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Archiviato il processo dell’ex Cava Fornace: «Nessuna matrice ambientale compromessa»

Erano passati 20 mesi dall'apertura del procedimento. Soddisfatto il Cda di Programma Ambiente Apuane

MONTIGNOSO – A 20 mesi dall’apertura del procedimento, l’incidente probatorio su sulla discarica si è chiuso con un’ordinanza di archiviazione emessa nei giorni scorsi dal Tribunale di Massa di cui il Consiglio di Amministrazione di Programma Apuane si dice pienamente soddisfatto. «È una sentenza che ci soddisfa e ci fa molto piacere, ancora di più se si pensa che la sua richiesta di archiviazione deriva direttamente dal pubblico ministero – ha detto questa mattina in videoconferenza il neo presidente della società, Gustavo Giani – E’ la legittimità vera a tutto tondo di una gestione puntale e precisa. Speriamo che da qui in avanti si venga ad instaurare un rapporto di tipo di diverso con la popolazione».

L’incidente probatorio era partito con l’analisi dei terreni della discarica al confine tra Montignoso e Pietrasanta per verificare il riscontro di un inquinamento ambientale. Era stato il gip Giovanni Maddalena a dare il via alle perizie tecniche da attuarsi sotto forma di carotaggi dei terreni attraverso dei periti del tribunale, i quali hanno analizzato il potenziale inquinamento nelle diverse matrici, quindi sia nella matrice dell’aria, del suolo e delle acque. «Dalle analisi emerge che non c’è assolutamente nessun tipo di inquinamento che possa derivare da parte della discarica» ha spiegato l’amministratore delegato di Ppa, Gustavo Lascialfari. Le accuse a carico della società erano gravi, derivanti da due diversi esposti presentati dal Comitato volontario dei cittadini che segnalavano l’ipotesi di inquinamento ambientale dell’area, ipotizzando anche comportamenti abusivi: «Ci accusavano del mancato rispetto delle percentuali di conferimenti fra inerti, marmettola (70%) e quelli contenenti amianto (30%) – prosegue il Cda di Programma Ambiente Apuane -, di aver gestito rifiuti pericolosi non autorizzati, marmettola esterna alla provincia apuana senza le certificazioni relative a diossine e Pcb, di non aver impedito la dispersione di fibre di amianto». Accuse che a seguito di quanto emerso dalle perizie, non hanno trovato fondamento. «Per la matrice ambientale aria dal 2013 al 2019 non ci sono stati superamenti dei valori di legge per le fibre di amianto aerodisperse. Per la matrice suolo, non risultano superati i limiti di legge per amianto, idrocarburi e cianuri né sono stati rilevati profili di compromissione o deterioramento. Per quanto riguarda l’acqua – evidenzia poi la società riportando parte del decreto di archiviazione – i superamenti di triclorometano non possono essere ricondotti alla discarica, quelli di solfati riguardano solo le zone a valle della discarica e i periti hanno stabilito che rientrano nei limiti di guardia e sono comunque sovrapponibili a quelli registrati negli anni precedenti alla nascita della discarica di Programma Ambiente Apuane».

Il Giudice, inoltre, ha escluso le richieste del Comune di Forte dei Marmi e del Comitato dei cittadini di ulteriori indagini perché non sono più necessarie. Ha stabilito anche che Forte dei Marmi non ha alcun diretto interesse nella vicenda, non assumendo la qualifica di persona offesa anche alla luce delle risultanze della perizia. Allo stesso modo, sono state escluse le richieste di Italia Nostra sezione di Massa e Montignoso, non munita del consenso di alcuni Enti.

Venerdì mattina il neo presidente e l’amministratore delegato parteciperanno alla commissione ambiente a Montignoso per presentare questo decreto di archiviazione. «È un’altra cosa che ci fa piacere – dicono Giani e Lascialfari – perché vogliamo tranquillizzare e dare atto alla popolazione di quello che diciamo da sempre: non c’è nessun tipo di problema ambientale, dato che garantiamo la gestione della discarica in modo preciso e puntuale».