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Gli architetti toscani contro lo smart working della pubblica amministrazione

TOSCANA – La Federazione degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Toscana denuncia le difficili relazioni con gli Enti Pubblici che tra smart working e mancata digitalizzazione degli archivi si sono mostrati nell’anno della pandemia covid del tutto impreparati ed inefficaci, causando ritardi e danni enormi all’economia legata al mondo della costruzione che, proprio in questa fase storica, potrebbe sfruttare la grande opportunità delle agevolazioni governative del Superbonus 110% per rilanciare il settore, dopo 12 anni di profonda crisi.

«La riduzione della presenza fisica del personale della Pa, già nel dopo lockdown della scorsa primavera, ha causato difficoltà di accesso ai servizi o mancate risposte dagli uffici. Il grado di difficoltà è elevato e talvolta insostenibile per accedere agli sportelli degli Enti Pubblici – scrivono in una lettera aperta i presidenti degli ordini degli architetti Pcc toscani, tra cui anche l’apuano Arturo Giusti – Non si comprende perché sia possibile parlare con un impiegato di banca attendendo diligentemente il proprio turno, prenotato in anticipo, fuori dal fabbricato e ciò non sia possibile per una pubblica amministrazione. La possibilità di interloquire tramite posta elettronica, tramite appuntamento telefonico o video call è spesso disattesa dalla mancanza di riposte alle mail degli uffici pubblici risultando quindi impossibile fissare appuntamenti. È necessario che dentro gli uffici pubblici si prenda coscienza che la mancanza di confronto rende l’attività dei professionisti ancora più lenta ed incerta, aumentando nel cittadino la già scarsa stima nei confronti di tecnici ed amministrazioni. Pesa anche il ritardo digitale degli Enti, in particolare dei Comuni. Lo stato degli archivi è drammatico – aggiungono – non solo i documenti sono prevalentemente cartacei, cosa che richiede verifiche di persona, ma l’ordine in cui i documenti sono registrati presenta molte criticità che impongono tempi di ricerca inammissibili ai nostri giorni. Un vero e proprio sbarramento».

«Gli enti locali devono riorganizzarsi – tuonano gli architetti toscani – per consentire ai dipendenti pubblici di svolgere i propri compiti in modo efficiente e con strumenti di controllo sulla loro produttività, pur operando in smart working; non è tollerabile che, oltre alle difficoltà della crisi, i professionisti debbano subire anche questi problemi di accesso ai servizi pubblici e non poter svolgere un servizio al cittadino che è suo committente».