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Erosione e porto nel mirino, il professor Canesi: «Manca il coraggio e una visione di futuro»

L'ex consigliera dei cittadini Carla Gianfranchi al sindaco De Pasquale: "Abbandoni le sterili scaramucce col sindaco di Massa e renda conto ai suoi cittadini, i quali hanno il diritto di conoscere la verità"

MASSA-CARRARA – Il porto di Marina di Carrara e l’erosione sono al centro del dibattito mediatico e politico. Il professore Riccardo Canesi, docente di geografia e già capo segreteria del ministro dell’Ambiente e componente della commissione trasporti della Camera, in una nota con un pizzico di sarcasmo: «A giudicare dagli ultimi interventi sulla stampa, abbiamo in provincia decine di “esperti” e non ce ne siamo mai accorti».

«Molto strano davvero, perché con tutti questi “esperti”, alcuni dei quali per anni ai posti di comando politico-economico, certi problemi avremmo dovuto già risolverli – prosegue nella nota – Invece siamo sempre qui addirittura ad ascoltare frasi del tipo “il porto non provoca erosione”, “esistono accordi tra i Comuni dal 2009” con schemi praticamente inviolabili, con il sindaco di Carrara che assicura che “con il nuovo porto non ci sarà peggioramento” ed altre amenità. La prima frase è un’offesa all’intelligenza non solo di chi la dice (peggio per lui) ma soprattutto di chi la ascolta. Mala fede o pura ignoranza? Certo che se il fine dicitore, si ripromettesse, come più volte da lui auspicato, di avviare una concertazione tra tutte le categorie economico-sociali, sui problemi più importanti del territorio, con frasi apodittiche, nonché assurde, di questo tipo, partirebbe proprio con il piede sbagliato».

«L’errore più grande da non commettere e far finta di ignorare che le cose umane (e quindi anche le decisioni politiche) possono cambiare, visto che tra una cosa umana e l’altra, avvengono anche tragici fatti “naturali”, come l’alluvione del 5 novembre 2014 che ha messo in ginocchio buona parte di Marina di Carrara – secondo Canesi –  Evento che, al di là delle forti precipitazioni, è stato causato si dal crollo di un argine mal fatto e mal progettato, ma acuito dal “tappo” formato alla foce del Carrione dal Piazzale Città di Massa . Il Piazzale ostruisce parzialmente la foce così come impedisce il regolare deflusso delle acque su tutta la rete viaria a mare, a causa del suo rialzamento (non è un caso che si sia dovuto abbattere il muro del Buscaiol per far defluire le acque) – spiega –  Il fatto che il nostro territorio sia da mezzo secolo, come diceva il compianto Giorgio Nebbia, un ”laboratorio ambientale” e che sia stato protagonista di un campionario di eventi negativi per l’ambiente ,unico forse in Italia per una così piccola superficie , continua ad essere trascurato da chi quei fatti li ha vissuti o addirittura ha contribuito a determinarli o da chi amministra adesso, come il Sindaco di Carrara che si dichiara favorevole ad un ampliamento del Porto: vedi progettato molo alla foce del Carrione sul nefasto Piazzale Città di Massa il quale a mio avviso , al contrario, andrebbe demolito parzialmente per evitare ulteriori rischi idrogeologici a Marina».«Visto che il sindaco di Carrara, appartenente ad un Movimento che della trasparenza e della partecipazione ha fatto la sua bandiera (a parole e prima delle elezioni), fa riferimento a confortanti “ricerche” sul nuovo porto e l’erosione, perché non rende partecipe anche la cittadinanza di queste sue certezze? Ma non dopo aver deciso, bensì prima – commenta Canesi –  Sia chiaro, per evitare strumentalizzazioni e malintesi, che chi scrive non è per la chiusura del Porto. È per il suo mantenimento nelle dimensioni attuali, con il molo di ponente destinato alla nautica (attendiamo segnali di vita dall’Amministrazione grillina in tal senso come da loro programma di Governo) e il molo di levante destinato al commerciale. Un Porto così com’è basta e avanza – dice –  Cerchiamo di limitare almeno i danni di una struttura costruita nel posto sbagliato, su una costa bassa e sabbiosa, inadatta a infrastrutture “pesanti”. Cosa, peraltro, risaputa fin dai tempi degli Estensi , se non dai Romani. Gli aumenti di traffico , che qualcuno potrebbe contrabbandare, sono stati solamente conferiti dai traghetti per la Sardegna, frutto dell’irrazionale scelta di concedere a Grendi una banchina che, di fronte ad un miserrimo livellooccupazionale, contribuisce ad intasare e a inquinare le strade con centinaia di Tir di una località turistica dichiarata “Bandiera Blu”».

«A Massa e Carrara non c’è memoria – rimprovera il professore – O meglio non si vuole avere memoria, di tutti i danni e le tragedie avvenute, per continuare sulla strada sbagliata come se nulla fosse accaduto. Manca, quindi, il coraggio ed una visione di futuro, frutto non della passiva e – talvolta- opportunistica gestione dell’esistente ma di una conoscenza approfondita del territorio, delle sue dinamiche ambientali, sociali, economiche unitamente a quanto accade nel mondo. Errare è umano, perseverare negli errori però è diabolico. Nonostante, ormai siano state fornite tonnellate di contributi scientifici ed organizzate decine di conferenze, non è ancora stato assimilato da coloro che sostengono l’ampliamento del porto (così come l’incremento delle cave) il concetto di “limite”. Peraltro, da noi – continua Canesi – non servirebbe neanche sfogliare pagine di riviste dedicate: sarebbe sufficiente osservare il territorio dal mare o dall’alto. Nella sua straordinaria bellezza troviamo purtroppo tante ferite. Queste persone hanno gli occhi? Riescono a sviluppare un minimo di collegamento tra effetti e cause? I bambini cominciano a farlo a 9 mesi.  Noi adulti dobbiamo necessariamente scoprirlo solo dopo qualche tragedia accaduta per un territorio troppo violentato, cementificato, con attività economiche in conflitto permanente tra loro e con usi distorti del suolo. Evidentemente ad alcuni non è ancora ben chiaro che, in un territorio così fragile, delicato, limitato e ad altissimo rischio idrogeologico come il nostro, non si può fare tutto e il contrario di tutto.  La cosa poi grave – secondo lui – che questi presunti “paladini dello sviluppo economico” non comprendono è che, se compromettiamo le risorse naturali, pregiudichiamo anche la stessa economia (vedi turismo e non solo) che, in termini di fatturato e occupati è notevolmente superiore al porto».

«Chi amministra deve avere una visione olistica – dice il professor Canesi  rivolgendosi direttamente a loro – deve ragionare in un’ottica di sistema. Il territorio non è una catena di montaggio (o di smontaggio) dove le singole parti vengono assemblate! E’molto più complesso. Il Covid, in maniera drammatica, ci ha ricordato che il concetto di “limite”, finora maneggiato da minoranze di scienziati, ambientalisti e qualche scrittore, dovrà essere riesumato al più presto e messo al centro delle nostre attività sul Pianeta, a livello globale ma anche e soprattutto a livello locale. Salute umana e salute del Pianeta non sono mai state così intrecciate e, al tempo della globalizzazione e dell’emergenza climatica, non possono essere trattate in maniera disgiunta. Se il nostro territorio, purtroppo, è un laboratorio ambientale, dobbiamo cominciare a sperimentare ma in positivo. Non nel senso, quindi, di proseguire nella distruzione ma, forti dell’esperienza passata e dei contributi scientifici ormai assodati, nel cercare di riorganizzare un modello di sviluppo su basi sostenibili – conclude – Non ci sono alternative».

Ad intervenire sulla questione porto è anche la vice presidente di “AmareMarina” ed ex consigliere del consiglio dei cittadini di Marina di Carrara, Carla Gianfranchi che rivolgendosi al primo cittadino di Carrara dice: «abbandoni le sterili scaramucce col sindaco di Massa e renda conto ai suoi cittadini, i quali hanno il diritto di conoscere la verità. Il sindaco rassicuri con documenti alla mano che l’ampliamento del porto non comporterà rischi alluvionali per la Marina Storica, perché l’economia vale, ma vale anche la vita delle persone».

«Ricordiamo al sindaco che il processo partecipativo “Porto le mie idee”, promosso dall’associazione AmareMarina e finanziato dalla Regione Toscana, si espresse chiaramente contro ogni idea di cementificazione del litorale – afferma in nome di vice presidente di “AmareMarina” – Avvilente la presa di posizione del sindaco di Carrara Francesco De Pasquale sul futuro ampliamento del porto di Marina. Una posizione tutta tesa alla difesa di una infrastruttura che già ora incide in maniera negativa sulla qualità della vita dei cittadini di Marina di Carrara con rumori, inquinamento e rischio idrogeologico, dovuto allo strozzamento della foce del Carrione dal piazzale “Città di Massa” – commenta Gianfranchi-  Si deduce che per il sindaco De Pasquale i suoi concittadini di Marina Est non meritano attenzione, dato che nelle sue esternazioni non si fa carico dei problemi che un’eventuale ampliamento del piazzale, con relativo pennello ad est, comporterebbero. Ricordiamo che finora nessuna perizia ha escluso la concausa del piazzale “Città di Massa”, in merito al crollo dell’argine del torrente Carrione, che provocò l’alluvione del 2014».

«Ad ogni pioggia più intensa del normale, come accaduto nelle scorse settimane, gli abitanti della “zona rossa” sono in allarme e vivono con l’ansia di ritrovarsi le abitazioni invase dall’acqua alta, dato che il progetto dell’idrovora, pensato per mitigare tale rischio e già finanziato dalla Regione Toscana, giace ancora nei cassetti dell’amministrazione Comunale, col rischio che la Regione ritiri il finanziamento stesso – denuncia l’ex consigliera – Avvilente il silenzio delle opposizioni cittadine su questo tema; forse perché approvare l’ampliamento del porto imbarazza? Ricordiamo al sindaco che tra i suoi compiti c’è quello di tutelare la salute dei suoi concittadini, quindi, se sono in suo possesso documenti del nuovo prp (piano regolatore portuale), i quali attestano che l’ampliamento non farà correre nessun rischio all’abitato di Marina Est, li renda pubblici. Sia coerente con quei valori di trasparenza e partecipazione, che il Movimento 5 Stelle andava sbandierando con lo slogan “Uno vale uno” in epoca di campagna elettorale» conclude Carla Gianfranchi.