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L’appello della montagna massese: «Corse extra dei bus, persone costrette ad avviarsi a piedi»

«Inaccettabile tagliare i servizi del trasporto pubblico. Lo ripetiamo e lo ripeteremo, perché in questi paesi (Gronda, Casania, Redicesi, Guadine e Resceto), abitano soprattutto persone anziane»

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MASSA – «Perché non ripristinate la corsa per le frazioni della Valle del Renara?  – tornano all’assalto alcuni residenti di Guadine, interrogando gli enti preposti. – Rivogliamo la corsa delle 13,20. Soprattutto in questo periodo storico, penalizzato fortemente dalla pandemia del coronavirus, è inaccettabile tagliare i servizi del trasporto pubblico. Lo ripetiamo e lo ripeteremo, perché in questi paesi (Gronda, Casania, Redicesi, Guadine e Resceto), abitano soprattutto persone anziane e non è possibile scendere in città alle 7:10 e avere un unico rientro alle 14:15.  Con il freddo di questi giorni, i problemi legati alla pandemia, perché succede questo? Dobbiamo tornare a casa a piedi? Oppure chiamare un taxi? A volte qualcuno evita l’attesa al capolinea principale e si avvia lungo la provinciale, sostando alla fermata di via Bassa Tambura con la speranza di trovare qualche anima buona per un passaggio. Ma di questi tempi dare passaggi alla gente diventa rischioso. L’unica alternativa rimane prendere l’autobus per Forno e scendere al bivio, ma il primo paese, Guadine, è distante circa 2 chilometri. Non possiamo continuare ad essere trattati in questo modo. Invece di potenziare il servizio del trasporto pubblico lo penalizzano con tagli e spostamenti delle corse a danno dei residenti».

A sostegno della battaglia delle popolazioni della Valle del Renara scende in campo anche Daniele Tarantino del  comitato “Una montagna di idee per una montagna da salvare”: «Chiediamo di effettuare una verifica ed eventualmente di intervenire per ripristinare almeno la corsa di fine mattinata per agevolare il rientro a casa di quelle persone costrette, per tanti motivi, a scendere in città con l’unico bus delle 7,10 del mattino. I paesi sono serviti con solo tre corse per raggiungere la città: alle 7:10, alle 13:20 e alle 18:35. Lo spostamento della corsa delle 13:20 alle 14:15 penalizza ulteriormente i residenti. Come si può pretendere che dalle sette del mattino una persona rimanga in città fino alle due del pomeriggio? In questo momento storico caratterizzato dalla pandemia  da Coronavirus il servizio del trasporto pubblico deve essere incrementato e non depotenziato.  É stata fatta anche una petizione. L’abbiamo consegnata agli organi preposti. Abbiamo chiesto di incrementare il servizio, magari con un bus  a metà mattinata, e ci hanno ripagato sopprimendo la corsa delle 13:20 per posticiparla alle 14:15.  È comprensibile il problema degli studenti, ma per loro si faccia una corsa extra, senza penalizzare i residenti».

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