Quantcast
LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Quella volta che la Repubblica marinara di Genova progettò il “porto di Avenza” foto

Mentre prosegue lo scontro fra sindaci sull'ampliamento dello scalo di Marina di Carrara e le sue conseguenze sul litorale, dall'Archivio di Stato del capoluogo ligure riaffiorano le immagini di metà Settecento

MASSA-CARRARA – Un Porto ad Avenza? Oggi è un’immagine inverosimile, ma una volta era un progetto concreto. Era il 1752 e a quel tempo anche quella parte di territorio, che oggi si chiama Marina di Carrara, era considerato “Avenza”. L’allora Repubblica di Genova, quindi, avanzò una proposta per realizzarvi un porto. Proposta che poi rimase irrealizzata, dal momento che quello che oggi è il porto di Marina di Carrara venne costruito soltanto dopo la fine della prima guerra mondiale, intorno al 1920. Ma i documenti della Repubblica marinara vennero conservati, e oggi si trovano nell’Archivio di Stato di Genova. Uno di questi, dal titolo “tipo dimostrativo del porto proposto alla spiaggia dell’Avenza”, mostra la pianta del progetto, divisa in precise sezioni. Un altro, invece, raffigura la costa da Porto Venere ad Avenza, con indicazione del punto in cui doveva sorgere il nuovo porto.

Una cosa, a questo punto, è chiara: la questione porto, tornata attuale con il dibattito relativo all’ampliamento e alle possibili conseguenze dell’erosione sul litorale massese, in realtà ha radici ben più profonde di quel che si pensi. Oggi ha riacceso la rivalità tra Massa e Carrara, specialmente dopo che l’erosione della spiaggia di Marina di Massa ha iniziato a raggiungere livelli preoccupanti. E se si considera che tra i piani del Comune di Carrara vi sarebbe un nuovo progetto di ampliamento, lo scontro fra Comuni diventa quasi cosa scontata.

Sul punto il sindaco di Massa Francesco Persiani si è espresso chiaramente: “Se vogliono allargare il porto, paghino milioni di euro di spese di ripascimento”. Al che il suo omonimo, primo cittadino di Carrara, Francesco De Pasquale aveva replicato invitando la città di Massa a liberarsi della “mentalità di chi guarda solo al proprio orticello”.  «Il porto non è a uso esclusivo della città di Carrara – aveva detto – ma è una infrastruttura che serve l’intera provincia e non solo». Riguardo al problema erosione, poi, De Pasquale aveva precisato come «nell’ambito degli studi e degli approfondimenti collegati al nuovo progetto di miglioramento del porto è stato preso in considerazione anche l’impatto che le modifiche avranno sull’erosione. E da queste ricerche – sottolineava il sindaco – risulta che con il “nuovo porto” non ci sarà un peggioramento su questo complesso fenomeno». A fianco di Persiani, invece, si è schierato il sindaco di Forte dei Marmi Bruno Murzi, affermando come vi siano evidenze scientifiche su come il porto influisca sul problema dell’erosione. E come “qualsiasi altro progetto di ampliamento sia inaccettabile”.

Insomma, in quelle carte di metà Settecento e in quel progetto del “Porto sulla spiaggia dell’Avenza”, si colloca, almeno concettualmente, l’inizio della vita della principale infrastruttura di Marina di Carrara. Che sarebbe diventata centrale per il territorio, la Repubblica di Genova lo sapeva bene. E la conferma arriva oggi: da balneari, industriali, ambientalisti, e dagli stessi cittadini. Tante voci, spesso in contrasto tra loro, in un dibattito nel quale gli interessi in gioco, specialmente oggi, continuano a essere tanti. E in un trade-off, quello tra ampliamento ed erosione, dalla soluzione ancora incerta.