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Tagliare lo zucchetto di monte Bettogli? Il Consiglio di Stato dice no

Respinto il ricorso in appello di alcune ditte del marmo in merito alla vicenda. Il sindaco De Pasquale: «Tutela dell’ambiente e del paesaggio sono beni irrinunciabili»

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CARRARA – Il Consiglio di Stato dice “no” al taglio dello zucchetto del monte Bettogli. E’ stato respinto infatti il ricorso in appello di alcune ditte del marmo in merito alla vicenda. Il contenzioso è nato a fine 2018 dalla bocciatura da parte della Conferenza dei Servizi di un progetto che prevedeva un intervento importante sul crinale del monte. Il caso era addirittura finito in tv, venerdì 14 dicembre 2018, nella trasmissione “Agorà” di Rai 3, con le telecamere in diretta da Carrara in partenza dalle cave del bacino di Bettogli per poi scendere in piazza 2 Giugno, luogo della manifestazione dei cavatori in sciopero. Cavatori mossi dal timore di perdere il posto di lavoro in caso di mancato via libera, da parte della conferenza dei servizi, al taglio della cima del monte. Cosa che poi, poche ore dopo, si è verificata.

Nei giorni successivi, caratterizzati da polemiche e manifestazioni, il sindaco aveva detto alle imprese coinvolte e alle aziende del lapideo in generale “di fare uno scatto in avanti, tenendo insieme il legittimo diritto dei cavatori di continuare a lavorare e la necessità di non modificare in maniera irreparabile il paesaggio della nostra città”. E proprio questo è uno dei punti al centro della sentenza del Consiglio di Stato. Il dispositivo cita infatti il Piano di Indirizzo Territoriale della Regione che prevede la “protezione di elementi geomorfologici che connotano il paesaggio, quali i crinali montani e collinari, unitamente alle aree di margine e ai bacini neogenici, evitando interventi che ne modifichino la forma fisica e la funzionalità strutturale” (art. 7, comma 2, lett. d). Inoltre, richiamando la precedente sentenza del Tar, che si era già espresso in materia, il provvedimento ricorda che l’attività estrattiva oggetto di autorizzazione “per essere autorizzabile, nell’ottica di sicurezza evidenziata dalla Usl, presupporrebbe un’incidenza significativa sul crinale ancora in essere, crinale da considerare integro, nel senso che nella sua parte sommitale non è interessato da tagli derivanti dall’attività estrattiva; l’eliminazione della suddetta sommità verrebbe a determinare una sicura incisione su un profilo paesaggistico, modificando significativamente lo skyline del monte come osservato dalla città”.

“Ho letto con particolare interesse le motivazioni con cui il consiglio di Stato ha respinto il ricorso – ha affermato il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale -. Anche la giurisprudenza ormai, come l’opinione pubblica, considera  la tutela dell’ambiente e del paesaggio beni irrinunciabili – commenta il primo cittadino – Per questo nei nuovi strumenti di governo del settore lapideo predisposti dalla mia amministrazione, Regolamento degli Agri e Pabe, abbiamo previsto degli input che stimolino le nostre imprese ad evolversi in questa direzione”.

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