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Richiedenti asilo con disagi psichici: firmata l’intesa tra Prefettura di Massa-Carrara, Asl e Cas foto

Il commento del prefetto Claudio Ventrice: «Persone vulnerabili che vanno aiutate». I Cas: «Iniziativa fondamentale per noi»

MASSA – Stamani, giovedì 14 gennaio, il prefetto di Massa-Carrara Claudio Ventrice ha firmato il “protocollo d’intesa per attività a favore di richiedenti asilo affetti da disagio psichico” insieme ai centri d’accoglienza straordinaria convenzionati con l’ufficio territoriale governativo della nostra provincia e con i rappresentanti dell’azienda Asl Toscana Nord-Ovest. La firma, avvenuta nella Sala della Resistenza di Palazzo Ducale a Massa, è stata preceduta da una conferenza stampa durante la quale il dott. Ventrice ha spiegato la genesi e gli obiettivi di un protocollo che ha come scopo quello di “costruire canali comunicativi privilegiati al fine di rendere maggiormente efficaci ed efficienti le procedure relative ad una materia tanto delicata e complessa mediante un costante rapporto di collaborazione e scambio di informazioni”.

L’idea portata avanti energeticamente dal Prefetto nasce dalle esperienze che quest’ultimo ha avuto nel suo passato come presidente della commissione richiedenti asilo di Novara: «Oggi, per me, è una giornata importante. – ha dichiarato il dott. Claudio Ventrice durante la conferenza – Durante la mia esperienza a Novara avevo già avuto un’idea simile, avallata dal Ministero degli Interni. In linea di massima, i migranti che arrivano in Italia devono fare tappa obbligatoria in Libia. Durante le audizioni, ascoltando i loro racconti venivano alla luce tutte le torture che hanno dovuto subire in Libia, psicologiche, fisiche, materiali e sessuali. Queste rappresentavano traumi indelebili che venivano alla luce, poi, durante il soggiorno nei Cas che molte volte segnalavano di comportamenti peculiari e problemi relazionali. Spesso, quindi, ho richiesto la relazione di un medico, come ogni relatore razionale e con un briciolo di umanità dovrebbe fare. Ma rappresentava una perdita di tempo per noi della commissione. Questi richiedenti asilo sono persone che vanno aiutate, prima che i problemi psichici dovuti ai traumi si traducano nei comportamenti violenti segnalatici dai gestori dei Cas.»

«È un problema sociale e d’ordine pubblico. – continua il prefetto – Dobbiamo prevenire. Per questo sigliamo il nuovo protocollo: per creare una corsia preferenziale tra il dipartimento della salute mentale e Cas. Prima di firmare il protocollo, ovviamente, ho mandato i documenti al gabinetto del Ministero dell’Interno e al dipartimento Immigrazione, attendendo l’ok da parte loro subito arrivato. A questo punto i Cas potranno comunicare direttamente con l’Asl, previa autorizzazione del richiedente asilo, eventuali problemi legati alla salute mentale, prima ancora di andare in commissione. In questo modo chi esamina può avere una visione più completa. Sono persone vulnerabili e vanno aiutate ad integrarsi correttamente.».

Il protocollo in qualche modo andrà a risanare anche quegli aspetti che, dopo il secondo decreto Salvini, impedivano ai Cas di mantenere all’interno delle proprie strutture un medico. Infatti, i Cas oggi sono limitati al pocket money e ai pasti, mentre prima all’interno dei centri spesso venivano organizzate lezioni e altre iniziative volte a una più facile integrazione. Adesso, «l’obiettivo è fare squadra. – ha spiegato il prefetto Ventrice -Dobbiamo aiutare queste persone, che come detto sono vulnerabili, e curarli per farli socializzare e inserire nella società.».

Molto soddisfatti del protocollo firmato anche i rappresentanti dei Cas e dell’Asl, entusiasti del coinvolgimento che Ventrice ha promosso per risolvere delicate situazioni. «Un’iniziativa fondamentale per noi» hanno dichiarato i 5 gestori dei 10 Cas presenti sul territorio della provincia di Massa-Carrara che oltre al nuovo protocollo avranno la possibilità, una volta al mese, di sedersi intorno ad un tavolo di lavoro istituito dal Prefetto insieme all’ufficio governativo territoriale e alla commissione richiedenti asilo di Livorno presieduta dalla dottoressa Antonelli, presente alla firma, che si occupa anche dei casi della provincia. Il tavolo ha come scopo quello di portare alle luce anche gli altri problemi relativi alla gestione dei Cas.