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Marmo, a Carrara il covid colpisce ma non affonda: a fine anno gettito più alto del previsto

Sono i dati approdati in commissione consiliare. Gli insoluti si mantengono stabili nonostante la crisi innescata dalla pandemia

CARRARA – Alla fine è andata meglio di quanto ci si aspettasse. Può riassumersi così il risultato del 2020 nel settore marmo che, pur fortemente colpito nei mesi di lockdown con le produzioni praticamente azzerate, in estate ha saputo rialzarsi bene, dimostrando reattività e dinamicità. I dati approdati stamani all’esame della commissione Marmo, presieduta da Stefano Dell’Amico alla presenza del vicesindaco Matteo Martinelli, portano a stimare una riduzione di 3,5 milioni di euro di entrate rispetto ai 25 previsti per fine anno. Attualmente, infatti, in attesa del dato di dicembre, le entrate da marmo ammontano a 19 milioni.

Un dato in qualche modo positivo è quello legato agli insoluti, che nonostante la grave crisi innescata dalla pandemia non hanno subìto quelle variazioni in aumento che ci si poteva attendere. “La loro quantità, infatti, – ha spiegato il geometra Giorgio Somma – rispecchia in linea di massima quella degli anni precedenti. Avere una situazione di pagamenti stabile nonostante l’attuale situazione di difficoltà spinge a guardare il bicchiere mezzo pieno. Stiamo inoltre cercando di andare incontro alle ditte ad oggi insolventi consentendo loro di rateizzare i pagamenti – ha spiegato poi Somma -. Su questo fronte sono arrivate diverse richieste, il che dimostra che, al di là delle riscossioni coattive, c’è la volontà da parte delle società di rispondere agli obblighi di legge”.

Al di là della forza con cui il settore ha saputo reagire alla crisi, lo stop tra marzo e maggio si è comunque fatto sentire. Non lo nega il presidente della commissione Marmo Stefano Dell’Amico: “La pandemia ha avuto effetti su tutti i mercati, a iniziare da quello statunitense. In estate però le nostre imprese hanno saputo recuperare e sono riuscite a contenere i danni. I quantitativi di terre discesi dal monte hanno registrato una importante battuta d’arresto – ha fatto notare poi Dell’Amico -. Questo è un dato che monitoriamo con grande attenzione perché è legato alla sicurezza idrogeologica del nostro territorio. Per questo abbiamo inserito prescrizioni ancora più stringenti nel nuovo Regolamento degli Agri e soprattutto nei Pabe, come ad esempio il divieto allo stoccaggio sopra i 12 mesi. E adesso stiamo mettendo a punto degli strumenti che ci permettano di stimolare l’economia circolare, agevolando il riuso di questi materiali”.

E proprio il riferimento al nuovo Regolamento degli Agri ha innescato un vivace dibattito in chiusura di commissione: tutto è partito dalla citazione di Dell’Amico dell’uscita a mezzo stampa del segretario provinciale della Cisl, Andrea Figaia, che qualche giorno fa parlando delle norme sul marmo messe a punto a Carrara ha affermato: “da noi sono state concertate e seppure non perfette sono avanti anni luce, è necessario che vengano estese anche altri comuni. Qua si prevede la pemialità per chi investe. Il Regolamento di Carrara andrebbe esteso anche ad altre zone per un comparto più serio”.

“Il nostro regolamento effettivamente rispetto a quello di Massa stimola maggiormente la parte imprenditoriale a investire sul territorio – ha sottolineato il vicesindaco Matteo Martinelli, in un meccanismo che innesca più ricadute socio/occupazionali. Questo è stato riconosciuto non solo da Cisl, ma anche dal Pd di Massa, che nel corso del dibattito in consiglio comunale sul Regolamento proposto dall’amministrazione d’olter Foce ha proposto due misure che sembrano essere ispirate proprio ai nostri strumenti”.