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«Infermieri al check point, in via Bassa Tambura e ad Avenza ci sono tutta la settimana»

Il segretario Uil Fpl, Claudio Salvadori: «È meglio che il direttore si informi sulle turnazioni per confrontarsi con noi al tavolo»

MASSA – “Non possiamo certo pretendere che il direttore del Dipartimento professioni infermieristiche conosca a fondo l’organizzazione dei lavoratori di sua competenza. Ci viene segnalato, e invitiamo il dottor Mirco Gregorini a verificare, che, per esempio, questa settimana al check point del distretto di Massa in via Bassa Tambura è prevista la presenza di un solo operatore socio sanitario e tutti infermieri. Per tutte le turnazioni. Una settimana ‘straordinaria’, se dovessimo credere alle sue parole ma preferiamo affidarci alle testimonianze dei dipendenti che criticano l’organizzazione dell’azienda sanitaria”.

Non si fa attendere la replica del segretario Uil Fpl Massa Carrara, Claudio Salvadori, che turnazioni alla mano replica a quanto dichiarato dal direttore Gregorini: “Presenza straordinaria degli infermieri ai check point? Il direttore deve essere male informato o magari le turnazioni non sono di sua conoscenza: gli infermieri non sono utilizzati ‘saltuariamente’ ai check point ma sono una presenza costante e inspiegabile. Lo dimostrano le turnazioni disposte fino al 3 aprile per via Bassa Tambura: ci risulta che tutti i giorni ci sia un infermiere. E lo stesso vale per il check point di Avenza. Stesso sistema a Carrara dove ci sono stati quasi sempre solo infermieri affiancati ai ragazzi del servizio civile e solo saltuariamente Oss. Questo quanto segnalano i lavoratori e invitiamo il direttore a verificare e a confrontarsi con noi al tavolo. Al di là di questi ‘dettagli’, il direttore non ha neppure risposto su un altro tema: perché i neo assunti sono stati utilizzati per lunghi periodi, se non stabilmente, solo ai check point invece di essere utilizzati nei reparti per affrontare la pandemia mentre altri dipendenti, con limitazioni di servizio anche temporanee, non hanno potuto usufruire di questa opportunità e sono stati lasciati in prima linea? Inoltre una delle affermazioni inesatte è pure aggravata dallo scivolone in cui dichiara che l’infermiere viene chiamato solo in mancanza di Oss: alla faccia del demansionamento”.

Domande a cui adesso il segretario Uil Fpl vuole risposte scritte, coerenti e corrette e le vuole al tavolo sindacale: “Le informazioni le avevamo già chieste da tempo ma il direttore si è degnato di rispondere solo a mezzo stampa. Adesso venga ai tavoli a discuterne, a partire da quello zonale programmato per il 9 aprile:  è lì che dovrà rispondere non tanto a noi ma a tutti gli infermieri che si sono lamentati di questa organizzazione e del servizio ai check point”.

Infine Salvadori replica anche al sindacato Fials: “Il nostro sindacato è stato vicino ai lavoratori sin dall’istituzione dei check point, denunciando la carenza di adeguati e sufficienti dispositivi di protezione e dando al riguardo anche il nostro modesto contributo. Abbiamo segnalato le situazioni critiche , chiedendo con forza una giusta protezione per i dipendenti coinvolti con richieste di intervento alle forze dell’ordine, alla direzione aziendale e ai media. E sul problema delle aggressioni al personale sanitario siamo promotori della proposta di legge nazionale  sul preoccupante fenomeno, con una importante raccolta firme che non ci risulta essere stata sottoscritta da nessuno del sindacato che ci attacca”.