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Erosione, Italia Nostra: «Avvilente la posizione di De Pasquale a difesa del porto»

I paladini apuoversiliesi: "Fateci vedere le carte e i progetti"

MARINA DI CARRARA – “Sollecitati da alcune dichiarazioni del sindaco di Carrara (da noi riportate QUI) nel corso di un dibattito con il suo omologo di Forte dei Marmi (NoiTV, canale 10, mercoledì 17), ritieniamo opportuno intervenire nuovamente sul tema “porto” per approfondire alcuni aspetti peraltro già accennati nel recente comunicato stampa”. Inizia così l’intervento di Italia Nostra, sezione apuo-lunense “L.Biso”, che torna ancora una volta sulla questione porto ed erosione. “Da più di 60 anni si studia una soluzione: non la si trova, semplicemente perché non esiste”.

“Dove c’è un corpo rigido in corrispondenza di una costa aperta e sabbiosa e soggetta a continui dragaggi per realizzare il canale d’ingresso alle navi – sottolinea Italia Nostra – non potrà mai esserci una costa sabbiosa in equilibrio, ripete da sempre il nostro geologo Caniparoli. Cosa più grave, che si tende a nascondere sebbene gli effetti siano evidenti e addirittura più catastrofici dell’erosione costiera stessa, è il fatto che le opere alla foce del Carrione sono la causa primaria delle alluvioni di Marina di Carrara. Chi è assolutamente convinto che si possa ampliare il porto senza esporre il territorio ai frequenti allagamenti e alluvioni, dovrebbe produrre garanzie reali: ad esempio, polizze fidejussorie bancarie, postume per almeno 20 anni, di istituti primari e internazionali, corrispondenti al valore dell’intero patrimonio immobiliare di Marina di Carrara. Chiacchiere, studi, modelli e numeri smentiti dai fatti non sono garanzie. E i costosissimi studi da chi sono finanziati? Da chi saranno scelti i “luminari” per avallare e certificare la bontà di detti studi? Saranno in grado i professionisti incaricati di produrre studi sia sull’erosione correlata con la dinamica evolutiva degli equilibri ambientali, sia sulla dinamica evolutiva dell’intero bacino idrografico del Carrione, scientificamente validi anche nel lungo periodo?  Chi produrrà questi studi sarà in grado di garantirne l’obiettività, in assenza di interferenze politiche e di interessi economici di parte? Avrà il coraggio di esprimere un giudizio libero e imparziale, nell’unico interesse della collettività, della salvaguardia della salute, del paesaggio, del patrimonio storico, artistico e culturale, come è sancito dalla Carta Costituzionale? Risposte legittime che i “Cittadini” di questo territorio, titolari di altrettanto legittimi interessi, aspettano da decenni”.

“Del resto, le nostre preoccupazioni non sono peregrine – continua l’associazione – Infatti, unitamente ad altre riserve sugli effetti negativi in termini di inquinamento (ad esempio, si raccomanda la valutazione dell’incremento di emissione di CO2 e di rumore correlato alle azioni strategiche di potenziamento del porto), le nostre preoccupazioni le troviamo condivise nel Documento di indirizzi ai fini della sottoscrizione dell’ intesa tra MIT, Regione Liguria e Regione Toscana, allorché vi si precisa: “con riferimento alla futura espansione dovranno essere redatte le analisi specialistiche volte ad accertare gli eventuali effetti negativi in ordine all’erosione costiera del litorale apuo-versiliese dovuti alla previsione delle nuove opere marittime, in particolare dell’ allungamento della diga foranea di sopraflutto”.  Esiste questo studio? Se sì, perché non è reso pubblico? Ad oggi, è un dato di fatto che non ci sia una parola definitiva, scientificamente fondata, sulla irresponsabilità negli eventi alluvionali delle opere portuali eseguite negli ultimi anni; per questo, è ancora più irresponsabile non valutare il rischio idrogeologico di nuove costruzioni il cui impatto negativo andrebbe a sommarsi a quello esistente”.

“Avvilente è dunque la posizione del Sindaco a difesa dell’ampliamento del porto – conclude Italia Nostra – una posizione tutta tesa al sostegno di una infrastruttura che già ora incide negativamente sulla qualità della vita degli abitanti, con inquinamento acustico e dell’aria, con il rischio idrogeologico per lo strozzamento della foce del Carrione. Ricordiamo al Sindaco che, tra i suoi compiti, c’è quello di tutelare la salute dei suoi cittadini. Se è in possesso di documenti del nuovo PRP che certificano che l’ampliamento non farà correre alcun rischio all’abitato di Marina Est, li renda pubblici. Sia coerente con i valori di trasparenza e di partecipazione propri del M5S. Vorremmo anche sapere, con parole chiare, cosa si vuol fare dell’intera costa; quale dovrebbe essere la vocazione di Marina di Carrara. La sensazione è che si stia andando spediti verso la sua condanna a villaggio industriale, altamente inquinato e soggetto ad alluvioni. Finalmente l’amministrazione e l’autorità portuale lo dicano: Marina è condannata a diventare un agglomerato urbano tagliato a metà dalle inquinanti attività di un porto commerciale in espansione. Ma l’unica implementazione che ci è concessa, anzi, che è doverosa, è quella ambientale, non più sacrificabile sull’altare del produttivismo incontrollato”.

I paladini apuoversiliesi: “Fateci vedere le carte e i progetti”
Nel frattempo anche i paladini apuoversiliesi intervengono su quello che chiamano il “giallo sul progetto di ampliamento del Porto di Carrara”. “Durante la trasmissione Botta e Risposta su Noi TV il Sindaco di Carrara Francesco De Pasquale, ha detto che il progetto proiettato, per intenderci quello che i Paladini Apuoversiliesi hanno trovato sul sito del Comune di Carrara a Settembre 2020, facente parte di un documento per assoggettablità a VIA di Tecnocreo per Italian Sea Group è stato dal Comune rigettato, perché era” il progetto di un’altra amministrazione”. Se è così ci fa piacere, ma quando e da chi è stato rigettato, visto che il documento che lo contiene è del 18 settembre 2020!? Nei tempi della Presente Amministrazione di Carrara. E’ da chiedersi se si tratta di un errore e di chi, come faceva a essere sul sito del Comune e quando e da chi è stato rigettato. Il Sindaco poi ha continuato asserendo che non c’è ancora il progetto. Come? il DPSS è stato approvato da Regione Liguria e Toscana nel Luglio 2020, è propedeutico al piano regolatore del porto, che molti dicono praticamente pronto, e non c’è il progetto? Alla trasmissione, condotta da Federico Conti, erano presenti il Sindaco di Forte dei Marmi Bruno Murzi, l’Assessore Regionale alle infrastrutture e Trasporti Stefano Baccelli e il Professor Mauro Rosi  dell’Università di Pisa. Mancava certo il maggiore protagonista, cioè il Presidente dell’Autorità Portuale della Liguria Orientale, Mario Sommariva, perché in questa nebulosa complicata é bene capire quali sono i ruoli e le competenze. Il Porto di Carrara fa parte del Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale insieme al porto di La Spezia. L’Autorità portuale della Liguria Orientale ha approntato il Documento di Pianificazione Strategica dei Porti di La Spezia e Carrara, approvato, come si è detto, nel Luglio 2020 dalle due Regioni Liguria e Toscana. Dall’esame del DPSS emerge una particolare  procedura autorizzativa, completa di tempistica. Da quanto è scritto, il piano regolatore potrebbe essere autorizzato dall’Autorità senza passare dal comune, distinguendo le aree portuali da quelle di interazione porto-città, per questo non sarebbe assoggettato ad intesa con i Comuni…Con la sua approvazione questo è l’iter: Il piano regolatore con il relativo rapporto ambientale è adottato dal comitato di gestione, inviato poi per il parere di competenza al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che  si esprime entro 90 giorni dal ricevimento dell’atto, viene poi, esaurita la precedente procedura, dalla Regione interessata entro 40 giorni decorrenti dalla conclusione della procedura VAS. Quindi la Regione interessata é la Regione Toscana? Che ha solo 40 giorni per rispondere. L’Assessore Baccelli invece ha tranquillizzato, bisogna ancora fare le prove, da parte di chi e controllate da chi? L’Autorità Portuale aveva nel 2018  emesso un bando per un modello numerico con 5 simulazioni da completare nel 2022, prove praticamente autocertificate, cosa che i Paladini avevano contestato, perché l’Autorità controllerebbe se stessa. Se le cose sono cambiate, se iter, con i relativi tempi,  e procedure non sono più quelle del DPSS, bisognerebbe rivedere il documento e in trasparenza farlo sapere”.

“Per fare chiarezza – conclude la presidente Colacicco – i Paladini Apuoversiliesi hanno presentato istanza di accesso agli atti e di partecipazione al procedimento all’autorità Portuale il 29 gennaio scorso e ci sono trenta giorni per rispondere. Alla nostra è previsto seguano le istanze di accesso agli atti e di partecipazione al procedimento da parte delle Associazioni dei Balneari e di partecipazione al procedimento da parte dei Comuni di Forte dei Marmi, Montignoso e Massa, come recita il documento sottoscritto il 12 Febbraio a Villa Bertelli, al termine della riunione promossa dal Sindaco Bruno Murzi, per fare il punto su erosione e ampliamento del Porto di Carrara, presenti il Sindaco Persiani di Massa, il Consigliere Cristiano Orsi per il Comune di Montignoso,  i Paladini Apuoversiliesi, le associazioni dei Balneari e il Professor Mauro Rosi”.