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«Stop alla Dad, più investimenti e meno alunni per classe». La protesta delle scuole apuane foto

Un centinaio di persone tra docenti, genitori e studenti davanti agli uffici del provveditorato di Massa-Carrara. ll coordinamento scuole: «Ora serve un tavolo di confronto provinciale»

MASSA – Un centinaio di persone tra docenti, genitori e studenti degli istituti di Massa-Carrara. Questa mattina, in occasione della giornata nazionale di mobilitazione e sciopero della scuola pubblica, davanti agli uffici del provveditorato, a Massa, c’era tutto il mondo della scuola apuana. Il presidio è stato organizzato dal coordinamento scuole di Massa-Carrara, che ha colto l’occasione per ribadire le sue rivendicazioni: un minor numero di alunni per classe ed un conseguente maggior investimento nel personale docente, partendo dalla stabilizzazione del personale precario; maggiori investimenti nell’edilizia scolastica ed un adeguato servizio pubblico di trasporti in grado salvaguardare la salute e la sicurezza delle utenze.

“Una priorità del coordinamento da sempre è quella di tornare alla scuola totalmente in presenza, in quanto la Dad ha prodotto e sta producendo gravi danni a tutta la popolazione scolastica – commentano dal coordinamento scuole, che poi comunica di “aver nuovamente chiesto la collaborazione e il confronto diretto con le amministrazioni, a partire dagli uffici provinciali del ministero dell’istruzione, dove una nostra delegazione è stata ricevuta durante il presidio”.

Al provveditorato, il coordinamento scuole ha chiesto di accedere ai dati che riguardano la formazione delle classi della nostra provincia, previste per il prossimo anno, per verificare se i parametri per la formazione delle classi terranno conto delle criticità fin qui rilevate. “Purtroppo ad oggi i dati non sono ancora disponibili – spiegano ancora dal coordinamento -. C’è stato però da parte della provveditrice, per voce del segretario, l’impegno formale a fornirci le dovute informazioni appena disponibili e ad incontrarci nuovamente. Cogliamo l’occasione per rinnovare la nostra richiesta di un confronto al tavolo provinciale sulla scuola, che ci risulta non si riunisca da inizio settembre”.