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Una funivia per arrivare sulle Apuane. Il progetto piace ai Cinque Stelle: «Un volano per Carrara»

Il progetto in questione si chiama "Funivia Michelangelo" ed è stato elaborato dallo studio SA+A. Potrebbe trasportare circa 3mila persone all'ora con un tempo di percorrenza di circa 8 minuti

CARRARA – «Leggiamo sulla stampa a proposito di un progetto per funivia che da San Martino a Carrara porti fino a Campocecina e non possiamo che essere contenti per questo tipo di idee e di visioni». Apre così il comunicato del gruppo di maggioranza del Movimento 5 Stelle Carrara in relazione a un articolo apparso sulla stampa inerente il rilancio turistico del territorio grazie ad un impianto di risalita che permetterebbe di arrivare alle cave, area Murlungo, in un contesto paesaggistico unico nel suo genere. Il progetto in questione si chiama “Funivia Michelangelo” ed è stato elaborato dallo studio SA+A e firmato dagli architetti Marco Andreoni e Davide Marchi. L’idea è, infatti, di collegare il centro città con le cave di Carrara: il punto di partenza verrebbe realizzato nei pressi dell’ex stazione della ferrovia marmifera di Ravaccione e l’arrivo quasi 700 metri più in alto, a Campocecina, appunto in area Murlungo, a 1.155 metri sul livello del mare. Il tracciato avrebbe un piano inclinato lungo 1.465 metri e potrebbe trasportare circa 3mila persone all’ora con un tempo di percorrenza di circa 8 minuti.

«Nel nostro programma elettorale – affermano i pentastellati – la valutazione della fattibilità per un impianto di risalita era stata scritta nero su bianco. Così come la diversificazione delle attività a monte, prevedendo uno sviluppo delle infrastrutture ricettive e di svago. L’azione amministrativa messa in campo ha seguito pedissequamente quanto scritto nel programma elettorale, andando gettare le basi necessarie per sviluppare nuove potenzialità e dar vita alle conseguenti progettazioni che nel nostro territorio potranno portare turismo e diversificazione del tessuto economico. Tutte le premesse per questo processo di sviluppo sono state scritte nei Pabe (i piani attuativi dei bacini estrattivi, ndr), per quanto concerne il recupero di strutture esistenti e lo sviluppo di nuove idee ricettive al monte, e anche nel regolamento degli agri marmiferi, quando si chiede alle aziende al monte di presentare progettazioni che guardino al benessere collettivo e ambientale per ottenere una estensione graduale degli anni di concessione».

«La nostra visione di un futuro differente ha sempre avuto un’azione concreta alle spalle, fatta di minuziosa costruzione di mattoncini che tutti  assieme porteranno a vedere reali cambiamenti. Non promesse spot o azioni sparse e inutili, ma una rete di atti necessari a creare le condizioni per un cambiamento concreto. E il riconoscimento per il gran lavoro fatto col regolamento agri sta arrivando da più parti: finalmente si è in grado di capire che il regolamento scritto da questa amministrazione, pur restando coerente alla normativa di rango superiore, al suo interno contiene una serie di condizioni volte a garantire un’equa ricaduta sul tessuto sociale della città dall’attività estrattiva».

«Quindi non possiamo che essere lieti che esistano progettazioni che guardino a quella visione del territorio scritta anche nel  nostro programma elettorale del 2017, e siamo orgogliosi dell’azione amministrativa messa in campo che permette finalmente di guardare a nuove progettazioni avendo definito le condizioni per farlo. Ovviamente riteniamo che progetti importanti come quello sulla funivia dovranno tener conto dello studio sulla viabilità e sull’agevole arrivo alle aree scelte per l’impianto da parte di pullman turistici, ma anche che andrebbe considerato come includere Carrara centro nel progetto perché questa idea possa essere considerata realmente un volano per l’economia della città».