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«Acqua, l’impianto del Cartaro non funziona come dovrebbe. Persiani renda pubblici i risultati delle analisi»

L'associazione "Insieme" interviene a proposito dell'ordinanza di non potabilità firmata nei giorni scorsi dal sindaco Francesco Persiani, poi revocata a seguito delle analisi di Gaia e Asl

MASSA – “Dopo i divieti di utilizzo dell’acqua a causa del batterio ‘Clostridium Perfringens’, che ha provocato disagi incredibili a circa 15mila abitanti del comune di Massa, la popolazione ha diritto di conoscere la qualità dell’acqua che esce dai rubinetti di casa”. Così l’associazione “Insieme” a proposito dell’ordinanza di non potabilità firmata nei giorni scorsi dal sindaco Francesco Persiani, poi revocata a seguito delle analisi di Gaia e Asl. “Non basta certo dire “tutto è posto” e tornare a utilizzare l’acqua, come nulla fosse accaduto. L’acquedotto del Cartaro rifornisce tutta la piana di Massa e necessita di maggiori attenzioni da parte del gestore Gaia Spa. Non possiamo permetterci leggerezze mettendo a rischio la salute di un’intera città. L’impianto di potabilizzazione del Cartaro ci costa 350.000 euro l’anno e questo fatto ha dimostrato che non funziona come dovrebbe funzionare. Riteniamo questo un fatto gravissimo per cui il primo cittadino, responsabile della salute pubblica, dovrà attivarsi per far sì che l’acqua erogata dall’acquedotto pubblico sia perfettamente potabilizzata e depurata. Chiediamo al sindaco che i risultati delle analisi effettuate da Asl e Arpat per ritirare il divieto di utilizzo dell’acqua siano rese pubbliche. I cittadini hanno tutto il diritto di conoscere la qualità dell’acqua che entra nelle loro case, sapere cosa bevono. E hanno bisogno di rassicurazioni e trasparenza”.