzzato verso l’alto nella ‘colata continua 2’ dello stabilimento di Taranto. Ma è solo l’ultimo intoppo di un’azienda che si trova appesa a un filo anche per le vicende giudiziarie: il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, è tornato a chiedere la sospensione cautelativa mentre la precedente ordinanza del Tar sullo spegnimento dell’area è stata sospesa dal Consiglio di Stato, su ricorso di ArcelorMittal, in attesa dell’udienza di merito il 13 maggio”.

“Nel frattempo il Governo – osserva Graziani – continua a non fare quello che ha promesso proprio a causa di questa vicenda giudiziaria: doveva versare tramite Invitalia un primo investimento da 400 milioni, per poi raggiungere il totale di 680 milioni entro maggio 2022, raggiungendo una partecipazione maggioritaria del 60% nell’accordo con Arcelor Mittal. Ma è tutto fermo. E allora i piccoli passi avanti di Sanac non ci lasciano tranquilli – conclude – così come non ci servono altre passerelle e promesse. Chiudiamo il cerchio sull’ex Ilva e completiamo l’acquisto del gruppo Sanac: solo così avremo un futuro certo per il siderurgico italiano e per l’indotto di cui Sanac è e deve essere parte integrante”.

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