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«I lunigianesi saranno tutti vaccinati nel giro di pochi mesi con la quantità adeguata di dosi» foto

La Società della Salute fa il punto col presidente Varese: «La carenza fa sì che la campagna di vaccinazione proceda a rilento»

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LUNIGIANA – Si è nuovamente parlato delle vaccinazioni contro il covid-19 stamani, nel corso dell’Assemblea dei soci della Società della Salute della Lunigiana. Come noto, purtroppo, è la carenza di dosi a fare sì che la campagna di vaccinazione proceda a rilento. Infatti, non sono molte le dosi di vaccino che ogni medico di famiglia lunigianese ha a disposizione e può iniettare settimanalmente.

“Se potessimo disporre – commenta il presidente della SdS Lunigiana, Riccardo Varese – di una quantità di dosi adeguata a fare fronte alla situazione, che vede una crescita dei casi lenta ma costante, saremmo in grado di vaccinare la popolazione lunigianese nel giro di pochi mesi. Per ora, inoltre, possiamo utilizzare soltanto il vaccino che obbliga gli anziani ultra 80enni e le persone estremamente vulnerabili a recarsi presso gli ambulatori dei medici di famiglia per l’iniezione, mentre quando avremo altri tipi di vaccini, molto più gestibili, potranno essere i medici stessi ad andare direttamente a casa delle persone”.

Un nuovo appello giunge da Varese e dai sindaci lunigianesi ai più giovani, spesso inconsapevoli vettori dell’infezione: “Il vaccino non crea problemi, è sicuro ed è l’arma più efficace di cui disponiamo, al momento, contro il coronavirus. E poi vedere i primi anziani a Montedivalli di Podenzana vaccinarsi, pur essendo questi in una età molto avanzata, mi ha dato da pensare su quanto possono essere irresponsabili tanti dei nostri giovani, i quali magari non prendono nella giusta considerazione il vaccino perché si credono indistruttibili e non pensano che possono contagiare i loro genitori e i loro nonni con comportamenti a rischio. Colgo l’occasione per raccomandare ancora massimo rigore nei comportamenti perché il covid-19, come sta accadendo in questi ultimi giorni, può rialzare la testa e tornare a infierire sulle persone più care che abbiamo, gli anziani. Per questo mi voglio rivolgere ai più giovani e voglio invitarli ad usare il cervello e il cuore, pur comprendendo perfettamente che stanno patendo una situazione poco piacevole, non potendo vivere la loro età come l’abbiamo vissuta tutti”.

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