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«Ad Avenza stazione un intervento a beneficio della collettività. Caso “Forti” montato ad arte»

Il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale fa chiarezza sulle polemiche in merito al progetto previsto dal Piano Operativo Comunale

CARRARA – Il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale fa chiarezza sulle polemiche in merito all’intervento di trasformazione previsto dal Piano Operativo Comunale per la zona Avenza-Stazione. Qui è prevista realizzazione di parcheggi, aree verdi, una valorizzazione dello scalo ferroviario e una nuova viabilità di attraversamento. Ai privati è poi consentito, in cambio della cessione di alcune aree, costruire appartamenti e negozi. Il progetto ha scatenato Nicola Pieruccini della Lega, che ha accusato l’amministrazione di “regalare” alla famiglia dell’assessore Federica Forti, proprietaria di una delle aree, la possibilità di edificare palazzine e negozi di vicinato per un valore vicino a 10 milioni di euro. Il commissario provinciale aveva poi chiesto le dimissioni dell’assessora, parlando di un “conflitto d’interessi enorme”. Di qui l’intervento di De Pasquale. Il primo cittadino ricorda in premessa che quando la sua amministrazione si è insediata, nel 2017, ha trovato un piano strutturale approvato nel 2012, che prevedeva una serie di trasformazioni su alcune aree del territorio. “Tra le previsioni inserite nello strutturale – spiega il Sindaco – abbiamo scelto di portarne avanti tre: oltre a quella della Stazione, ci sono anche le aree di San Martino e quella ex Enichem, confermandole “nero su bianco” nel Piano Operativo Comunale da noi compilato. Si è trattato di una decisione politica, fatta sulla base del nostro programma, della nostra visione di città e su una valutazione in merito ai tempi di realizzazione delle previsioni”.

Il primo cittadino ricorda poi che nella zona della Stazione è prevista “una grande area di interscambio con parcheggi, verde pubblico e zone di connessione tra linea ferroviaria, viabilità automobilistica e ciclabile ma anche una quota di edilizia residenziale pubblica complessiva di 1354 metri quadri. Una scelta politica perfettamente in linea con la nostra azione – precisa De Pasquale – come dimostra il lavoro che stiamo facendo per il recupero del tracciato della Marmifera (il concorso di progettazione è in fase di conclusione), per la realizzazione di nuove ciclabili, sulla valorizzazione delle aree verdi (vedi incentivi su utilizzo di Padula e Caravella) e sul rilancio turistico della nostra città, con lo straordinario lavoro su polo Museale e ambito turistico portato avanti proprio dall’assessore Federica Forti”.

Secondo l’amministrazione dunque, quello previsto ad Avenza-Stazione è “un intervento a beneficio della collettività in grado di riqualificare l’intera zona” – da decenni abbandonata al degrado: per effettuarlo sono necessari grandi spazi. Siccome il comune non ha una disponibilità di aree sufficienti, lo Strutturale apre alla possibilità di una perequazione, per cui i privati titolari delle superfici “di interesse” le cedono in cambio della possibilità di costruire in un’altra area poco distante.

“La possibilità di procedere all’edificazione di alcune superfici – ricorda il sindaco – era inserita nello Strutturale approvato nel 2012 e confermata anche nella bozza di Piano Operativo che abbiamo trovato quando siamo arrivati, entrambi redatti dalla precedente amministrazione di centro sinistra. La mia amministrazione è convinta che le previsioni sull’area a monte della Stazione ferroviaria siano valide e rappresentino un buon progetto per la collettività. Al di là dei nomi dei proprietari delle aree interessate e anche del colore politico di chi ha partorito per primo l’idea”.

Il primo cittadini rivendica dunque le scelte fatte: “Il nostro Poc, la nostra intera azione politica, non guarda le proprietà, i nomi e i cognomi ma l’interesse generale. Il “caso Forti” è stato montato ad arte, per motivi elettorali da chi vuol misurare il lavoro di questa amministrazione con il suo metro. Un metro, tarato su interessi personali, che noi abbiamo gettato nel cestino andando a rompere le uova nel paniere di qualcuno”.

BERNARDI (ALTERNATIVA PER CARRARA): “GRAVI CONFLITTI DI INTERESSE. UNA DELLE PEGGIORI PAGINE POLITICHE”
Sulla questione era intervenuto anche il consigliere di “Alternativa per Carrara” Massimiliano Bernardi: “Sui metri cubi di cemento alla Piombara e la regalia di poter costruire quasi la metà del sostenibile a Carrara alla famiglia dell’assessore Federica Forti mi piacerebbe sentire cosa ha da dire l’architetto Claudia Barbara Bienaimè che, del limitare il consumo del suolo, opporsi all’urbanistica privatizzata, affermare il governo pubblico del territorio, tutelare il paesaggio e la sostenibilità delle città, ne aveva fatto una ragione di vita personale e politica, contro la Giunta Zubbani. La ex consigliera Bienaimè, quando era all’opposizione, sosteneva che le profonde trasformazioni urbanistiche, se non gestite in un’ottica sostenibile, avrebbero portato ulteriore degrado ad un territorio già martoriato”.

“Ricordo l’atteggiamento della Bienaimè –  prosegue Bernardi – quando in consiglio comunale l’argomento principale all’ordine del giorno era l’approvazione del nuovo piano urbanistico della città, che era stato illustrato dall’architetto-urbanista pratese Stefano Vezzosi, al quale era stato affidato il compito di disegnarlo. La prima dichiarazione di voto era stata fatta Claudia Bienaimè che, pur riconoscendo la serietà del lavoro e delle intenzioni di chi aveva redatto il piano, faceva rilevare diverse incongruenze fondamentali che inficiavano la validità. Il problema dell’applicazione della legge – aveva detto la Bienaimè – al territorio di Carrara, stava nel fatto che in realtà erano state forzatamente infilate dal piano precedente possibilità di edificare dove non sarebbe stato possibile. A votare contro erano stati solo Bienaimè, Scattina e Cinque Stelle. Oggi che abbiamo assistito ad una pagina politica delle peggiori, alla presenza di gravi conflitti d’interesse e di migliaia di metri cubi di cemento all’interno dell’area ex Ottavio dell’Amico, di proprietà della famiglia Forti, in una zona che non si sarebbe potuto edificare ex novo chiedo: chi sa, parli, perché per una piccola (distrazione), di un refuso rimasto impresso nelle tavole del nuovo Poc, ci sia proprio la manina lunga della Bienaimè. Mi piacerebbe sentire esperti informatici sull’ accaduto, o direttamente la Procura. Vedremo…E come si suol dire, basta aspettare”.