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Riapertura scuole, cosa succede se un soggetto risulta positivo al covid? Il piano della Regione Toscana

Per il caso sospetto registrato durante le attività scolastiche è prevista l’esecuzione di un tampone antigenico subito o nel più vicino drive through: se il test è positivo parte il tracciamento. Previsti anche screening per individuare possibili focolai

TOSCANA – Cosa succede nelle scuole toscane in caso di positività di uno studente o di un insegnante? La questione torna attuale in vista della ripartenza della didattica, prevista per il 7 gennaio per elementari e medie e l’11 gennaio per le superiori. La scuola e la ripresa delle lezioni in presenza sono al centro del progetto “Scuole sicure”, campagna di monitoraggio e screening proposta dall’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini e recentemente approvata dalla Giunta regionale, oggetto di confronto con l’Ufficio Scolastico Regionale e gli altri soggetti che fanno riferimento al “Cantiere scuola”. Il programma vede al fianco della Regione Toscana anche Upi e Anci, oltre alle Asl e ad Ars (Agenzia regionale di sanità).

Secondo il progetto, in presenza di un caso positivo verranno attivate queste procedure:
– per il caso positivo registrato fuori dall’ambiente scolastico dalla richiesta alla prenotazione del tampone è previsto un tempo massimo di 1 giorno e il risultato viene assicurato entro la giornata del prelievo, mediamente entro le 6 ore;
– per il caso sospetto registrato durante le attività scolastiche è prevista l’esecuzione di un tampone antigenico subito o nel più vicino drive through: se il test è positivo sono avviate le procedure standard di tracciamento nella stessa giornata della notifica di positività.

Il progetto prevede inoltre degli screening nelle scuole mediante test antigenici rapidi, che si dividono in due tipi: con innesco e senza innesco.
– Lo screening con innesco si applica nel caso di una positività confermata: a quel punto vengono eseguiti test antigenici ai compagni di classe e agli insegnanti, con possibile allargamento ad altri contatti stretti del caso, sempre scolastici. Possono essere effettuati immediatamente o a breve distanza di tempo e quindi pianificati presso un drive through vicino. Se l’esito del test è negativo non si interrompono le eventuali prescrizioni di quarantena emanate dal Dipartimento di Prevenzione.
– Lo screening senza innesco punta ad implementare la capacità di testing applicando una strategia di allerta precoce “early-warning”, finalizzata all’individuazione di casi e focolai Covid-19 in età scolare (14-19 anni) applicando l’utilizzo dei test antigenici e la metodica del “pool test”, attraverso la replicazione periodica di test in un campione di studenti. Sono previste anche postazioni di testing tra le fermate dei trasporti pubblici e le scuole. Questo tipo di screening partirà intorno a metà gennaio.

“L’obiettivo è intercettare il maggior numero possibile di casi positivi, in particolare di positivi asintomatici – spiega Simone Bezzini – per spezzare sul nascere le catene del contagio e anticipare il virus. Aumentando la nostra capacità di testing, anche tramite campagne di screening come queste, puntiamo a ridurre la diffusione del contagio intercettando quanto prima i positivi, a maggior ragione adesso che possiamo contare sulla certezza del tracciamento dei loro contatti. Dobbiamo mantenere bassa la curva dei contagi, a partire dai comportamenti corretti di ciascuno di noi. Ringrazio chi sta collaborando a questi progetti, le associazioni, gli enti e i soggetti istituzionali coinvolti, che hanno accettato questa sfida con grande spirito di collaborazione e disponibilità”.