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«Chiedo perdono per gli errori commessi, ma ce l’ho messa tutta». La lettera del vescovo Santucci alla comunità

Il capo della Diocesi di Massa, Carrara e Pontremoli, dimessosi venerdì ha scritto una missiva per congedarsi: «Mi trasferirò nel monastero di Subiaco»

MASSA-CARRARA – Pubblichiamo la lettera alla comunità di Massa-Carrara di monsignor Giovanni Santucci, vescovo dimessosi venerdì per motivi di salute (qui la notizia).

Carissimi,
vi scrivo con tanta tristezza, ma anche con tanta serenità nel cuore, per annunciarvi che a breve lascerò definitivamente la Diocesi. La decisione è maturata in questi ultimi mesi, considerando le condizioni di salute che sono andate peggiorando e le forze fisiche sempre più deboli, al punto che non mi permettono di svolgere al meglio gli impegni pastorali del Vescovo. Così ho chiesto al Santo Padre di essere sollevato da questo ministero e il Santo Padre ha accolto la mia richiesta. Ora è giunto il momento. Sono passati quasi 11 anni da quando sono venuto a Massa. Ho ancora nella mente e negli occhi la celebrazione in Cattedrale, e sono grato per quanto ho ricevuto di affetto, di attenzioni, di collaborazione in questi anni. Non sono stati semplici. Tante situazioni difficili, tanti eventi disastrosi, tanti problemi, ma abbiamo fatto fronte a tutto e ci siamo sempre risollevati, siamo sempre ripartiti. Ora c’è la guerra con la pandemia del covid-19, ma ne usciremo. La vastità e la varietà del territorio della Diocesi mia ha impegnato molto, ma ho cercato di non sottrarmi. Non ho risparmiato tempo o risorse per cercare di essere vicino a ciascuno di voi che voglio ringraziare per quanto mi avete donato di affetto, di esempio, di servizio alla gente.

Mi conosco abbastanza bene per non farmi illusioni: molte cose potevano essere affrontate in modo diverso, forse più utile, ma ciascuno ha il suo carattere e la sua preparazione. Non credo di esagerare se con semplicità chiedo scusa e perdono per i tanti miei limiti ed errori, non pecco di presunzione se vi dico che ce l’ho messa tutta.

Credo che in questi anni la Diocesi sia cresciuta: quanto realizzato lo dice ampiamente e ne sono grato. Altre cose che abbiamo studiato ed è il momento di realizzarle sono lasciate alla sapienza e alle scelte del nuovo vescovo.

Vi porto tutti nel cuore con affetto e gratitudine. Volerci bene tra noi, vivere la comunione è la cosa più importante anche se faticosa. Grazie a Dio siamo tutti diversi, ma dobbiamo essere i servi dei fratelli.

Per me è un taglio doloroso, ma necessario per il bene della mia persona. Come ho detto più volte, mi trasferirò nel monastero di Subiaco, dove cercherò di fare semplicemente la vita del monaco. Manterrò nel cuore e nella preghiera, il ricordo di voi, della vostra gente, del vostro impegno e della collaborazione. Insieme a voi pregherò il Signore perché doni a questa Chiesa che amo un vescovo buono e santo che faccia il bene di tutti. Un fraterno ricordo nella preghiera.

Giovanni Santucci