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La lettera dei docenti precari al Pd: «Il piano di reclutamento ha fallito, il Ministero è stato inadeguato»

MASSA-CARRARA – «Ringraziamo il Partito Democratico per la disponibilità, finora dimostrata, al dialogo e al confronto con le varie organizzazioni di docenti precari qui riunite. A seguito dei nostri precedenti incontri, e a seguito della manifesta inadeguatezza da parte del Ministero dell’Istruzione nella gestione delle immissioni in ruolo 2020, delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze e della procedura del concorso detto straordinario, ci chiediamo se all’interno del Partito sia maturata una consapevolezza riguardo il fallimento del piano di reclutamento targato Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e Capo Dipartimento Marco Bruschi» A scrivere sono le associazioni nazionali dei docenti precari che attraverso una lettera all’attenzione del Pd e dei suoi parlamentari ed esponenti pongono l’attenzione sui problemi che affiggono la scuola italiana. Sono tanti i punti che la lettera tocca, fra cui le sole 14.000 mila nuove assunzioni a fronte delle oltre 80.000 promesse dal ministro Azzolina ad agosto.

«In questi mesi – si legge nella lettera – abbiamo avviato un franco e costruttivo confronto con il Partito Democratico. Pur comprendendo la difficoltà del momento e i tempi che occorrono per far maturare un dibattito, non possiamo esimerci dal chiederVi conto circa alcuni passaggi sui quali ci aspettavamo sviluppi positivi immediati che per il momento non sono del tutto arrivati.»

Sono tante anche le domande alle quali i docenti vorrebbero dare risposte: «Hanno avuto esito le interrogazioni parlamentari firmate da Verducci, Rampi, Iori, Rojc rivolte al Ministro dell’Istruzione e al Ministro della Salute circa le criticità relative al Concorso Straordinario che in seguito è partito per poi interrompersi a metà?
Il pomeriggio del 7 Ottobre 2020 – continua la lettera –  il Capogruppo al Senato Marcucci ha ricevuto una delegazione del Direttivo Docenti Precari Toscana assieme al Senatore Verducci; in tale occasione fu chiesta un’interlocuzione con il Segretario Zingaretti e un’azione parlamentare volta a sensibilizzare il Ministro Azzolina sull’urgenza della questione reclutamento: a tal proposito la mozione di sfiducia promossa dalle opposizioni poteva essere una valida opportunità.Perché dunque nella capigruppo al Senato della sera stessa del 7 Ottobre il Partito Democratico si è poi opposto alla calendarizzazione della mozione di sfiducia del Ministro dell’Istruzione? Ovviamente nessuno contava che aveste votato a favore, ma sarebbe stata un’ ottima occasione per incardinare la questione del reclutamento scolastico, ricordando al Ministro che il suo agire deve basarsi sulla fiducia e il sostegno della maggioranza parlamentare. Perché il Segretario Zingaretti non ha mai accettato un confronto con il mondo del precariato della scuola? Eppure, il 17 Settembre a Pistoia a margine di un comizio in favore di Eugenio Giani, il segretario si era impegnato inequivocabilmente con i precari presenti e mobilitati dal Comitato Nazionale Docenti Precari (CNDP) che chiedevano di essere ricevuti a Roma denunciando già allora la situazione che si sarebbe andata prefigurando.
Abbiamo seguito con interesse gli ultimi Question Time in parlamento: 18 Novembre alla Camera dei Deputati e 26 Novembre al Senato. Ebbene, in entrambi i casi dal Partito Democratico non è partita alcuna domanda al Ministro. Nessuno del PD è intervenuto in tema di scuola, perché? Infine, perché il Partito Democratico non ha mai smentito con fermezza il Ministro ogni qual volta utilizza la Carta Costituzionale in maniera impropria parlando dei suoi concorsi come unica via costituzionale percorribile? Se ne deduce dunque che tutti i bandi di concorso per soli titoli emanati dai vari Ministeri (compreso quello dell’Istruzione in tema di personale ATA), sono da ritenersi non validi poiché non costituzionali? Dovrebbe dunque essere invalidato il concorso 2018 poiché era non selettivo? Dovrebbero quindi essere invalidate persino le assunzioni da GAE, che il Ministro cita quando parla di precari storici?»

«Ecco perché ci permettiamo di chiederVi se il Partito Democratico ha maturato una posizione chiara e condivisa al suo interno. Dopo tutto questo lavoro promosso dalla base dei docenti precari della scuola, vi è stato effettivamente un dibattito all’interno del PD che ha portato a maturare una piena consapevolezza sulla questione? Se questo è avvenuto, e non ne dubitiamo, ci aspettiamo ora in tempi brevissimi una data certa per l’apertura di un tavolo di lavoro sui percorsi di formazione e abilitazione, tavolo che il governo attuale si era impegnato ad aprire con i sindacati ormai più di un anno fa a seguito dell’incontro del 1 ottobre 2019 tra MIUR e parti sociali che metteva in cantiere un disegno di legge su questo tema; DDL che però non ha mai visto la luce in Consiglio dei Ministri. Questo tema non può più essere evaso e, pertanto, chiediamo un impegno concreto a far sì che il governo sostenuto, dal Partito Democratico, onori l’accordo raggiunto con le parti sociali. Se le intese raggiunte con le organizzazioni sindacali dovessero tramutarsi in impegni non mantenuti, saremmo di fronte ad un fatto gravissimo che mina la fiducia dei lavoratori tutti verso un esecutivo sempre più indipendente ed irresponsabile nei confronti dei corpi intermedi, siano essi partiti di maggioranza o sindacati.»

«Riteniamo occorra intervenire con la massima urgenza sul tema del reclutamento – conclude la lettera – soprattutto per i docenti che prestano servizio da oltre 3 anni. Il governo attui al più presto un percorso che consenta a tutti coloro che abbiano maturato i 36 mesi di servizio su materia e/o su sostegno di vedersi riconosciuta l’abilitazione e l’immissione in ruolo. Tale percorso può prevedere formazione in itinere con verifica in uscita attraverso la valutazione di una commissione mista scuola-università, coinvolgendo così anche i Dirigenti Scolastici, come già previsto nel passato recente (Concorso 2018). Per coloro che da anni sorreggono il traballante sistema scolastico nazionale riteniamo sia errato ed improponibile un percorso con selezione in entrata. Per garantire continuità didattica e una meritata vita professionale stabile, chiediamo formazione e valutazione del servizio svolto in nome e per conto dello Stato nella Scuola Pubblica.»