Quantcast
LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Foibe, l’Associazione Venezia-Giulia e Dalmazia: «Dall’Anpi affermazioni inaccettabili»

MASSA – Continuano le polemiche dopo la scorsa giornata del ricordo dedicata alle vittime delle foibe e dopo lo scontro tra il presidente del consiglio comunale di Massa e l’Anpi. A tal proposito è intervenuta l’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, tramite un comunicato ufficiale: «L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia non intende entrare nel merito della polemica tra il presidente del Consiglio Comunale di Massa e l’Anpi Carrara che si è purtroppo riproposta anche quest’anno in occasione del Giorno del Ricordo. Riteniamo però necessario sottolineare alcune inaccettabili affermazioni contenute nel comunicato dell’Anpi del 18 febbraio scorso, nella versione riportata dalla stampa. Il comunicato cerca di relativizzare e minimizzare la nostra tragedia collocandola come un dettaglio tra, citiamo, “tutte le vittime delle seconda guerra mondiale”, “la Shoah”, la “quarantina di milioni di appartenenti ad altre minoranze europee che conobbero la via dolorosa dell’esilio”, sino addirittura a “tutti gli esuli di oggi da ogni provenienza”. L’Anpi mescola la nostra storia con altre vicende che poco hanno a che fare con il Giorno del Ricordo: senza Nazismo e Fascismo non ci sarebbero stati “i campi di sterminio, le stragi nazifasciste, i bombardamenti alleati, le foibe, gli esodi di interi popoli”».

«C’è tutto l’immaginabile o quasi: manca il Comunismo, parola che l’Anpi non riesce proprio a pronunciare né tanto meno a condannare. – scrivono quelli dell’Anvgd – All’Anpi Carrara va ricordato che il Giorno del Ricordo è stato istituito non per ricordare indistintamente tutto il male del mondo, ma per “…conservare la memoria… di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo… e della più complessa vicenda del confine orientale.” Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sintetizzato con estrema chiarezza le vicende del confine orientale nel discorso del 10 febbraio 2019: Il destino dei giuliano-dalmati fu “comune a molti popoli dell’Est Europeo…quello di passare…dalla oppressione nazista a quella comunista”. Regimi “diversi nell’ideologia, ma così simili nei metodi di persecuzione, controllo, repressione, eliminazione dei dissidenti… L’aggressività del nuovo regime comunista li costrinse, con il terrore e la persecuzione, ad abbandonare le proprie case, le proprie aziende, le proprie terre… Chi resisteva, chi si opponeva, chi non si integrava nel nuovo ordine totalitario spariva, inghiottito nel nulla…Il braccio violento del regime comunista si abbatteva furiosamente cancellando storia, diversità, pluralismo, convivenza, sotto una cupa cappa di omologazione e di terrore.”».

«Sei mesi più tardi il Parlamento Europeo confermò la linea del Presidente Mattarella, – conclude il comunicato – estendendola a tutta la storia del nostro continente, con la Risoluzione del 19 settembre 2019 sull’importanza della memoria per il futuro dell’Europa. Il Parlamento Europeo, con voto quasi unanime, ha ricordato che “i regimi nazisti e comunisti hanno commesso omicidi di massa, genocidi e deportazioni, causando …perdite di vite umane e di libertà di portata inaudita nella storia dell’umanità”. In estrema sintesi il Parlamento Europeo il 19 settembre 2019 ha dichiarato che Comunismo, Fascismo e Nazismo non hanno diritto di cittadinanza in Europa. Ma l’Anpi Carrara sembra non accettare quanto è ormai patrimonio comune europeo e questo, anche senza volerlo, lascia spazio agli esaltati che ogni anno profanano i luoghi del ricordo dei Martiri delle Foibe».