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«Difendere l’acqua pubblica con la trasformazione di Gaia in azienda speciale consortile»

Sono molti gli esponenti delle istituzioni locali che hanno preso parte al webinar per la ripubblicizzazione del servizio idrico. I commenti del Cca dbr: «Si intende continuare un confronto con i rappresentanti che si sono mostrati interessati»

MASSA-CARRARA – Si è concluso il terzo convegno “Come organizzare un’Azienda Speciale Consortile pubblica per la gestione del servizio idrico integrato” promosso dal “Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico” e dal “Forum Italiano dei movimenti per l’acqua” e dall’Istituto Tecnico Superiore “Zaccagna-Galilei” di Carrara.

«Ovviamente – dichiarano all’unanimità i membri del CCA dbr  – questa è una tappa di un  percorso avviato tempo fa, che non è assolutamente concluso, ma che ci sembra sia riuscito a trovare un canale di comunicazione tra cittadini che richiedono la trasformazione del servizio idrico integrato di Gaia Spa in Azienda Speciale Consortile pubblica, e gli amministratori degli enti locali i cui comuni sono soci del gestore idrico».

«Il non avere ascoltato la voce dei cittadini italiani – prosegue Paolo Carsetti, segretario nazionale del Forum Italiano dei movimenti per l’acqua – che nel 2011 si espressero per il 95% a favore dell’acqua pubblica, ci ha portato nel tempo ad una deriva pericolosa che è culminata il 7 dicembre 2020 con un evento che definirei  un qualcosa di epocale. L’acqua, risorsa vitale, è stata quotata in borsa e, tramite un contratto finanziario derivato (future), gli investitori potranno scommettere sul prezzo dell’acqua non come aziende che la gestiscono, ma proprio come una qualsiasi altra merce, assoggettandola alla logica del mercato e di profitto. Quindi i soggetti che investiranno in operazioni speculative guadagneranno di più, laddove le risorse idriche sono scarse e, alla luce di quello che sta avvenendo sui cambiamenti climatici (Ghiacciai che si sciolgono, desertificazione di intere aree ecc.), non si può davvero stare a guardare. Inoltre in altri Paesi europei, dopo aver sperimentato una gestione privata del servizio idrico integrato che ha avuto esiti fallimentari, si sta ritornando ad una gestione pubblica: mi riferisco a città come Parigi, Berlino, Barcellona Grenoble, Bordeaux ecc. e anche in Italia è ora di invertire la tendenza ed è arrivato il momento che gli enti pubblici si assumano la responsabilità dei servizi e più nello specifico del servizio idrico integrato.».

«Analizzando la documentazione di Gaia Spa e dell’AIT disponibile – sottolinea Remo Valsecchi – si rileva che, pur avendo previsto, contrattualmente, per il periodo 2016-2019, un piano di investimenti di 115 mln di euro, quasi tutti già riscossi attraverso le bollette degli utenti o contributi a fondo perduto, quelli realizzati sono solo 60 mln di euro, la metà che si aggiungono ad altre criticità. I “benefits” non si realizzano con fantasiose costruzioni societarie, peraltro improprie nel caso di specie, ma adempiendo agli impegni assunti specialmente se hanno finalità sociali.».

Molti rappresentanti delle istituzioni della provincia hanno partecipato al webinar, tra cui l’assessore al bilancio Pierlio Baratta del Comune di Massa (qui l’intervento), il vice sindaco di Carrara Matteo Martinelli, l’assessore di Forte dei Marmi Enrico Ghiselli, il consigliere del comune di Massa Paolo Menchini o il consigliere di minoranza del comune di Montignoso Andrea Cella. Intervenuto, durante il convegno, anche il giurista Giuseppe Grauso, che ha portato l’esperienza del processo di trasformazione dell’Azienda Speciale Abc di Napoli (oggi una delle più grandi aziende pubbliche di gestione di risorse idriche del mezzogiorno). A lui i partecipanti hanno chiesto se esistono gli strumenti normativi che permettono la trasformazione di una società in house, come lo è Gaia SpA (con 45 comuni soci), in Azienda Speciale Consortile. «La normativa esiste, – ha riferito il giurista – ma occorre prima di tutto che vi sia la volontà politica e unità di intenti per attuare i passaggi burocratici necessari per questo cambiamento che a Napoli, dopo un periodo di approfondimenti e confronti ha dimostrato essere possibile».

«Il Cca dbr ed il Forum Italiano dei movimenti per l’acqua sono soddisfatti del percorso sino ad ora fatto. Attualmente – dichiarano i rappresentanti del Cca dbr – in base alle proposte e agli spunti di riflessione emersi (auspichiamo una partecipazione unanime degli amministratori dei comuni), si intende continuare un confronto, con le modalità sino ad oggi adottate, con i rappresentanti degli enti locali che si sono mostrati interessati o favorevoli ad una trasformazione del servizio idrico integrato, in un soggetto che dia loro la possibilità di esercitare un reale controllo analogo e democratico per i sindaci. Soprattutto si sta cercando di individuare i passaggi amministrativo-burocratici possibili dal punto di vista della normativa in vigore, che diano la certezza di garantire un servizio efficace ed efficiente ai cittadini  e di salvaguardare il bene comune acqua dalle possibili speculazioni finanziarie che si potranno profilare in un prossimo futuro». Per gli interessati, il webinar sarà pubblicato interamente su YouTube nei prossimi giorni.