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Rinascono i sentieri tra Caprigliola e il Monte Grosso grazie ai volontari foto

Per il piacere di camminatori e bikers e con l'idea di creare possibilità di sviluppo economico

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LUNIGIANA – Tutto comincia nel novembre 2020. Un gruppo di residenti della zona decide spontaneamente di mettere mano alle antiche vie di comunicazione tra il borgo di Caprigliola e l’area circostante, in particolare il Monte Grosso. Un lavoro certosino su innumerevoli sentieri che da oltre mezzo secolo hanno perso i piedi che li calpestavano quotidianamente per vivere e lavorare, facendosi quindi sempre meno percorribili. Il gruppo di lavoro all’inizio era fatto di una manciata di persone, poi si è allargato almeno a una cinquantina di persone: chi stabilmente prende parte alle operazioni di ripristino e manutenzione, chi dà comunque un prezioso supporto, ad esempio con informazioni, donazioni, materiale. Della partita anche la cooperativa agricola L’Ortara e la Pro Loco di Caprigliola. Spettatore interessato l’amministrazione comunale di Aulla, che ha chiesto un incontro al gruppo di lavoro caprigliolese per vagliare possibilità di collaborazione e sostegno.

Il lavoro dei volontari, lungi dall’essere una mera, per quanto virtuosa, operazione ‘tecnica’, intende restituire alla comunità dei luoghi cardine della storia popolare e gettare le basi per possibilità di sviluppo economico, naturalmente sostenibile e a misura dei luoghi. Si immaginano, per fare qualche esempio, albergo diffuso, affittacamere ‘esperienziali’, escursioni, gite didattiche. Il tutto prendendo contatti con gruppi ciclistici amatoriali – il Monte Grosso è zona da bikers – e in generale con le realtà dell’outdoor lunigianese. All’orizzonte l’idea di costituire una cooperativa di comunità.

I percorsi recuperati, fin qui una decina – attualmente sotto i ferri c’è un’antica via del sale -, sono stati debitamente segnalati e prossimamente verranno dotati di segnaletica lignea, già realizzata dagli ‘apripista’ caprigliolesi. Il sentiero che ha chiesto più lavoro – e che probabilmente riveste più fascino – tra quelli riportati alla luce? L’antica via che da Caprigliola porta a Chiamici. È stato ripristinato il tracciato e sono stati costruiti due ponti in legno, a misura di camminatori e amanti delle due ruote. L’itinerario attraversa la cosiddetta Valle dei Mulini, tant’è che attraversandolo – ora che dopo tempo è di nuovo possibile farlo – si incontrano due antiche strutture storicamente utilizzate per raffinare la farina di castagne e frangere le olive; e strada facendo ci si imbatte anche nelle spoglie di un acquedotto seicentesco. E altri manufatti di sicuro valore testimoniale, quali muretti a secco e case dei mezzadri, costellano anche gli altri sentieri del comprensorio. Da tutto questo discorso non è certo estraneo il tema della via Francigena. Del resto, da Chiamici si scende al Santuario della Madonna degli Angeli, sulle Lame, che anticamente era un ospitale per i pellegrini che muovevano sulle orme di Sigerico. Si tratta di un segmento che non fa più parte del tracciato ufficiale della Via Francigena, ma è senz’altro in agenda la volontà di impegnarsi, col sostegno dell’ente pubblico, per proporlo ai viandanti romei come arteria alternativa.

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