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Miasmi al Lago di Porta, le analisi: tutto naturale, nessuna anomalia chimica

Presentati i risultati della ricerca dell'Università di Firenze. Il sindaco Lorenzetti: «Confermato quanto era stato già anticipato dalla relazioni Arpat richieste dal Comune»

Ieri, nell’ambito del progetto “Verso il Contratto di Lago di Porta”, è stata presentata in video-conferenza la relazione sulle indagini geochimiche effettuate dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Firenze. Il progetto, fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Montignoso (Massa-Carrara), e finanziato dalla Regione Toscana sul bando per la promozione e diffusione dei contratti di fiume 2019-2021 di cui il Comuneè capofila, va a inserirsi in una più ampia visione di quello che potrà essere il destino e l’utilizzo del Lago in termine attrattivo ambientale e turistico.

«Una serie di studi e analisi – ha affermato il sindaco Gianni Lorenzetti – messe a disposizione per la prima volta da un’amministrazione e che ritengo di rilevante importanza, necessari e utili a capire quali azioni dovranno essere messe in campo per mitigare le problematiche presenti. Dati che hanno messo nero su bianco lo stato delle acque e dell’aria, che hanno confermato quanto era stato già anticipato dalla relazioni  Arpat richieste dal Comune sia nel 2009 che nel 2019. Da quanto riportato dalla relazione della dottoressa Venturi, che ringrazio per l’eccellente e chiara presentazione, sono stati approfonditi gli aspetti legati alla scomparsa del canneto (die-back) e del fenomeno delle maleodoranze».

Secondo le analisi, sia delle acque che dell’aria, condotte attraverso campionamenti e seguendo un preciso metodo scientifico, non risultano tracce di inquinamento, ma forte concentrazione di acido solfidrico (H2S). Non vi è quindi nessuna anomalia chimica ma un processo naturale che porta alla sedimentazione e alla putrefazione di materiale organico che si trova nel lago. Un processo che comporta la perdita di ossigenazione dell’acqua e causa malodore, sopratutto nei mesi estivi.

«Al netto di questa prima fase – ha aggiunto Lorenzetti – il progetto con l’Università di Firenze avrà seguito con più approfondite analisi volte alla ricerca di soluzioni con le autorità competenti, certi della massima collaborazione. Ringrazio l’assessore Massimo Poggi e Barbara Vietina dell’Ufficio Ambiente del Comune di Montignoso per il prezioso lavoro fin qui svolto, la coordinatrice Tania Mattei, l’Università degli Studi di Firenze, il Cnr-Igg Istituto di Geoscienze e Georisorse  di Firenze, il Consorzio di Bonifica Toscana Nord, l’Ing. Marco Masi Responsabile Settore Tutela Acque e Costa della Regione Toscana, l’Arch. Rosaria Montani funzionario Tecnico Settore Tutela Acqua e Costa della Regione Toscana, e tutti i partecipanti di questa mattina».