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Un anno fa il crollo del ponte di Albiano Magra: la ferita è ancora aperta. Le attività economiche riconsegnano le chiavi foto

Il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, ripercorre gli ultimi dodici mesi: «Siamo in un Paese troppo burocratico, ma la scelta di un nuovo viadotto era doverosa». Biglioli (Fi): «Albianesi abbandonati a loro stessi»

AULLA – Esattamente un anno fa, l’8 aprile 2020, poco dopo le 10 del mattino, il ponte di Albiano Magra crollava. Un boato tremendo, una nuvola di fumo che per alcuni minuti celò quelle macerie che poi tutta Italia osservò con sgomento e rabbia: un viadotto crollato come un castello di carte. Il lockdown e l’emergenza covid, visto il poco traffico, in quel caso fu provvidenziale: sul ponte in quel momento stavano transitando solo due mezzi commerciali, i cui due conducenti, fortunatamente non sono mai stati in pericolo di vita. In tempi normali poteva essere una strage (qui il racconto minuto per minuto di quanto riportammo un anno fa).

Da quel momento iniziò un iter infinito per definire prima il commissario per la ricostruzione (prima l’ex governatore Enrico Rossi, poi l’ingegnere di Anas Fulvio Soccodato), poi le infinite discussioni tra Ministero, Regione e Comune per le soluzioni alternative: rampe sì, rampe no; ponte provvisorio sì, ponte provvisorio no. Tutte parole che però di concreto, a oggi, per gli abitanti di Albiano e le sue attività commerciali, ancora isolati, hanno portato a poco, se non a qualche promessa in attesa di essere messa in atto. I lavori per le rampe sono sì iniziati, ma in grave ritardo. Intanto stamani alle 10 gli operatori economici di Albiano si troveranno davanti al ponte crollato per un sit-in di protesta e lì raccoglieranno le chiavi delle loro attività per consegnarle al prefetto di Massa-Carrara, Claudio Ventrice.

E poi la domanda delle domande: perché il ponte è crollato? E chi sono i responsabili? Questioni alle quali, per il momento, non c’è ancora una risposta.

IL PUNTO DEL SINDACO
Dopo un anno da quel tragico evento a che punto siamo? Abbiamo chiesto al sindaco di Aulla, Roberto Valettini, di tracciare un quadro della situazione. La riportiamo di seguito.

Questa amministrazione e io personalmente, da subito abbiamo operato la scelta del ponte definitivo come scelta prioritaria; questo perché, davanti a possibili rischi idraulici di un ponte provvisorio e di fronte a non infondati timori che un ponte provvisorio diventasse definitivo, la scelta di realizzare quanto prima un vero  ponte è stata quella perseguita sin dall’inizio, con grande determinazione, coinvolgendo le numerose realtà che, purtroppo, in un Paese burocratico – troppo burocratico – come il nostro sono coinvolte nella realizzazione di un’opera così importante.

Solo per fare un po’ di storia, dobbiamo sottolineare che la scelta della nomina del commissario da parte dell’allora Ministro delle Infrastrutture, nella figura del presidente della Regione, a distanza di gran tempo (diversi mesi) dal crollo del ponte, ha determinato tempi morti ingiustificabili e, conseguentemente, il ritardo nell’avvio del percorso amministrativo necessario per la costruzione del ponte medesimo. Solo da ottobre 2020, nominato l’ingegner Soccodato come commissario, vi è stata una forte accelerazione di tutto l’iter necessario per la costruzione, il cui inizio ci viene garantito, dal commissario medesimo e dal soggetto attuatore Anas, come imminente.

Questa amministrazione, e io personalmente, mi sono speso senza riserve, soprattutto in quest’ultimo periodo e con costante insistenza, presso i vari enti per accelerare le conferenze dei servizi indispensabili per l’avvio dei lavori. È chiaro e pacifico che committente e soggetto attuatore sono gli unici soggetti che possono dare le garanzie richieste sui tempi di ricostruzione. L’impegno di questa amministrazione, e mio personale, si sono indirizzati anche alla realizzazione delle rampe di accesso all’autostrada per togliere quanto più velocemente possibile l’abitato di Albiano dall’isolamento; la preferenza della quasi totalità degli abitanti di quella importante frazione era, comprensibilmente, per l’allestimento di queste sulla A15; difficoltà tecniche rappresentate dalla Salt e, seppur solo implicitamente  dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, hanno fatto optare per l’allestimento delle rampe sulla A12. Le ridette rampe sono a meno di 3 chilometri dall’abitato di Albiano, consentono di evitare l’uscita di Santo Stefano per raggiungere Aulla, quindi, costituiscono una soluzione analoga, nei tempi, rispetto all’allestimento delle rampe sulla A15.

Resta penalizzato, in questo caso, il commercio, verso il quale, a oggi, solo il Comune di Aulla ha concretamente operato con la corresponsione di un contributo proporzionato alle risorse del nostro ente. Come in passato, il Comune si adopererà fortemente perché Stato e Regione, che pure è stata presente, corrispondano i ristori per i soggetti nel Commercio, nell’Industria e nel terziario che abbiano patito danni in questa situazione di doppio disagio per gli abitanti di Albiano: pandemia e crollo del ponte. Il Comune di Aulla si è attivato anche per trasporti supplementari e gratuiti dalla frazione al capoluogo. Da subito, sono stati trasferiti ad Albiano l’Ufficio Anagrafe, un centro prelievi, un centro per l’effettuazione di tamponi per diagnosticare infezioni da covid-19, coinvolgendo l’Asl e con la preziosa collaborazione della Croce Rossa locale.

Da alcune settimane, è installato un cantiere per la ricostruzione del ponte, cantiere che, se non ci fossero stati gli incontri, i solleciti e le pressioni continue, a tutti i livelli, di questa amministrazione, assieme a chi ci è stato vicino, non si sarebbe sicuramente realizzato, neppure ora e pur con tempi già dilatati ed eccessivi. Ricordo infine che il Comune di Aulla, e io personalmente, ha chiesto e ottenuto la gratuità del trasferimento dai caselli autostradali di Aulla e La Spezia.

Biglioli (Fi): «Attività economiche abbandonate a loro stesse»
E sull’argomento interviene Nicola Biglioli di Forza Italia. «Se c’era bisogno di un’ulteriore prova di come, a un anno dal crollo del ponte di Albiano, artigiani e commercianti siano stati abbandonati a loro stessi, ce l’abbiamo avuta. Il fatto che siano costretti a manifestare il loro disagio è la dimostrazione di come la politica del Pd, fatta di annunci e passerelle, non abbia prodotto alcun risultato degno di questo nome. Prima di tutto ormai è certo che, fino a marzo 2022, gli albianesi e le attività locali non riavranno il ponte con tutte le conseguenze del caso: altrettanto certo è che, domani, gli imprenditori locali consegneranno simbolicamente le chiavi delle loro attività al prefetto. Un gesto simbolico dal grande significato sociale: dove sono i rappresentanti del Pd in Regione che parlavano di indennizzi per Albiano? E chi governa Aulla? Quale è stato finora il ruolo dell’amministrazione? Possiamo dirlo senza paura di essere smentiti: tutti, a parole, presenti, tutti, nei fatti, assenti. I lavori per la ricostruzione del ponte di Albiano, è evidente, vanno avanti a rilento: gli operai sono ancora impegnati nelle opere di pre cantietierizzazione. L’altro cantiere, quello per le rampe sulla A12, è anch’esso in evidente ritardo: si sarebbe dovuto aprire a febbraio per concludersi a giugno, ma inutile dire che, anche per le rampe, i tempi non verranno rispettati. A nome di Forza Italia esprimo vicinanza agli albianesi, agli artigiani, ai commercianti che non meritano di essere trattati così. Richiamo inoltre il Pd a fare la propria parte in attesa che la parola torni ai cittadini che potranno dire parole di verità sulla vicenda Albiano, che resta il centro più popoloso del comune di Aulla».