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Un nuovo anno con qualche bugia in meno e un po’ di consapevolezza in più foto

Quanto accaduto alla sanità apuana, alla nostra economia e, sì, anche al ponte di Albiano, è una conseguenza del sacrificio avvenuto sull’altare dell’ideologia vigente oggi, dove i soldi vengono prima della salute e del benessere dei cittadini

Nell’editoriale di un anno fa auguravo a tutti di “allargare la prospettiva”. Diciamo che, anche chi era meno incline a seguire il consiglio, questa pandemia necessariamente l’ha forzato a ricredersi in più campi. Sì, perché l’emergenza, la vera emergenza che stiamo vivendo da quasi un anno, ha costretto anche i più inflessibili a mettere da parte ciò che è stato inutile e dannoso per sé stesso e per la società.

Non solo. La pandemia, se dobbiamo trovare un lato positivo, ha permesso di spazzare via e rivelare le tante falsità che politici, giornalisti ed economisti ci hanno propinato per decenni e che alcuni purtroppo continuano a propinarci, nonostante il mondo stia andando da un’altra parte. Uno di questi è proprio il premier Giuseppe Conte (ma potrei citarne una sfilza infinita di personaggi di destra, sinistra e centro), che seguendo una logica legata alla scarsità del denaro, ha detto ancora una volta nell’ultima conferenza stampa di fine anno che non possiamo indebitarci troppo, altrimenti il fardello cadrà sulle spalle delle future generazioni. Questa è l’unica giustificazione che oggi possono utilizzare i politici per articolare un cortese “no” a coloro che, giustamente, anche qui a Massa-Carrara, chiedono indennizzi adeguati alle perdite che sono stati costretti a subire.

Indennizzi congrui che, naturalmente, non sono arrivati. Peccato che quella sia una giustificazione totalmente falsa. E questa pandemia ci ha rivelato il perché. Qualche riga sopra scrivevo che il coronavirus sta costringendo anche i più inflessibili ad accantonare (e per certi versi cancellare) le cose inutili e dannose. Tra queste ci sono proprio i vincoli di bilancio dell’Unione Europea. Avete notato che per permettere allo Stato di poter spendere per evitare il collasso dell’economia (e quindi fare deficit – che è cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza – in certi momenti come quello che stiamo vivendo) l’Unione Europea ha dovuto sospendere i suoi sacri vincoli contenuti nel Patto di Stabilità e Crescita? In altre parole: il Patto di Stabilità e Crescita è stato sospeso per poter garantire la stabilità e limitare fortemente la decrescita.

Solo questo dovrebbe darci la dimensione dell’ideologia che governa questa Unione Europea e di cui purtroppo i nostri politici, giornalisti ed economisti sono pregni fino al midollo. Qualcuno potrebbe chiamarlo linguaggio “orwelliano”. Altro esempio lampante riguarda la scarsità di denaro. I politici spesso dicono “non ce lo possiamo permettere” perché non ci sono i soldi. Anche questa è una falsità gigantesca spazzata via dalla pandemia. Vi ricordate quando ci dicevano che “se facciamo troppo debito lo spread schizza alle stelle”?

Nessuno che chieda mai una semplice domanda. Ma se fosse vera questa frase, come mai oggi l’Italia ha raggiunto il suo massimo storico di debito pubblico e il minimo storico di rendimento dei suoi titoli di Stato? Seguendo l’ideologia dei signori citati sopra, oggi avremmo dovuto avere uno spread alle stelle e un rendimento sui tds molto più alto. Ma così non è andata. Perché? Poche settimane fa la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, è stata molto chiara sul fatto che la Bce ha tutti le risorse necessarie per affrontare l’emergenza e che, pensate un po’, non può fallire. Questo, molto banalmente, perché i soldi li crea con un click sul proprio computer, senza alcuna fatica.

Ed è esattamente questo il motivo per cui il debito pubblico italiano ha raggiunto il massimo storico, il rendimento dei tds è al minimo storico e lo spread non è schizzato. In virtù del suo potere di creare moneta, infatti, la Bce può garantire il debito pubblico denominato nella valuta che emette. Ed è quello che la Bce sta facendo da alcuni mesi con l’acquisto massivo di titoli di Stato (anche italiani). Per questo, oggi, non regge più la scusa che “non ci sono i soldi”.

Qualcuno a questo punto potrebbe chiedersi, a giusta ragione, che c’entra tutto questo con la situazione critica della sanità apuana, dei nostri ristoratori, baristi, attività economiche lasciati a bocca asciutta e comunque tartassati. Che c’entra col ponte crollato di Albiano Magra (le cui macerie sono ancora lì)? Cosa c’entra tutto questo con la disoccupazione in crescita e col fatto che abbiamo avuto così tanti morti a causa della pandemia? C’entra, eccome se c’entra. Come si suol dire, i nodi vengono al pettine. Questi nodi sono arrivati anche perché per decenni ci hanno raccontato che non c’erano i soldi. Un sacrificio in piena regola avvenuto sull’altare dell’ideologia vigente oggi, dove i soldi vengono prima della salute e del benessere dei cittadini.

Beh, i soldi ci sono. Eccome se ci sono. Quella che manca è la consapevolezza di base dei cittadini su queste materie e la conseguente volontà politica. Sono convinto che abbiamo i politici che ci meritiamo perché non chiediamo loro ciò che è davvero necessario per uscire dal pantano. E in questo attribuisco una grande responsabilità a noi giornalisti che ogni giorno orientiamo l’opinione pubblica. Quindi non posso che augurare a tutti un buon 2021 con qualche menzogna in meno e un po’ di consapevolezza in più.