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Ponte Avenza, commercianti allo stremo: «La vicenda sta assumendo contorni grotteschi» foto

La rabbia di Confesercenti Toscana Nord e del suo presidente Nando Guadagni: «Un cantiere che, ad oltre nove mesi dalla sua apertura, non sembra ancora essere giunto alla conclusione. E nel frattempo la zona circostante sta vivendo uno stato di degrado»

AVENZA – “Ogni giorno che passa la vicenda dei lavori sul ponte di Avenza sta assumendo contorni grotteschi. Al di là dei ritardi, aggiungiamo adesso le condizioni del cantiere con transennature che sta danneggiando le attività ed anche l’estetica con una ringhiera che grida vendetta”. Parole dure, le ennesime, del presidente Carrara di Confesercenti Toscana Nord Nando Guadagni sulla vicenda del ponte di Avenza “i cui lavori stanno avendo un iter a dir poco travagliato e soprattutto senza alcun rispetto delle attività commerciali ma anche dei residenti – insiste il presidente -. Un cantiere che, ad oltre nove mesi dalla sua apertura, non sembra ancora essere giunto alla conclusione. Il ponte è stato aperto al traffico provvisoriamente dal 7 dicembre, ma da quella data gli interventi procedono a rilento ed a giorni più che alterni”.

Guadagni si sofferma poi sulla zona oltre il ponte. “Un’area a densità commerciale che sta vivendo uno stato di degrado con recinzioni che rendono impossibile lo svolgimento delle attività ai negozi e locali della zona in un periodo reso ancor più complicato dall’emergenza sanitaria e dalle restrizioni governative. Ultimamente a queste enormi problematiche si è andato ad aggiungere anche il transennamento del pericolante ex mercato coperto che ha dato il colpo di grazia. I commercianti del luogo sono allo stremo e richiedono per l’ennesima volta che l’amministrazione comunale e quella regionale intervengano decisamente e pongano fine a questa paradossale vicenda”.

“Altro aspetto da non sottovalutare – conclude il presidente Carrara di Confesercenti Toscana Nord – quello della ringhiera appena posizionata che riteniamo totalmente inappropriata al contesto. Si poteva pensare ad un modello che riproponesse quella già presente all’altro lato della strada che da sul giardino di Casa Pellini. Stiamo parlando di un luogo tappa della via Francigena e quindi ad alta valenza turistica che non merita questo assurdo colpo d’occhio”.