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A Massa-Carrara la digitalizzazione non decolla: la provincia apuana 59esima in Italia

Il nuovo report EY Digital Infrastructure Index mostra il livello di infrastrutturazione digitale nei diversi territori

MASSA-CARRARA – Non decolla la digitalizzazione a Massa-Carrara. Nel nuovo report EY Digital Infrastructure Index la provincia apuana si colloca al 59esimo posto su 107, con un livello di infrastrutturazione digitale, misurato in una scala 1-100, pari a 37,5. L’indagine analizza il livello di efficienza e maturità delle infrastrutture digitali delle 107 province italiane, prendendo in considerazione sia la diffusione delle infrastrutture TLC e broadband, sia il grado di digitalizzazione delle altre infrastrutture presenti su un territorio. Tra le prime dieci provincie della graduatoria ci sono le confinanti La Spezia e Parma, rispettivamente al sesto e decimo posto.

Lo studio evidenzia prima di tutto un’assenza di una spaccatura Nord-Sud: la ‘sofferenza digitale’ è presente dappertutto, non solo al Sud (in particolare Sardegna, Sicilia, Calabria), ma anche al Nord (Piemonte soprattutto, con zone penalizzate che si ritrovano anche in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia), e soprattutto al Centro (bassa Toscana, Lazio al di fuori di Roma, Marche e Abruzzo). Diffuso ritardo della dorsale adriatica, che, si legge, “sconta una tradizionale minore priorità da parte degli operatori delle telecomunicazioni, ed un sistema di utilities locali meno sviluppato rispetto al resto del Paese: Marche, Abruzzo, Molise, fino alla Puglia del Nord, sono tutti territori con indice di infrastrutturazione digitale di molto inferiore alla sufficienza”. Spicca la disomogeneità di territori anche molto vicini tra di loro. Quasi ogni regione ha al proprio interno almeno un’area in forte ritardo, con l’eccezione di Emilia-Romagna, Umbria, Liguria e delle piccole regioni alpine, dove prevale il colore verde, sintomo di buona digitalizzazione.

“È ormai assodato che l’Italia per il rilancio economico – commenta Andrea D’Acunto, Med Telco, Media & Technology Leader di EY – debba accelerare sulla digitalizzazione, a partire dagli investimenti sulle infrastrutture digitali, che non si limitano solo a Banda Ultralarga e 5G, ma devono comprendere anche cloud computing, reti IoT e sensoristica. L’accelerazione deve avvenire sulla base dei business needs delle imprese, con una definizione delle priorità che metta in relazione la localizzazione del sistema produttivo italiano con la diffusione delle infrastrutture digitali sul territorio. Parte del supporto economico agli investimenti digitali necessari ai territori, che si trovano oggi in una condizione di gap infrastrutturale, può venire dal Recovery Fund e dal Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza, con le opportune differenze: nel caso delle PMI per la modernizzazione dell’impresa, nel caso delle aziende più grandi per costruire o rafforzare l’ecosistema di filiera”.