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Montignoso, presentate le osservazioni delle associazioni ambientaliste sul Poc

MONTIGNOSO – A seguito dell’adozione del Piano Operativo Comunale (Poc) di Montignoso le associazioni Legambiente, Italia Nostra, Amici della Terra, Associazione per la tutela ambientale della Versilia, Wwf e l’Associazione L’Assiolo hanno presentato una serie di osservazioni con la richiesta di essere valutate prima della definitiva approvazione del Piano. Le associazioni ritengono imprescindibile la tutela delle aree verdi e boscate, la riduzione della pressione. edilizia e l’abbattimento del consumo del suolo così come previsto dalla Lrt 65/2014 che individua come obiettivi della programmazione territoriale quelli di ridurre il consumo di suolo, privilegiare il recupero degli edifici esistenti, la conservazione degli elementi del paesaggio rurale e le aree non edificate (aree agricole, incolti, boschetti, pinete in ambito urbano, boschi relittuali), la riqualificazione dei corsi d’acqua e le aree perifluviali, il mantenimento delle aree umide e la continuità ecologica.

Le associazioni, pur evidenziando alcune previsioni positive, come la riqualificazione di edifici dismessi, il mantenimento di aree agricole intorno al Lago di Porta, il recupero di Casina Mattioli, ritengono esserci interventi di forti criticità, che evidenziamo in questo documento e, che riteniamo possano essere di confronto tra l’amministrazione e le associazioni.

«Nel Piano Operativo vengono individuate tre aree per servizi nautici: Ap1 e Ap2, ossia le darsene già esistenti, e Ap3 in sinistra idrografica del fiume Versilia, a valle del ponte delle Cateratte; infine viene individuata una “area per la futura programmazione di attrezzature nautiche e servizi portuali” che sembra coincidere con l’area 6a del Ps – spiegano le associazioni nella nota –  La darsena Ap3 non ci risulta sia presente nel Piano Strutturale. Preme sottolineare che la previsione di ulteriori darsene lungo il fiume Versilia, che il Pit individua quale corridoio ecologico fluviale da riqualificare, contrasta con quanto indicato nella scheda di Ambito 2 – Obiettivo 4 “Riqualificare il sistema insediativo e infrastrutturale diffuso nella pianura e lungo la fascia costiera e tutelare le aree libere residuali”». «Noi crediamo che il corridoio ecologico fluviale debba essere valorizzato attraverso interventi di protezione e tutela e, assolutamente, non debba essere intaccato da nuovi insediamenti produttivi o da nuove darsene» commentano.

Sull’area definita “Cittadella dello sport” a Cinquale si prevedono interventi di edificabilità per circa 6.000 mq di cui 500 mq per commerciale, 4.500 di servizio, 1.000 mq di edificabilità turistico-ricettiva (foresteria). «Sono previsioni estremamente generiche che possono prestarsi a troppe variabili ipotesi – aggiungono le associazioni – L’intera area di 24000 mq sulla quale da anni si discute di questa fantomatica cittadella dello sport e dove già si sono spese risorse per la costruzione di manufatti poi lasciati in abbandono, merita di essere valutata e progettata con maggiore oculatezza e non rischiare di farla “mangiare a bocconi” da qualche scaltro imprenditore.

Per quanto riguarda la previsione di parcheggio lato Viareggio del campo sportivo di Renella Legambiente, Italia Nostra, Amici della Terra, associazione per la tutela ambientale della Versilia, Wwf e l’associazione L’Assiolo sottolineano che «in quest’area è presente un castagneto, testimonianza rara della coltivazione di questa specie in pianura; il castagno era solitamente coltivato in collina e media montagna, come testimoniato dai vasti boschi ancora oggi esistenti sul territorio apuano. Tale bosco riveste una grande importanza naturalistica in quanto è un raro esempio di bosco planiziario, a prevalenza di castagno e identificabile come habitat della Rete Natura 2000 – codice 9260 boschi di Castanea sativa. La sua presenza in ambito urbano contribuisce anche ad evitare la formazione di isole di calore tipiche delle zone urbanizzate pianeggianti e a contrastare gli effetti dei mutamenti climatici. Peraltro nelle immediate vicinanze (quello dell’Ambito 16 in via del Pero e quello dell’Ambito R4 in via dello Stadio) sono previsti altri due parcheggi e le abitazioni limitrofe all’area non li necessitano».

Circa gli interventi previsti dalla scheda Norma Ambito di Trasformazione S2 – Via Foce Morta, Cinquale, le associazioni ritengono che «l’intervento previsto non va a valorizzare il territorio, a renderlo sostenibile ma esattamente il contrario in quanto finalizzato al puro investimento edilizio – spiegano -. Si tratta di un progetto di edilizia convenzionata che tende a erodere ed edificare ulteriormente un terreno di circa 12000 mq situato in un’area a fragilità idraulica. Già negli anni passati, con una variante urbanistica, era stata autorizzata e realizzata la costruzione di una scuola da ballo e del ristorante per un complessivo di 1077 mq. Nel 2019 vi era stata allestita una sorta di arena per spettacoli musicali. Oggi si prevede una ulteriore possibilità per la costruzione di un edificio residenziale di 350 mq più un altro edificio, nella zona adiacente denominata S2b, di 120 mq. Nelle norme tecniche si afferma che, In cambio di tali edificabilità (attraverso una convenzione), si cede al comune un’’area (S2c) non edificata che si affaccia sul Fiume Versilia e il fosso Collettore ed è di rilevante valore ambientale, funzionale e paesaggistico. In realtà quest’area era un tempo ricoperta di bosco come riportato nella foto e nella descrizione ma, attualmente, là dove c’era un bosco – che era effettivamente di rilevante interesse come descritto nella scheda norma – adesso c’è una distesa di terra». Pertanto chiedono che si ricostruisca un bosco con essenze autoctone e si desista dall’ipotesi di nuove costruzioni nelle aree sopra descritte e di evitare, anche in seguito, di permettere eventuali ma cambi di destinazione di aree e edifici.

Sulla costruzione di un centro commerciale nei pressi dell’ingresso del comune lato Massa le associazioni sono contrarie. «L’intervento che nel piano viene definito in modo positivo “Porta di Montignoso” ci appare inopportuno, critico per la sua posizione e decisamente una pessima idea – continuano nella nota –  Pensiamo che un centro commerciale non debba essere “porta del Comune di Montignoso”. Innanzitutto l’area è collocata su due strade importanti, la via Aurelia e via Sforza, alla fine di una lunga discesa direzione Massa, con visibilità ridotta per chi proviene da via Debbia Nuova, confinante con il fosso Tomba. E’ situata a valle dell’azienda agricola che è davvero una bella immagine. Un’azienda che rappresenta un’eccellenza del territorio, che ha recuperato aree abbandonate e ricostruite con criteri di sostenibilità, dove nascerà un centro benessere e quindi un’importante servizio al turismo. Posizionare lì davanti un centro commerciale significa più traffico e quindi più rischi, più rumori, più smog, più polveri (anche per chi frequenta la struttura sovrastante). Quell’area dovrebbe essere destinata a quel sistema di relazioni al quale si fa continuamente riferimento nel Piano – suggeriscono – Relazioni che non sono solo di strade ed edifici ma anche di spazi e di presenza di persone, di relazioni fra esse. Pertanto chiediamo che quell’area sia destinata all’uso collettivo, attraverso la piantumazione di essenze locali, eventualmente collocando installazioni artistiche, che sia fruibile da cittadini e turisti, creando una vera connessione con l’intero territorio per farne una “Porta d’ingresso”al nostro territorio, che deve diventare sempre più verde e sostenibile. Per tale area, all’ingresso del comune, si potrebbe indire un concorso di idee per una progettazione condivisa e sostenibile anche in considerazione della presenza dell’azienda agricola e della vicinanza con le frazioni montane del paese, con quel sistema ambientale che oggi il mondo intero sta riscoprendo e che è l’unica vera risorsa anche dell’economia del futuro».

Infine sul nuovo centro commerciale in via Padreterno «si tratta del nuovo Ekom che libererebbe i locali attualmente in uso, riutilizzati per edilizia residenziale, per insediarsi in una nuova struttura che verrebbe costruita di fronte alla vecchia sede, nell’area dell’attuale parcheggio – spiegano Legambiente, Italia Nostra, Amici della Terra, Associazione per la tutela ambientale della Versilia, Wwf e l’associazione L’Assiolo – Su quell’area quindi non graveranno non più 550 mq di costruzione come ora ma una superficie di 3 volte maggiore: 1650 mq di cui 1100 di nuova edificazione. Un forte impatto sul territorio in una situazione di già criticità dell’area: un crocevia fra via Padreterno che ha sezione limitata, la via Aurelia, via Sforza, l’asilo nido. Le ambizioni di costruire un centro commerciale, il doppio di quello attuale rischia di di minare il sistema della mobilità e l’accessibilità anche agli altri servizi, presenti nelle vicinanze come la sede ambulatoriale Asl, la casa della salute, la scuola materna, la farmacia, le associazioni che utilizzano la ex scuola elementare e gli altri locali adiacenti all’asl». Chiedono pertanto di valutare un ridimensionamento dell’intervento e ovviamente una riorganizzazione degli spazi, considerando che il parcheggio pubblico, oggi circa 4.000 mq, diverrebbe meno della metà, con grosso disagio per i fruitori dei servizi sopra elencati. «E’ inoltre da valutare l’impatto di una simile struttura sui pozzi di captazione delle acque, che alimentano l’acquedotto comunale, situati nelle vicinanze» concludono.