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Serinper, Cgil: «Silenzio assordante, e intanto le strutture si svuotano. Posti di lavoro a rischio»

CARRARA – “Mentre rimaniamo in attesa che la Magistratura faccia il suo corso, rispetto alla vicenda Serinper le cose continuano ad andare avanti in modo preoccupante, come preoccupante si fa sempre più il silenzio della politica e delle istituzioni”. A tornare sulla delicata questione è Alessio Menconi della Funzione Pubblica Cgil Massa-Carrara.  “La vertenza sindacale, partita il giorno stesso in cui dalla stampa avevamo appreso dello scandalo e degli arresti, aveva raggiunto il momento più alto con l’ incontro tenutosi nel palazzo della provincia di Massa-Carrara alla presenza del Prefetto, del Presidente della Provincia, dei rappresentanti di tutte le amministrazioni comunali, dell’ Asl Nord- Ovest e della Direttrice dei servizi sociali Dott.ssa Brizzi. Dopo quell’ incontro è calato il silenzio, un silenzio assordante e per certi versi inspiegabile”.

“Come organizzazione sindacale – spiega Menconi – abbiamo fatto diversi incontri con lavoratrici e lavoratori dai quali è emersa una condizione lavorativa e di gestione molto più preoccupante di quanto pensavamo. Sembra che per la Cooperativa Serinper alcune norme basilari del diritto del lavoro siano rimaste sconosciute, e continuano ad esistere condizioni che più volte abbiamo denunciato ma che probabilmente non vogliono o non possono essere trattate . Con fatica abbiamo ottenuto un tavolo sindacale con l’ amministratrice unica, a seguito del quale dovevamo avere risposte ad una serie di problematiche. Risposte ad oggi non ancora arrivate. Ci eravamo lasciati con l’ impegno a rivederci per il 16 febbraio, ma l’ incontro è stato rinviato. L’impressione continua ad essere quella che per la Cooperativa il sindacato sia un problema e non una possibile occasione di crescita tra le parti. A quanto ne sappiamo, a seguito dello scandalo e delle ordinanze di chiusura (alle quali, a detta loro, Serinper ha reagito con opposizione legale) le strutture madre-bambino si stanno svuotando e si rischia a breve di ritrovarsi con un forte impatto negativo sul piano occupazionale. Ci risulta che nella ex casa di Bastian di Villafranca, non sia ancora stata introdotta una figura infermieristica e che le custodi continuino a somministrare farmaci psichiatrici ad una assistita. Le dipendenti sono preoccupate poiché temono che il rumore fatto sulla vicenda non sia di invito per nuovi invii da parte dei servizi sociali, con conseguente perdita di utenza e di occupazione”.

“Chiediamo a tutte le istituzioni – conclude il segretario della funzione pubblica – di attenzionare la vicenda affinché venga fatta chiarezza su quella che è l’effettiva condizione delle strutture e su eventuali rischi concreti di perdita di posti di lavoro in una provincia già martoriata dal punto di vista occupazionale”.