Quantcast
LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Ricognizione cave, il M5S attacca: «In quel documento non ci sono refusi ma errori gravi» foto

I pentastellati massesi hanno convocato una conferenza stampa: «Vi sono cave che, ad esempio, risultano attive nella parte testuale, mentre nella tabella dedicata vengono definite inattive»

MASSA – “E’ sbagliato parlare di refusi. Quelli rilevati nella ricognizione degli agri marmiferi sono errori gravi”. E’ chiara la posizione di Luana Mencarelli e Paolo Menchini del Movimento 5 Stelle di Massa riguardo alle motivazioni che hanno portato il sindaco Francesco Persiani a chiedere il ritiro dell’atto, ieri in consiglio comunale (QUI). In una conferenza stampa dedicata al tema cave i due consiglieri sono entrati nel dettaglio del documento che, lo ricordiamo, aveva già avuto l’ok dalla commissione ambiente e attendeva di essere discusso e approvato in consiglio. Poi, a sorpresa, il sindaco ha annunciato che per alcune difformità, seppur lievi, l’atto sarebbe dovuto tornare in mano ai tecnici per le modifiche necessarie.

“Leggendolo, effettivamente, avevo avuto diverse perplessità che mi hanno convinto a non votare l’atto. – ha ammesso Menchini, tra i membri della commissione ambiente –. Avevo notato, ad esempio, come in riferimento ad alcune cave comparisse, nello stato giuridico, il termine “affittato”. Quando lo abbiamo fatto notare ai tecnici, per la prima volta si è iniziato a parlare di un possibile refuso”.

Nonostante questo l’atto è stato approvato in commissione, ma prima di discuterlo in consiglio comunale in consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno continuato a studiarlo. “Abbiamo messo a confronto – ha spiegato Menchini – la parte testuale del documento con quella delle tabelle, da questa analisi sono emerse diverse incongruenze che meritano di essere chiarite. Vi sono cave che, ad esempio, risultano attive nella parte testuale, mentre nella tabella dedicata vengono definite inattive. I nomi dei concessionari e degli autorizzati a volte non corrispondono. Alcune parti, addirittura, sono lasciate in bianco”.

“Insomma – ha aggiunto Mencarelli – non si tratta certamente di refusi ma di diversi errori di gravità differenziata, dettati probabilmente da stanchezza, confusione o negligenza. Le motivazioni possono essere tante. L’impressione, in ogni caso, è quella di un atto prodotto non in base a sopralluoghi accurati ma a della documentazione inviata dai concessionari: non è questo il sistema per porre in essere un atto così importante”.

Durante il consiglio comunale di ieri, fra l’altro, il Movimento 5 Stelle si è visto respingere la risoluzione per proporre la modifica dell’art. 36, comma 6 della legge regionale 35/2015, la quale prevede un limite massimo al contributo di estrazione. “Esistono due tipi di tasse nel mondo del marmo – ha spiegato Menchini -: un contributo di estrazione pari al 10% del valore medio del mercato, che entra nelle casse del Comune ma viene destinato per una parte a Regione, Asl e Parco delle Apuane, e un canone concessorio che invece è nella piena disponibilità dei comuni. La legge regionale ci dice che la somma di queste due parti non può superare il 15%, ne consegue che il limite massimo del canone è pari al 5%. Durante la gara, quindi, di fronte a questo tetto, i concessionari non possono lavorare sul contributo per poter arrivare alla concessione. Da qui la nostra risoluzione, che però non è stata accolta. Il Comune di Massa – ha sottolineato infine il consigliere dei 5 Stelle – nel regolamento ha imposto addirittura un limite al ribasso del 3%, eliminando così la possibilità, in fase di gara, di sfruttare al massimo quel 5%”.