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Vandali all’ex campo profughi, Benedetti: «L’Anpi prenda posizione». L’associazione: «Niente lezioni da post-fascisti»

Il presidente del consiglio comunale di Massa aveva annunciato l'atto di vandalismo, chiedendo all'associazione di intervenire pubblicamente per condannare il gesto

MASSA – “L’Anpi condanna senza riserve lo spregio fatto alla lapide che ricorda, nell’ex campo profughi di Marina di Carrara, gli esuli giuliano-dalmati, da parte di ignoti vandali che ne hanno asportato la corona, posta il 10 febbraio dall’amministrazione comunale per commemorare le loro vicende dolorose”. Così l’Anpi Carrara commenta quanto accaduto a inizio settimana all’ex campo profughi di Marina di Carrara. Ad annunciare l’atto di vandalismo erano stati il presidente del consiglio comunale di Massa Stefano Benedetti e il consigliere di Forza Italia Giovanbattista Ronchieri: “Ci risiamo per l’ennesima volta. In questi giorni è stato compiuto un atto di vandalismo politico, di odio e di chiara matrice politica, contro le corone che il giorno 10 febbraio, in occasione del Giorno della Memoria, erano state deposte dal Comune di Massa e Carrara, presso l’ex campo profughi di Marina, che all’epoca ospitò gli esuli della Giulia, Istria e Dalmazia. Le stesse corone sono state lanciate nel campo adiacente”.

“Lo scorso anno – avevano poi ricordato i due – in occasione delle iniziative sul ricordo, qualche soggetto evidentemente molto agitato, non si sa bene per cosa, aveva spaccato le targhe di marmo in senso di disprezzo nei confronti degli esuli italiani cacciati dai partigiani slavi e italiani alleati dell’assassino Tito. E proprio in quel periodo, si consumava la tragedia delle Foibe con l’assassinio di migliaia di italiani, una parte di storia rimasta nascosta per decenni, grazie alla complicità del Partito Comunista Italiano. Poi, successivamente, nel 1994, l’allora Governo Berlusconi, istituiva, il Giorno del Ricordo, con il nobile obiettivo di arrivare ad una pacificazione nazionale e al riconoscimento ufficiale di tutti i martiri delle Foibe e nel contempo alla condanna indiscriminata di tutti gli eccidi della storia. Ma, evidentemente, in giro ci sono ancora comunisti “ansiosi” che non sanno darsi pace e non capiscono che questi sistemi criminali devono essere consegnati definitivamente alla storia , anche per essere ricordati, affinché in futuro non possano ripetersi simili tragedie.

“Nel merito – concludevano Benedetti e Ronchieri – auspichiamo l’intervento degli inquirenti e l’apertura di indagini atte ad individuare i colpevoli e rivolgiamo all’Associazione degli esuli e al suo Presidente Sergio Tabanelli la nostra solidarietà.

Prima di rivolgere un appello all’amministrazione comunale di Carrara “affinché provveda alla sistemazione e ristrutturazione dei luoghi”, i due si erano rivolti all’Anpi. “Invitiamo l’associazione che già lo scorso anno, di fronte all’atto vandalico, tacque scandalosamente, ad esprimere pubblicamente una condanna contro questi metodi violenti e soprattutto nei confronti di coloro che hanno compiuto questo ignobile gesto”.

Di qui la replica di Anpi Carrara. “Come associazione antifascista pensiamo che si debbano ricordare e rispettare tutte le vittime della violenza della Seconda guerra mondiale, scatenata dal nazismo e dal fascismo e di cui questi regimi infami portano completamente la responsabilità. Alla immane violenza nazifascista, (si vuole dimenticare la Shoah?) venne risposto dagli uomini che non volevano sottostare al loro dominio schiavistico e razzista, con le armi e quindi con una contro-violenza, che non sempre seppe scegliere ed evitare di fare vittime innocenti. Alla fine della guerra, gli italiani che abitavano in quella parte della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia assegnata dal trattato di pace alla Jugoslavia, conobbero, assieme una quarantina di milioni di appartenenti ad altre minoranze europee, la via dolorosa dell’esilio, proprio sulla base delle decisioni degli alleati (Americani, Inglesi, Francesi e Russi ) che riconobbero il diritto dei vari stati europei di espellere le minoranze “etniche ” che si trovavano al loro interno, verso la loro presunte patrie originarie. Era giusto? No, gli esuli hanno subito, tutti, un’ingiustizia irreparabile, ma se il Nazismo e il Fascismo non avessero scatenato la guerra non ci sarebbero state i campi di sterminio, le stragi nazifasciste e, quindi neanche i bombardamenti degli alleati, le foibe, gli esodi forzati di interi popoli e le sofferenze estreme e lutti che la guerra comporta. Le responsabilità di quell’immane carneficina che insanguinò il nostro continente dal 1940 al 1945, lo ribadiamo ricadono tutte su chi, la scatenata, il nazismo e il fascismo”.

“Va infine precisato – concludono dall’associazione – che l’Anpi non ha bisogno di essere tirata per la giacca, perché faccia un comunicato gradito a qualche post (?) fascista che non ha nessuna seria conoscenza delle tragiche vicende giuliano-dalmate, ma ne spaccia una ricostruzione del tutto falsa, ignorante, da bieca propaganda elettorale. Come associazione comprendiamo e solidarizziamo con tutti i giuliano-dalmate, come con tutti gli esuli di oggi da ogni provenienza, per le loro sofferenze e i disagi gravi che hanno dovuto affrontare nell’esilio, ma vogliamo anche che su quelle vicende si affermino i risultati della ricerca storica e non il loro uso strumentale. Del resto gli stessi post (?) fascisti che oggi ci chiamano a prendere posizione su questi atti di vandalismo, non hanno nessun titolo per farlo dato che mai hanno espresso solidarietà contro gli atti di vandalismo ben più numeroso e frequenti, contro le lapidi e i monumenti dedicati agli antifascisti e alla resistenza e contro le sedi dell’Anpi”.