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Diego Crocetti, unico carrarese a Roma: «Sono solo, ma almeno non mi sveglierò con dei rimpianti»

Il ristoratore apuano, titolare de La Maison di Marina di Carrara, ha partecipato alla protesta del 6 aprile a Montecitorio. Solidarietà ai manifestanti da parte dei sindacati di polizia

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CARRARA – “Sicuramente fallirò, non cambierò il mondo, ma almeno potrò dire di esserci stato, di aver dato tutto me stesso, e non svegliarmi domattina con dei rimpianti”. Così Diego Crocetti, ristoratore apuano, titolare de La Maison di Marina di Carrara, due giorni fa ha annunciato la sua partenza per Roma per partecipare, insieme ad altre migliaia di rappresentanti della sua categoria, alla manifestazione in piazza Montecitorio contro il Governo. L’unico carrarese in piazza, questa volta. “L’ultima volta che sono stato a Roma eravamo in quattro, ed ero un po’ deluso perché pensavo fossimo pochi, adesso sono solo”.

Le richieste sono sempre le stesse: tornare a lavorare in sicurezza e chiudere definitivamente il capitolo chiusure che sta mettendo in ginocchio un’intera categoria, con tante saracinesche che rischiano di non rialzarsi più. Alla fine una protesta che come obiettivo principale aveva quello di un confronto con la politica, è sfociata in uno scontro con le forze dell’ordine. “Parla uno di quelli che era in mezzo alla protesta – racconta Crocetti sui social – parla uno di quelli che era in mezzo alla folla di manifestanti a Roma. Ero in prima fila. Le forze dell’ordine ci hanno attaccati per primi. Noi avevamo le mani alzate. Siamo padri di famiglia, ristoratori, siamo persone che al massimo hanno litigato con una pasta al burro, persone che al massimo hanno preso una multa per divieto di sosta. Vergona a chi strumentalizza tutto”.

“In Italia oggi abbiamo bloccato tutto – si sfoga ancora il ristoratore -: autostrade, Roma, comunicazioni. Siamo un gruppo unito, persone per bene che vogliono solo far valere l’art.1 della Costituzione. Ma mi rendo conto che chi non conosce i propri diritti non possa neanche difenderli. Ero l’unico di Carrara, sono partito da solo. E va bene così… ma abbiate la sacrosanta decenza di chiudere quella boccaccia se dovete insultare senza essere presenti, perché in quella piazza c’eravamo anche per voi”.

Secondo la Federazione Sindacale di Polizia (Fsp), l’esasperazione dei commercianti è “comprensibile e laconica”. Sono parole di solidarietà quelle che emergono da un comunicato stampa diffuso il giorno dopo la protesta, e ricondiviso su Facebook dallo stesso Crocetti: “Quanto accaduto non deve certamente meravigliare, né si può pensare che i problemi siano finiti qua. Piuttosto di fronte al protrarsi di uno stato di cose che schiaccia la cittadinanza sotto al peso di sacrifici insostenibili, è inevitabile che riprenda la sequela di proteste e manifestazioni di ogni genere da parte di tutte le più disparate categorie sociali ormai allo stremo. E’ indispensabile censurare senza se e senza ma ogni tipo di violenza che, lunghi dall’affermare le legittime istanze di chi scende in piazza, fa passare in secondo piano, oltre che dalla parte del torto, chiunque abbia qualcosa da dire. Ma certi di altrettanta onestà intellettuale non possiamo che rilevare come questa esasperazione generalizzata sia comprensibile e ormai incontenibile, e ciò significa che bisogna dare ai cittadini risposte diverse. Al momento, come sempre, solo le forze dell’ordine si ritrovano a raccogliere e fronteggiare gli sfoghi di un livello di disperazione che non può e non deve essere sottovalutato. Pensare di gestire questa situazione ormai non più emergenziale, dato che va avanti da oltre un anno, da una prospettiva scollata dalla realtà di chi invece non riesce più a tenere in piedi la propria esistenza costruita magari dopo una vita di lavoro, significa sottovalutare pericoli seri e reali per la sicurezza interna del paese”.

E sugli scontri in piazza è intervenuto anche il sindacato di polizia Consap. “Gli scontri di oggi – sostiene il sindacato – sono il sintomo di una tensione sociale, che come poliziotti avevamo percepito e che cresce in maniera speculare al perdurare dell’incertezza lavorativa e al crescere delle difficoltà economiche delle categorie maggiormente colpite da oltre un anno di chiusure, un malessere diffuso che rischia di creare quel “brodo di cultura” dove possono trovare sfogo le formazioni pseudo politiche estremiste che hanno la loro ragion d’essere nell’odio contro le Forze di Polizia”.

“La gran parte chi era in piazza oggi, era gente disperata – spiega Gianluca Salvatori Responsabile Nazionale Consap per i Reparti Mobili – ora il Governo è chiamato ad ascoltare le ragioni di chi manifesta per disinnescare il rischio di favorire l’estremismo”.

“Solo ascoltando la richiesta di aiuto che promana da questo pezzo importante dello società civile, dando dignità e risposte a chi si sente con le spalle al muro – conclude il Segretario Generale Nazionale della Consap Cesario Bottone – si potrà evitare che i tafferugli di oggi possano diventare prove tecniche per uno guerriglia urbana domani”.

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