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Porto, i paladini apuoversiliesi: «Prp non in approvazione. Ora ci diano il cronoprogramma»

MASSA-CARRARA – Ampliamento porto di Marina di Carrara, è arrivata dall’Autorità Portuale della Liguria Orientale la risposta ai “Paladini apuoversiliesi”, che il 29 gennaio scorso avevano presentato istanza di accesso agli atti e di partecipazione al procedimento tramite l’avvocato Anna Schiaffino, anche segretario della associazione.

“Il riscontro – spiega la presidente dei paladini apuoversiliesi Orietta Colacicco – a firma del Segretario Generale Francesco di Sarcina, recita “ad oggi, non è stato avviato alcun procedimento di approvazione del Prp del porto di Marina di Carrara. E’ comunque intenzione di questo Ente aggiornare il vigente Prp, ormai obsoleto e risalente al 1981. Elementi relativi al nuovo Prp possono già essere acquisiti leggendo il Dpss (consultabile sul sito della AdSP), nel quale si da atto dell’orientamento assunto da questo ente, di concerto con il Comune di Carrara e la Regione Toscana, in ordine allo sviluppo del porto, sentite tutte le istituzioni, organizzazione ed associazioni del territorio, tra cui codesta scrivente. Quanto alla partecipazione al procedimento, esso potrà certamente avvenire a tempo debito nelle forme e nelle fasi previste dalla legge”.

“Tradotto – afferma Colacicco – “stiamo lavorando sul Piano Regolatore del Porto, ma non è stato ancora approvato”. Vale comunque il Documento di pianificazione Strategica di Sistema o Dpss. Lo avevamo già esaminato, ma approfondiamo. Siamo lieti sia stato scongiurato il rischio di un’altra alluvione del Carrione, perché con buona pace di chi sogna, parlava e scriveva sui social di un nuovo porto turistico “nella definizione degli obiettivi di piano l’Autorita di Sistema Portuale si è impegnata a rispettare quanto indicato nella sentenza n.4564 del 16 maggio 2007 in cui è stato stabilito il divieto di espansione oltre la foce del torrente Carrione. Sempre da capire come abbia fatto a essere pubblicato sul sito del Comune di Carrara un documento del 19 agosto 2020 di Tecnocreo per Italian Sea Group, che contiene ben altro progetto. E rispondo al Sindaco De Pasquale, che dice che io mi confondo, che sarebbe opportuno che il Comune non pubblicasse documenti fuorvianti e, se questo succede  per errore o disattenzione, bisognerebbe spiegare l’accaduto”.

“Per il porto di Carrara – continua la presidente – di “sviluppo” si tratta, da vedere se ampliamento o sistemazione. Bisognerà considerare che ingombro avrà, cioè quali  e quanto grandi e che impatto sull’erosione potranno avere le opere previste, che sono “l’ampliamento del porto fino al limite della sponda destra del torrente Carrione, con la realizzazione di una nuova darsena e di nuovi piazzali in corrispondenza del piazzale Città di Massa, al fine di concentrarvi tutte le funzioni commerciali oggi svolte sulle banchine Taliercio e Chiesa. L’allungamento dell’opera foranea di sopraflutto, con modi e forme adeguate a garantire la salvaguardia dell’equilibrio costiero locale, ponendo particolare attenzione al problema dell’erosione costiera sulla costa apuo-versiliese, il modo che essa offra protezione alla nuova darsena ed al contempo permetta un allungamento opportuno delle banchine da destinare a crociere”.

“Strano che nel Dpss – sottolinea Colacicco – che quale strumento nuovo, indica anche preoccupazioni e resistenze,  a seguito di incontri  con i diversi portatori di interesse, gli stakeholder, il rischio aumento di erosione sia solo del 14% dovute, dice il DPSS, agli ambientalisti. Certo, come riporta il Dpss, molti stakeholder sono stati invitati, i Paladini Apuoversiliesi nell’ottobre 2018 erano a La Spezia alla presentazione, e hanno fatto domande e proposto la nota soluzione della conversione in porto turistico senza alcun ampliamento. Ne parla proprio il Dpss, scartandola, perché unidirezionale, non sottolineando invece che l’idea pensata per noi dall’architetto Tiziano Lera prevedeva, senza nessun ampliamento, anche una banchina per il commerciale”.

“Il 14% di preoccupazione rispetto al fenomeno erosivo è un dato largamente per difetto e vale solo per i portatori di interesse che nel 2018 erano stati presenti agli incontri partecipativi – conclude la presidente dei paladini apuoversiliesi -. Ora la presa di coscienza è vasta e c’è un’allerta diffusa, tanto che hanno già presentato istanza di accesso agli atti e di partecipazione al procedimento le associazioni dei balneari di Forte dei Marmi e Montignoso e stanno arrivando quelle dei balneari di Massa. Senza contare la presa di posizione dei Comuni di Forte dei Marmi e Massa, che il 12 febbraio avevano previsto in un documento di presentare istanza di partecipazione al procedimento. I paladini saranno vigili e intanto chiedono all’autorità Portuale se è possibile avere un cronoprogramma”.