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Aeroporto di Luni pronto ad accogliere i grandi clienti di nautica e marmo

Dai prossimi mesi il piccolo scalo sarzanese diventerà punto di appoggio per i buyer di Sanlorenzo e altre eccellenze locali. Lepore e Desiderio (Aeroclub): “Non ci saranno problemi per i residenti ma solo vantaggi per l'economia del territorio"

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Punto di atterraggio per due o tre voli a settimana per consentire a importanti acquirenti stranieri di raggiungere più facilmente cantieri navali o cave di marmo e investire così sul territorio facendo lavorare aziende interessate e indotto. Entro pochi mesi potrebbe essere questo il ruolo dell’aeroporto di Luni – che ricade nel Comune di Sarzana – su quale un gruppo di imprenditori locali sta lavorando da tempo per avere un punto di appoggio per clienti internazionali che si spostano principalmente su velivoli privati e con tempi ristretti.
Un progetto anticipato nei giorni scorsi a CdS da Massimo Perotti, amministratore delegato di Sanlorenzo (QUI), il quale aveva sottolineato: “Se vogliamo far crescere un turismo di qualità dobbiamo permettere a queste persone di atterrare qui e non a Pisa” e illustrato oggi al nostro quotidiano dall’Aeroclub Lunense che da anni svolge nello spazio di San Lazzaro attività di promozione dello sport aereo e di scuola di volo (qui), oltre al noleggio di aeromobili a scopo turistico. Un scalo militare aperto al traffico civile su specifica autorizzazione dell’Aeronautica Militare.
“Questo resterà un aeroporto di nicchia – spiega il presidente Lorenzo Lepore – arriveranno mezzi moderni, silenziosi a impatto ambientale minimo, che non disturberanno la quiete di nessuno e porteranno qui sei o sette persone alla volta intenzionate a investire nei cantieri nautici o nel settore del marmo con ricadute importanti per tutti. In passato – prosegue – era nata una società che mirava allo sviluppo del traffico di passeggeri ma non c’erano (e non ci sono tutt’ora) le condizioni adatte, oggi la situazione è invece propizia per sviluppare l’attività dell’aeroporto come supporto all’economia di un territorio che da Spezia fino a Carrara offre diverse eccellenze come quella del Cavalier Perotti e di altri imprenditori”.
Un sviluppo che non sarebbe strutturale – è prevista solo una nuova lounge per i passeggeri – ma burocratico, con le autorizzazioni doganali e demaniali (per l’arrivo di voli da Svizzera, Regno Unito e Russia) che dovrebbero essere accordate a fine mese; e di personale dato che ci sarebbe bisogno di circa sei persone per implementare la gestione di antincendio e servizi.

“Qui nessuno vuole fare Fiumicino o Stansted – precisa Gianfranco Desiderio, storico vicepresidente dell’Aeroclub – l’aeroporto deve rimanere amatoriale ma aperto al traffico civile di aerei “Pc12” che possono portare al massimo otto persone. L’intenzione – prosegue – sarebbe quella di creare qualche posto di lavoro, dare un senso ad un luogo che molti in zona non conoscono e offrire un punto di riferimento per la aziende del territorio che operano con importanti clienti internazionali che hanno necessità di muoversi rapidamente. Per i residenti non ci sarebbero problemi – specifica – perché i voli di questo tipo passerebbero dagli attuali uno o due ogni quindici giorni ad un massimo di tre a settimana, tutti ad impatto sonoro molto contenuto. Non ci sono altre ambizioni perché l’Aeroclub non ha fini di lucro e reinveste in migliorie alle strutture e aeromobili eventuali introiti, anche se la pandemia ci ha costretti a rimanere fermi per diversi mesi. In passato ci ha dato una mano la Regione, poi abbiamo sempre fatto da soli anche se siamo contenti che il Comune abbia finalmente colto l’importanza di avere un aeroporto nel suo territorio, così come nel tempo si è consolidato l’ottimo rapporto le istituzioni militari con le quali c’è massima collaborazione”.

“L’idea di favorire l’arrivo, in una posizione strategica come la nostra, di persone pronte a investire nelle aziende, ha subito trovato piena condivisione da parte di Comune e Regione e autorità militari – riprende Lepore – tutti hanno compreso la necessità di sostenere in questo momento delicato attività economiche che garantiscono posti di lavoro e possono favorire la crescita altri settori come quello della ricettività, del commercio, della ristorazione e dei servizi di trasporto pubblico non di linea. L’auspicio – conclude – è quello di poter partire già in estate dopo che saranno arrivate tutte le autorizzazioni necessarie e di poter così valorizzare un luogo al quale Gianfranco Desiderio ha dedicato la vita”.

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