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Carrara, nel Giorno della Memoria una mozione per intitolare a Settimia Spizzichino il Parco di Campocecina

CARRARA – Per celebrare “Il Giorno della Memoria”, mercoledì 27 gennaio, alle ore 12, si terrà un consiglio comunale solenne in seduta telematica, a seguito del perdurare dell’’emergenza sanitaria. La cerimonia sarà trasmessa in diretta facebook sulla pagina della Presidenza del Consiglio comunale all’indirizzo www.facebook.com/presidenzaconsigliocomunale.carrara.

Dopo i saluti del presidente del consiglio Michele Palma e del sindaco Francesco De Pasquale, alla presenza della Vicaria del Prefetto di Massa-Carrara Antonella Sabatini, è previsto l’intervento di Maria Mattei che ricorderà la figura di Settimia Spizzichino, unica donna a essere sopravvissuta al rastrellamento del ghetto di Roma. A seguire parlerà Carla Di Veroli, nipote di Settimina Spizzichino. Quindi, il presidente Michele Palma presenterà, a nome di tutto il consiglio comunale, una mozione per l’intitolazione a Settimia Spizzichino del Parco della Memoria a Campocecina.

Nel 2001 a Carrara fu organizzato il Simposio Internazionale di scultura denominato “La memoria presente: dalla Shoah alla cultura di pace”, al quale aderirono 19 giovani artisti provenienti da tutto il mondo per esprimere e realizzare nella pietra il dovere di ricordare quanto è stato nella storia. Le sculture del Simposio del 2001, spiega il Presidente Palma, sono conservate nel Parco della Memoria a Campocecina, che è ancora in attesa della intitolazione ufficiale a Settimia Spizzichino: nel 2008 il Comune di Carrara le dedicò, infatti, un cippo di marmo, posto all’ingresso del parco, ma all’epoca non erano ancora decorsi i 10 anni dalla sua morte, così come previsto dalla legge per l’intitolazione di luoghi pubblici. La mozione per chiedere al sindaco e alla Giunta di impegnarsi per l’intitolazione del Parco all’unica donna a essere sopravvissuta ai campi di sterminio tra coloro che furono rastrellati nel ghetto di Roma, prosegue Palma, è in linea con i valori fondanti della città di Carrara enunciati nello statuto comunale e con la Medaglia d’oro al Merito Civile conferita alla città dal presidente della Repubblica, dove nella motivazione viene ricordato l’importante ruolo delle donne carraresi nella lotta per la Liberazione. Di recente, inoltre, il consiglio comunale ha conferito la cittadinanza Onoraria alla Senatrice Liliana Segre.

«Ci sembra, pertanto, doveroso – conclude Palma – dedicare questo luogo dall’alto valore simbolico a un’altra grande donna: Settimia Spizzichino è stata una deportata italiana, reduce della Shoah, e unica donna sopravvissuta al rastrellamento del ghetto di Roma». E’ stata una tra le preminenti testimoni dell’Olocausto degli ebrei: nata a Roma il 15 aprile 1921,in una famiglia del ghetto ebraico di Roma, il 16 ottobre 1943 fu deportata insieme alla madre, a due sorelle e a una nipotina durante il rastrellamento del ghetto. La madre e la sorella Ada con la bambina furono messe nella fila destinata immediatamente alla camera a gas, mentre Settimia e la sorella Giuditta finirono nella fila degli abili al lavoro; delle 48 donne rimaste dopo questa prima selezione, Settimia fu l’unica a tornare in Italia e a queste compagne di prigionia ha dedicato il suo libro di memorie “Gli anni rubati”. Ad Auschwitz-Birkenau le fu assegnato il duro lavoro di spostare pietre; finì all’ospedale del campo e da qui fu portata al campo centrale di Auschwitz, dove fu impiegata da Josef Mengele come cavia umana per esperimenti sul tifo e sulla scabbia. Nell’inverno del 1945, con l’evacuazione di Auschwitz, dovette affrontare la marcia della morte fino al campo di concentramento di Bergen Belsen, dove i prigionieri venivano ammassati in uno stato di completo abbandono. Settimia si nascose in un mucchio di cadaveri quando un soldato di guardia incominciò a sparare sui prigionieri e lì rimase per diversi giorni, fino alla liberazione del campo da parte degli inglesi, il 15 aprile 1945.

La presentazione della mozione per intitolarle il parco a Campocecina avverrà in occasione del consiglio solenne convocato per Il Giorno della Memoria, istituito dal Parlamento Italiano con la legge 211 del 20 luglio 2000, riconoscendo il 27 gennaio come data simbolica per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte e anche quanti, anche in campi e schieramenti diversi, si opposero al progetto di sterminio, salvando a rischio della propria, altre vite e proteggendo i perseguitati. Il 27 gennaio 1945 i soldati dell’Armata Rossa, dopo aver abbattuto i cancelli di Auschwitz, liberarono i prigionieri sopravvissuti allo sterminio del campo nazista.