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Vaccini direttamente in auto alla Croce Rossa di Marina di Massa. L’iniziativa di 3 giovani medici di famiglia foto

La struttura del corpo militare utilizzata per vaccinare i pazienti ultra ottantenni. Oltre 200 le dosi erogate dal 25 febbraio. «Abbiamo unito la medicina militare alla vita quotidiana. La logistica fornitaci dall'associazione è la modalità ideale per vaccinare un grande numero di persone»

MASSA-CARRARA – La lotta al covid-19 ha raggiunto lo snodo decisivo. Per sconfiggere questo temibile virus, la battaglia deve insorabilmente passare attraverso una vaccinazione di massa senza precedenti. Non solo quantità, ma anche rapidità. L’obiettivo è infatti quello di immunizzare la maggioranza della popolazione italiana (e mondiale) nel minor tempo possibile, per mettere un freno a quelle terribili statistiche che da ormai un anno accompagnano le nostre vite. Nonostante le falle dimostrate dalla campagna vaccinale avviata lo scorso dicembre, qualcuno sta provando ad unire la medicina militare, abituata a gestire enormi problemi logistici, alla vita quotidiana per aumentare la velocità della campagna di vaccini.

Dall’idea di 3 giovani medici dell’associazione di medici di medicina generale Igea, con la collaborazione del corpo militare di Croce Rossa italiana e il comitato di Croce Rossa Massa-Carrara, è nato il primo hub vaccinale drive through. Presso la caserma nazionale della Croce Rossa R. Cadorna di via Fortino di San Francesco 2 a Massa, località Partaccia, infatti, dal 25 febbraio 2021, i tre giovani medici hanno erogato circa 200 dosi a pazienti ultraottantenni, con l’obiettivo di inocularne, venerdì 2 aprile, ottanta in una sola giornata.

«Per vaccinare il maggior numero di persone in poco tempo avere un’organizzazione militare vuol dire avere una logistica più potente. – ha spiegato il dottor Gianluca Sassi, medico generale dell’associazione Igea ed ex ufficiale medico della Croce Rossa, a La Voce Apuana – I medici di famiglia sono spesso limitati dall’esercitare in condomini. Molte volte, tra l’altro, l’ubicazione degli studi può presentare barriere archittetoniche difficili da superare per un paziente ottantenne che deve venire a ricevere il vaccino. Far arrivare le persone inserite nel calendario vaccinale presso uno studio dove potrebbero trovare anche le persone arrivate per altri motivi creerebbe assembramenti. C’era il bisogno di creare un posto per la vaccinazione, in totale sicurezza. La logistica fornitaci dall’associazione è la modalità ideale per vaccinare un grande numero di persone».

Lo spazio della caserma della Croce Rossa, usata dal corpo militare per addestrare e formare i militari provenienti da tutta Italia, permette di inoculare le dosi ai pazienti senza che essi debbano scendere dal mezzo con cui sono arrivati. Una volta ricevuta la dose, i pazienti rimarranno nell’enorme parcheggio della caserma per attendere 15-20 minuti nel caso si presentassero reazioni allergiche avverse, come da prassi. «Il polo infermieristico militare della caserma ci fornisce un’ulteriore sicurezza. – aggiunge il dottor Sassi – Gli strumenti e lo spazio ci permetterebbero, infatti, di gestire anche reazioni allergiche gravi e quindi eventuali shock anafilattici, con la possibilità di effettuare manovre e primi soccorsi che negli ambulatori sarebbero state impossibili. Anche se il vaccino è totalmente sicuro, questa è una sicurezza in più anche per il paziente, spinto a vaccinarsi dalla struttura che può gestire un’emergenza clinica».

Il dottor Sassi, insieme alla dottoressa Forfori e alla dottoressa Tognini, sono per ora gli unici medici di famiglia ad utilizzare questa nuova modalità, dopo l’aiuto fornito all’Asl nell’effettuare i tamponi drive through nel pieno della seconda ondata. Dopo gli ottimi risultati della fase di sperimentazione di questa nuova modalità, la speranza è quella di aumentare il numero di medici che si apriranno a questa collaborazione con la Croce Rossa. Nel frattempo, però, rimangono i problemi della Regione Toscana nell’organizzare la gestione e consegna delle dosi previste. «È la Regione che pecca di organizzazione, ci fornisce poche dosi. – dice il dottor Sassi – Per esempio, a me non sono ancora arrivate le dosi da utilizzare nella giornata di venerdì. Speriamo che possano arrivare nella giornata di domani, per avere il tempo minimo di organizzare l’inoculazione. In generale, l’impianto logistico non funziona».