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Lo Stato acquista il 50% dell’ex Ilva. Spiragli anche per Sanac

L'accordo tra Arcelor Mittal e Invitalia, la società controllata dal ministero dell'Economia, è stato formalizzato ieri in tarda sera. Tenerini (Cisl): «Buone possibilità che lo stesso accada per l'azienda massese»

MASSA –  Il Mef acquista il 50% dell’ex Ilva di Taranto. L’accordo tra Arcelor Mittal e Invitalia, la società controllata dal ministero dell’Economia, è stato formalizzato nella tarda sera dello scorso giovedì, 10 dicembre. Aumentano di conseguenza le speranze sul futuro del gruppo Sanac, che per il momento non rientra nel pacchetto firmato dal governo ma che, secondo Stefano Tenerini della segreteria Femca Cisl Toscana Nord, ha buone possibilità di vedere replicato quanto stipulato per Ilva.

“In realtà questa firma – ha detto a La Voce Apuana – doveva già arrivare una decina di giorni fa, ma per dettagli tecnici c’è stato un po’ di ritardo. Comunque l’avevamo preannunciata. In questo modo lo Stato entra in Ilva con il 50% dei diritti di voto, percentuale che arriverà al 60% entro il primo semestre 2021. Naturalmente, ci auspichiamo che lo stesso accada per Sanac. Dieci giorni fa i nostri segretari confederali ci hanno dato rassicurazioni sul fatto che la trattativa potesse essere replicata”.

Una possibilità che accenderebbe finalmente qualche luce sulle prospettive dell’azienda massese. “E’ qualcosa che chiediamo con forza da diverso tempo – ha sottolineato Tenerini – anche perché non vediamo altra strada. Dopo 7 anni di amministrazione straordinaria, senza investimenti né commerciali né tecnologici, temiamo che se la partita Sanac non venisse gestita dentro il pacchetto Ilva, nel mercato libero Sanac al momento sarebbe perdente. Continueremo quindi ad insistere su questo punto a livello territoriale, regionale e nazionale”.