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Lettere al direttore

«Sporcizia e degrado ai “giochini” del porto. E una melma di coriandoli di due anni fa»

MARINA DI CARRARA – «È da tempo che medito di cominciare a scrivere su situazioni inaccettabili nel quadro del “decoro urbano” di Marina di Carrara ma, date le condizioni oltremodo penose in cui ci troviamo, ho sempre pensato che fosse tempo perso. Oggi, invece, forse perché ho appena provveduto al pagamento di una bella cifra di tributi comunali, mi sento dello spirito giusto e dell’umore per poterlo fare. Sarà probabilmente la prima segnalazione di una lunga serie in quanto, in qualità di padre di una bambina di tre anni, ritengo moralmente di non potermi, dovermi e volermi più sottrarre dal cercare di fare il possibile per migliorare le cose». Comincia con queste parole la denuncia, attraverso una lettera, sulla situazione di degrado di Marina di Carrara di Fabio Gherardi.

«Parlare di “decoro urbano” per Marina di Carrara significa evocare un ossimoro concettuale: ovunque ci si giri non si vede altro che trascuratezza, bruttezza, degrado, sporcizia. La censura vale, in verità, non solo per gli amministratori pubblici, storicamente responsabili di questo stato di cose, ma anche per buona parte dei miei concittadini che sembrano aver abdicato al brutto, ognuno per il proprio orticello, anziché ostinarsi a cercare il bello. Ma se dal cittadino (purtroppo) non si può pretendere nulla che non sia un obbligo previsto in forza di precise norme, confidando magari in una educazione civica che, evidentemente, non c’è, diverso è il caso dell’amministratore pubblico che, se politico, ha scelto di proporsi come tale mentre se è dipendente di una amministrazione è pagato per fare bene il suo lavoro e dovrebbe restituire in termini di servizio quello che i cittadini fanno per lui: pagargli uno stipendio tutti i mesi. – continua Gherardi – Veniamo al dunque ed al primo argomento: ieri, come quasi tutti i giorni, ho portato mi figlia al porto (sul porto aprirò presto un capitolo a parte), ai “giochini” ed ho riscontrato, come sempre ed ancora una volta, lo stato di sporcizia e degrado in cui questi versano. I giochi sono “luridi”, fanno letteralmente schifo ed è difficile impedire ad un bambino che vede solo il gioco e il colore di entrare in questo schifo. In un paese normale (pressoché tutti quelli che per vacanza o lavoro mi sono trovato a vivere, tranne Carrara) questo sarebbe inammissibile già a cose normali; sembra adesso ancor più paradossale e indecente in tempi di covid laddove si chiede a commercianti ed operatori privati, a suon di sanzioni e chiusure, di igienizzare anche le mosche che volano».

«All’interno ed in prossimità dei giochi, già lerci nelle plastiche e nei punti di maggior contatto, è presente un bel pantano, una bella melma costituita perlopiù dai coriandoli di carnevale che nessuno (grazie anche alla “splendida” Nausicaa… con due A, perché noi in quanto a richiami culturali non ci facciamo mancare nulla!) si è premurato di rimuovere. – conclude Gherardi – La cosa che merita particolare menzione è che i coriandoli di cui parlo non sono solo quelli dell’ultimo carnevale, finito “solo” qualche settimana fa, ma ci sono ancora quelli dell’anno precedente (ho una serie di foto scattate nel corso dei mesi). Ora, da padre e da cittadino vorrei sapere se sia possibile dare una ripulita e, dati i tempi, una igienizzata ai giochini, magari con cadenza regolare, o non ci sia solo da confidare nella lenta quanto indubbia decomposizione dei coriandoli e nel contributo di qualche acquazzone torrenziale che, facendo magari danni altrove, sarebbe l’unico in grado di fare quanto non sa fare un’amministrazione comunale. Non sarebbe male se l’Ufficio Decoro Urbano funzionasse altrettanto bene dell’Ufficio Tributi».